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Yara, Massimo Bossetti analisi reperti: clamoroso, Corte fa dietrofront e dichiara “inammissibile” l’istanza

Yara, Massimo Bossetti analisi reperti: doccia fredda per il muratore di Mapello condannato in via definitiva all’ergastolo per l’omicidio della 13enne di Brembate avvenuto nel 2010. Come il suo avvocato ha infatti reso noto a mezzo stampa, la Corte d’Assise di Bergamo nei giorni scorsi ha dichiarato inammissibile l’istanza presentata dai difensori di Bossetti.

YARA MASSIMO BOSSETTI ANALISI REPERTI respinta

Yara Massimo Bossetti analisi reperti respinta: dietrofront Corte d’assise di Bergamo

L’istanza degli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini chiedeva appunto “l’indicazione di modalità e tempi per l’accesso ai corpi di reato e per la ricognizione degli stessi” concessa e accordata alla difesa dalla Corte d’Assise di Bergamo (Qui l’intervista esclusiva di UrbanPost all’avvocato Salvagni). Adesso i difensori di Bossetti annunciano il ricorso in Cassazione “Qualcuno – ha detto Salvagni – ha paura che si indaghi sui reperti”. “È di questi giorni il provvedimento della Corte in cui dice che la nostra domanda di ricognizione dei reperti è inammissibile. In questo periodo attaccare frontalmente la magistratura sarebbe come sparare sulla Croce rossa. Io non voglio farlo, io rispetto questo potere dello Stato. Però dico che sono rimasto basito da questo provvedimento”. Queste le parole dell’avvocato Salvagni durante il suo intervento alla trasmissione ”Iceberg Lombardia” in onda su Telelombardia.

Yara Massimo Bossetti analisi reperti respinta

L’avvocato Salvagni: «Qualcuno ha paura che si indaghi sui reperti»

Il legale di Massimo Bossetti ha poi aggiunto: “Per due volte la Corte d’Assise di Bergamo ci dice di sì che si possono fare queste attività e la stessa Corte d’Assise quando poi gli chiediamo ‘come e quando fare queste attività’ ci risponde che è inammissibile. Il problema ora è: questa domanda a chi dobbiamo rivolgerla? Perché quell’autorizzazione è diventata cosa giudicata, si è stabilizzata. Nessuno l’ha impugnata, quell’autorizzazione esiste e prima o poi queste attività devono essere fatte”.

“Ora – ha poi annunciato – manderemo domande in giro a tutti i tribunali d’Italia e qualcuno ci dirà finalmente come, dove e come fare questa ricognizione. Perché lo ribadisco: il provvedimento autorizzativo di fine novembre 2019 è un provvedimento che nessuno ha impugnato, quindi la ricognizione si deve fare. Il mio parere su questa inammissibilità è la prova provata che qualcuno ha il terrore che si vada ad indagare su questi reperti. Perché lì dentro c’è un clamoroso errore. Prima o poi riusciremo a fare queste analisi sui reperti e la verità verrà a galla. Dimostreremo il clamoroso errore”. Potrebbe interessarti anche —> Massimo Bossetti da due anni rifiuta i contatti con la sorella: Quarto Grado svela il motivo

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