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Massimo Carminati libero, Bonafede chiede verifiche: polemica per la decisione

Massimo Carminati libero, il tribunale del Riesame ha accolto la richiesta di scarcerazione dei suoi legali, per scadenza dei termini cautelari. Il “nero”, uno degli uomini chiave del processo Mafia Capitale, ha lasciato oggi, martedì 16 giugno 2020, il carcere di Oristano, poco dopo le 13,30. Ha scontato 5 anni e 7 mesi di detenzione. Era l’unico imputato dell’inchiesta sul ‘Mondo di mezzo’ romano ad essere rimasto dietro le sbarre. «Siamo soddisfatti che la questione tecnica che avevamo posto alla Corte d’Appello e che tutela un principio di civiltà sia stata correttamente valutata dal Tribunale della libertà», hanno dichiarato gli avvocati dell’ex Nar, Cesare Placanica e Francesco Tagliaferri. Ma il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede avrebbe inviato degli ispettori per fare delle verifiche. Il Guardasigilli avrebbe delegato l’ispettorato del Ministero a svolgere «i necessari accertamenti preliminari», almeno così fanno sapere fonti di via Arenula.

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Carminati

Massimo Carminati libero, Bonafede chiede verifiche: polemica per la decisione

Massimo Carminati scarcerato. Il tribunale del Riesame ha accolto la richiesta di scarcerazione, per scadenza dei termini cautelari, presentata dagli avvocati difensori dell’ex Nar, Cesare Placanica e Francesco Tagliaferri. Il “nero”, che assieme a Salvatore Buzzi, era al centro dell’inchiesta romana, è tornato in libertà. Pure Buzzi era stato scarcerato dopo la sentenza della Corte di Cassazione, che ha ribaltato la decisione dei giudici d’Appello e ha decretato che «non era Mafia Capitale». Stando ai giudici quella dei due era una banda di criminali semplici e non un’associazione di stampo mafioso. «Quando si tratta di Carminati perché siano riconosciuti i suoi diritti bisogna ingaggiare lotte furibonde. Sulla nostra richiesta sono intervenute ben tre ordinanze di rigetto da parte della Corte di Appello, ora il tribunale del Riesame ha però riconosciuto che i termini sono decorsi», ha precisato Tagliaferri all’agenzia Nova.

E ancora: «Lui esce perché sono scaduti i termini di custodia cautelare, è un principio di diritto, un automatismo. Noi avevamo stimato fossero scaduti i termini il 30 di marzo quando abbiamo presentato la prima istanza, l’ordinanza del Tribunale parla invece del 7 aprile, pochi giorni di differenza che confermano pero’ quello che dicevamo: i termini sono scaduti e quindi Carminati, giustamente, continuerà il processo da uomo libero», ha dichiarato l’avvocato.

«Era l’unico imputato dell’inchiesta sul ‘Mondo di mezzo’ romano ad essere rimasto in carcere»

Ed effettivamente la modifica dell’accusa in associazione a delinquere semplice ha comportato anche un cambio nelle scadenze. Carminati è stato arrestato il 2 dicembre del 2014. Il massimo della detenzione era di quattro anni. In attesa che venissero pubblicate le sentenze i termini sono stati sospesi, pertanto si è arrivati a cinque anni e mezzo. Tempo quest’ultimo che scadeva ad aprile, come ricostruisce anche ‘Fanpage’. Per questo motivo lasciano perplessi le verifiche volute dal ministro Bonafede. L’11 settembre del 2018 la Corte d’Appello riconoscendo la sussistenza della Mafia aveva parlato di 14 anni e mezzo da scontare. Un verdetto nei confronti di Carminati annullato dalla Cassazione il 22 ottobre del 2019, che ha fissato un nuovo processo solo per la rideterminazione delle pene. “Dopo quattro giorni, il regime del carcere duro è venuto meno. Incassato il parere positivo della Dda di Roma e della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, il Guardasigilli Alfonso Bonafede ha firmato il decreto di revoca del 41 bis per Carminati, che oggi torna libero”, scrive Federica D’Angeli su ‘Repubblica’.

Massimo Carminati libero: Salvini attacca Bonafede sui social

E infuria la polemica. «Dopo mafiosi e camorristi, esce di galera anche uno dei protagonisti di ‘Mafia Capitale’ . Chi avvisa Bonafede?», così il leader della Lega Matteo Salvini, su Twitter. Non meno duro il commento di Angelo Bonelli, coordinatore dei Verdi: «Scarcerazione non è assoluzione. La decisione del ministro Bonafede di inviare gli ispettori per la scarcerazione di Massimo Carminati è  inutile. Da circa sei mesi al Ministero erano a conoscenza della scadenza dei termini di carcerazione preventiva. (…) La vera questione è la mostruosa lentezza dei processi, che rappresenta la grave ingiustizia di questo Paese. Un favore alla criminalità che non rende onore alla memoria delle vittime. L’inchiesta e il processo ‘Mafia Capitale’ hanno scoperchiato tutto il malaffare che ha legato una parte della politica italiana alla criminalità organizzata». 

Chi è il «nero» dalla fama d’acciaio

Un uomo Carminati dalla fama d’acciaio. È stato lui stesso in una intercettazione captata dalle cimici dei carabinieri del Ros a dire ad un dipendente della compagnia Fastweb che non riusciva a risolvere un suo problema di connessione: «Forse non hai capito con chi stai parlando, cerca su internet Massimo Carminati e poi vedi di sbrigarti a risolvere la situazione». Il suo nome è legato alla banda della Magliana e allo storico furto al caveau della banca di piazzale Clodio. Un colpo, come specifica Federica Angeli, riuscito grazie alla complicità di alcuni basisti: «interni alla banca e forze dell’ordine». leggi anche l’articolo —> Chi è Alfonso Bonafede: biografia e curriculum del Ministro della Giustizia

 

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