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Fuori dal M5S nessuna pietà: i fuoriusciti formano una costellazione di fallimenti

Espulsioni, scissioni, dissidenti: la storia del Movimento 5 Stelle di sicuro non è mai stata noiosa. E non lo è nemmeno ora: da quando è stato fondato il Movimento, infatti, sono almeno 15 i “soggetti politici” nati dai cocci abbandonati per strada. L’ultima news in casa M5S è il nuovo gruppo che a breve verrà ufficializzato dagli ex pentastellati Nicola Morra e Barbara Lezzi.

Beppe grillo

M5S news, dai frammenti nascono sempre più soggetti politici

Partiti, liste elettorali, movimenti, gruppi parlamentari: dalle fuoriuscite del Movimento 5 Stelle, negli anni, sono nati numerosi soggetti politici differenti. Il via lo diede, all’inizio, Valentino Tavolazzi. Attivista fin dalla nascita del Movimento, venne cacciato perchè voleva dare una vera e propria struttura al gruppo. Un’idea che però, ai tempi, non venne fatto apprezzata da Beppe Grillo. Da questa prima scissione prese vita, nel 2013, Democrazia in movimento, proprio contro la “deriva verticistica” del fondatore, e con lo scopo di attuare una vera democrazia diretta. L’esperimento, tuttavia, non portò ai risultati sperati. In generale, questo sembra essere il destino di tutti i soggetti nati dai brandelli del M5S: tendenzialmente, falliscono. Perché l’equazione sdegno-successo, la maggior parte delle volte, non funziona.

Un altro esempio è Federico Pizzarotti, emiliano schierato dalla parte del Movimento 5 Stelle fin dagli arbori e l’unico che è riuscito a non finire direttamente nel dimenticatoio. Dopo l’espulsione, infatti, si ricandidò sindaco a Parma senza l’appoggio del M5S, vincendo le elezioni. L’esperienza di Italia in Comune alle Politiche del 2018, tuttavia, finì in tutt’altro modo: zero eletti. Intanto, il Movimento 5 Stelle al contrario iniziava a registrare i suoi primi record. Anche la storia di Alternativa Libera, ha più o meno lo stesso finale.

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m5s news

M5S news, fuori dal Movimento nessuno sopravvive

Insomma, ci hanno provato, gli ex pentastellati a crearsi un futuro anche fuori dal Movimento 5 Stelle. Ma sembra essere piuttosto difficile. Tanto che molti si sono trovati a saltellare da un gruppo all’altro, pur di trovare un proprio posto nel mondo politico italiano. Come Adriano Zaccagnini, passato da Gruppi di azione popolari al Mdp, poi a Campo progressista e infine è arrivato, nel 2018, a sostenere Potere al popolo. Senza dimenticare anche una breve nuotata nel mondo delle sardine. La lista dei soggetti politici che ci hanno provato senza crederci abbastanza è lunga: Lavori in Corso, Movimento X, R2020 (Resistenza-2020, formato dagli antivaccinisti Sara Cunial e Davide Barillari), poi ancora Centro-popolari Italiani con Emilio Carelli, Italexit di Gianluigi Paragone, Eco dell’ex ministro Lorenzo Fioramonti, L’Alternativa c’è con Pino Cabras (e i vari contrari al governo Draghi).

Chiaramente, le varie fuoriuscite e le conseguenti scissioni non sono avvenute solo tra i Palazzoni romani. Anche sul territorio, infatti, gli episodi sono stati numerosi. Marika Cassimatis, per esempio, nel 2017 riuscì a vincere le “comunarie” a Genova, ma non piacendo a Grillo e alla plenipotenziaria in Liguria, nonché sua fedelissima Alice Salvatore, si annullò il voto online. Così, Cassimatis dovette andare alle elezioni da sola, raccogliendo cifre davvero basse. Alla fine, tra l’altro, anche la Salvatore corse da sola, mettendo insieme un misero 0,89%. La Liguria, però, è solo uno dei tanti esempi possibili da riproporre.

Oggi il Movimento 5 Stelle sta vivendo sicuramente uno dei momenti più complessi in assoluto. Il post governo Draghi, l’abbandono di Alessandro Di Battista, la lotta con Rousseau e con Davide Casaleggio, la conquista di postere di Giuseppe Conte forniscono un puzzle a cui sembrano mancare alcuni pezzi. Forse, Grillo e i suoi devono sperare che anche per i nuovi fuoriusciti valga lo stesso destino toccato a chi ha voltato le spalle (o è stato costretto a farlo) al Movimento 5 Stelle in passato: il fallimento. >> Tutte le notizie di UrbanPost

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