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Covid, lockdown in arrivo: oggi si riunisce il Cts per valutare nuove misure

Una riunione del Comitato tecnico scientifico è in programma oggi, martedì 9 marzo 2021, per valutare eventuali nuove misure restrittive alla luce della diffusione dei contagi. Tra le ipotesi la più probabile è quella di un nuovo lockdown Italia. Se gli esperti riterranno che la situazione è ingestibile con le misure del nuovo Dpcm firmato dal premier Mario Draghi la scorsa settimana, verranno inasprite le regole per il contenimento della pandemia.

lockdown nazionale

Lockdown Italia quando si decideranno le nuove misure da attuare

Martedì il Comitato tecnico scientifico si riunisce, su richiesta del governo, per valutare l’innalzamento delle misure di contenimento dell’epidemia, che non accenna ad arrestarsi a causa delle varianti. Il governo ha chiesto che si svolgesse al più presto questa riunione alla luce proprio del verbale degli esperti di venerdì. Nel verbale gli scienziati hanno espresso “grande preoccupazione” per la diffusione delle varianti e ribadito la necessità di innalzare le misure a livello nazionale e locale.

Nuovi divieti entreranno in vigore, forse già il prossimo fine settimana. Dopo aver ricevuto le indicazioni degli esperti saranno stabilite le nuove regole. Tra le possibili misure c’è il lockdown nazionale nei fine settimana e in tutte le aree dove i contagi settimanali sono superiori ai 250 per 100mila abitanti che diventerebbero zona rossa. Ma anche la serrata dei negozi nei Comuni dove si decide la chiusura delle scuole. Il bollettino quotidiano con 13.902 nuovi casi e 318 vittime conferma la salita della curva. Dimostra come il Covid-19 continui a correre e dunque nuovi provvedimenti si rendono necessari per contenere i contagi. Ecco perché adesso si chiede di valutare se sia opportuno stabilire ulteriori divieti in quelle zone anche in fascia gialla e arancione.

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vaccino covid

La situazione vaccini in Italia

Il segretario della Lega Matteo Salvini ha espresso la sua contrarietà all’ipotesi del lockdown nazionale. “Ogni chiusura, seppure richiesta dalla comunità scientifica, è una sconfitta. Vale per le scuole, le attività commerciali, i teatri”. Uno dei motivi per cui sarebbe necessario ricorrere ad un lockdown nazionale è per agevolare la distribuzione dei vaccini anti-Covid. Il leader del carroccio si è espresso più volte riguardo al ritardo della distribuzione dei farmaci. “Se è per una megaoperazione di messa in salute e in sicurezza perché no. Ma chiudere adesso senza i vaccini temo che non serva a niente e a nessuno”.

Sul fronte vaccini, da qui a fine marzo dovrebbero essere consegnate circa 9 milioni di dosi. Dal primo aprile, per i 90 giorni successivi 17,5 milioni al mese e questa volta, assicurano le case produttrici, non dovrebbero esserci ritardi.Il nuovo obiettivo è quello di arrivare a somministrare più di 600mila vaccini al giorno, sei volte la media attuale.>>Tutte le notizie 

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