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L’ex Iena Giarrusso si candida per il direttorio del M5S: “Troppe questioni irrisolte”

In casa M5S è tempo di news. E’ ora di eleggere il nuovo direttorio che sostituirà la figura del capo politico, e l’europarlamentare Dino Giarrusso ha dichiarato di volersi candidare. Durante le votazioni degli ultimi Stati Generali, infatti, arrivò secondo ad Alessandro Di Battista, ma anche prima di Luigi Di Maio. Proprio per questo è convinto di avere delle buone possibilità. “Lo faccio per unire, ricucire, valorizzare gli attivisti”, ha dichiarato durante un’intervista rilasciata a Repubblica.

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M5S news, Giarrusso si candida per il direttorio

“Oggi più che mai serve unità, occorre tenere insieme la forza rivoluzionaria che abbiamo sempre avuto. Le diverse anime del M5S possono convivere. Le divisioni vanificano il nostro lavoro e la danno vinta a Matteo Renzi che aveva questo obiettivo come prioritario, oltre a far fuori Giuseppe Conte”, ha detto Dino Giarrusso durante l’intervista. Sono settimane che il Movimento 5 Stelle tenta di stare in equilibrio, ma tra scissione ed espulsioni non è per niente semplice. “Sono molto dispiaciuto ma consapevole del fatto che dobbiamo rispettare il voto su Rousseau. Se siamo arrivati a questo punto dobbiamo riflettere sul perché“.

Perchè il Movimento sta attraversando questo momento di divisione interna? Secondo Giarrusso sta accadendo perchè i pentastellati si sono divisi e non hanno gestito le diverse posizioni. “Non credo ci sia un responsabile unico: chi aveva malumori ha sbagliato ad aizzare gli attivisti ad esempio, altri hanno fatto delle partite personali, altri ancora hanno creato correnti anche se lo negano: non prendiamoci in giro. La pandemia, purtroppo, ha rimandato gli Stati generali lasciando sul terreno molte questioni irrisolte: ma dovevamo evitare tutta questa conflittualità”. Per l’ex Iena, anche l’abbandono da parte di Di Battista segnerà particolarmente il futuro del Movimento: “E’ molto amato dagli attivisti, è un problema in più per noi che sia uscito“.

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Giarrusso: “La parola “mai” con Draghi è stata usata con troppa celerità”

Non ha difficoltà ad ammettere che anche lui non voleva tornare al governo al fianco di Matteo Renzi dopo la caduta dell’esecutivo guidato da Giuseppe Conte. “Su questo la penso come Di Battista. Sul voto in parlamento no: c’è stata una scelta degli iscritti, e una volta che si consultano gli attivisti il responso è sacro, altrimenti cosa votiamo a fare?”. E poi ha aggiunto: “La parola “mai” su Draghi è stata usata con troppa celerità, sì. Che Beppe Grillo abbia cambiato il panorama mi pare evidente, è stato decisivo, ma ricordo che senza di lui nessuno di noi sarebbe qua. Poi per carità: non si è stati capace di parlare con una voce sola, ma forse qualcuno voleva solo una scusa per smarcarsi”.

Dalle parole di Giarrusso emerge poi una forte stima nei confronti dell’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte: “Non so formalmente che ruolo potrebbe avere, perchè non è iscritto al M5S, ma politicamente spero resti una guida per noi“, ha dichiarato a Repubblica. >> Tutte le notizie di UrbanPost

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