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Marco Vannini, l’avvocato della famiglia spiega: in passato «Ho difeso Antonio Ciontoli ma non lo ricordavo»

Omicidio Marco Vannini news: dall’interrogatorio reso da Antonio Ciontoli in merito alla denuncia ricevuta da parte di due prostitute straniere, è emerso che all’epoca dei fatti – era il 2000 – quando le donne lo accusarono di rapina (QUI i dettagli della vicenda) lui nominò come suo avvocato difensore Celestino Gnazi. Sì, proprio lui, l’attuale avvocato della famiglia Vannini. Sembra strano ma è così: questa particolare coincidenza non era mai emersa prima ma è stata riportata in auge insieme alla vecchia vicenda di 20 anni fa che non si trasformò mai in un processo a carico di Ciontoli in quanto il fascicolo fu archiviato.

avvocato famiglia vannini

Celestino Gnazi, l’avvocato dei Vannini difese Ciontoli nella vicenda delle prostitute ma «non lo ricordavo»

Come è stato possibile che l’avvocato Gnazi, quando nel 2015 fu chiamato ad assistere i Vannini nella drammatica vicenda sulla morte del 20enne bagnino di Cerveteri, apprendendo che il principale accusato del decesso di Marco si chiamava ‘Antonio Ciontoli’ non si sia ricordato che trattavasi dello stesso uomo che aveva assistito quindici anni prima? Sembra incredibile ma tant’è. Lo ha confermato lo stesso avvocato Gnazi alla inviata di Quarto Grado che gli ha chiesto “Nel duemila lei ha difeso Antonio Ciontoli, come mai lo ha sempre negato?”: «L’ho negato perché semplicemente non me lo ricordavo. Questa questione è venuta fuori con un audio di tale Vannicola che lo aveva preso presumo in una caserma dei carabinieri, in cui non solo l’episodio relativo ad Antonio Ciontoli – legato a prostitute, si diceva – ma per la prima volta si diceva che io fossi stato … che lo avessi assistito. Questo non è stato un processo vero e proprio; io non ho mai avuto ad esempio nemmeno il fascicolo che io ho subito ricercato».

Sapere di questa denuncia di Ciontoli avrebbe cambiato qualcosa nel processo sull’omicidio di Marco Vannini?

Interpellato al riguardo, l’avvocato Gnazi ha dichiarato ai microfoni di Quarto Grado: «Potenzialmente il discorso sulla personalità dell’imputato poteva essere diverso … non lo so. La sentenza ha definito la personalità di Ciontoli in modo assolutamente negativo, usando parole pesantissime … senza bisogno dell’acquisizione di quella circostanza (l’incontro con le prostitute ndr) sul fatto che Ciontoli aveva quel tipo di abitudine o magari è successo soltanto una volta ma, insomma, non so dire se sapere di questa vicenda avrebbe avuto rilevanza nel processo. C’erano altre cose a cui, onestamente, dare rilevanza, ecco».

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