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I sintomi del Long Covid, Ecdc: “Impatto devastante anche sui bambini”

“Del Long Covid si sa ancora poco, studi sono ancora in corso ma ciò che è certo è che si tratta di una condizione che interessa un numero crescente di pazienti che hanno avuto l’infezione e che continuano ad avere alcuni sintomi anche dopo la guarigione”. Così a «Fanpage.it» Diamantis Plachouras, esperto di resistenza antimicrobica e infezioni associate all’assistenza sanitaria dell’Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie.

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I sintomi del Long Covid, Ecdc rivela chi è più a rischio

“L’Ecdc sta monitorando le evidenze scientifiche, cliniche ed epidemiologiche dell’impatto del Long Covid. Abbiamo messo insieme un certo numero di casi e collaboriamo con altri enti per raccogliere una serie di informazioni per studiare al meglio questa patologia in tutta l’Unione europea. Quello che sappiamo finora è che il Long Covid è caratterizzato da una costellazione di sintomi, da blandi a persistenti fino a quelli più debilitanti che influenzano le abitudini quotidiane dei pazienti, la capacità delle persone di lavorare o di svolgere azioni semplici e comuni. Abbiamo una serie di ipotesi su come il Covid possa far sviluppare questa condizione, come la persistenza del virus nel corpo o una anomala reazione del sistema immunitario all’infezione. Molti studi mostrano che le donne, le persone con problemi di obesità e che abbiano sofferto di sintomi severi nella fase acuta dell’infezione hanno un rischio più alto di Long Covid. Ma anche coloro che hanno avuto sintomi lievi possono soffrire di Long Covid, anche i giovani”, ha spiegato Planchouras. Ma quali sono i sintomi del Long Covid? L’esperto ha cercato di fare chiarezza.

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Un fenomeno che interessa anche i bambini

“Il Long Covid è caratterizzato dalla persistenza di sintomi. In genere parliamo di questa condizione quando i sintomi durano per più di tre mesi. L’affaticamento e la stanchezza sono i più comuni, ma ce ne sono anche altri registrati, come mal di testa, tosse, respiro corto e quella che viene definita nebbia cerebrale (brain fog). A ciò si aggiungano anche i problemi di cuore e diabete”, ha dichiarato l’esperto. È un fenomeno che interessa anche i più piccoli? “L’impatto sui bambini potrebbe essere davvero devastante. Ci sono studi iniziali che dimostrano come alcuni sintomi rilevati nella popolazione adulta, tra cui anche il diabete, vengano rilevati ugualmente nei pazienti più giovani, oltre a quelli più comuni come la stanchezza. In Norvegia, ad esempio, quest’ultimo sintomo è stato riscontrato all’incirca in un bambino su 16 che avevano avuto il Covid, ed è un numero abbastanza grande che preoccupa, perché il Long Covid può impattare in maniera davvero negativa sulla loro educazione, sulla salute mentale e in generale sul loro sviluppo”. Leggi anche l’articolo —> Boom di reinfezioni con Omicron, chi rischia di più: quando tornano mascherine e restrizioni

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