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Michele Merlo, c’è un primo indagato per la sua morte: il duro sfogo del padre

C’è il primo indagato per la morte di Michele Merlo. I genitori del ragazzo ex concorrente di «Amici» e «X Factor» da mesi si stanno battendo perché si faccia chiarezza sulla sua scomparsa avvenuta a causa di un’emorragia cerebrale, arrivata a seguito di una leucemia fulminante. La notizia è stata resa nota dal «Corriere Veneto»: a Vicenza il fascicolo è stato assegnato al pm Barbara De Munari. Secondo quanto riferisce «Leggo» i familiari hanno dimostrato che prima di recarsi all’ospedale si erano rivolti ad altri medici per la presenza di alcune ecchimosi comparse sul corpo. Nessuno però avrebbe dato troppo alla cosa.

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Michele Merlo morte

Michele Merlo, c’è un primo indagato per la sua morte

Morte di Michele Merlo, novità sul caso. Ci sarebbe almeno un nome indagato, ma non sarebbe emersa alcuna responsabilità in capo ai medici degli ospedali bolognesi, dove il giovane è spirato. Questo almeno stando agli accertamenti fatti svolgere dal pm emiliano Elena Caruso, in particolare all’esito dell’autopsia e alle verifiche dei carabinieri del Nas. Per gli inquirenti le eventuali responsabilità sono da ricercare nella fase precedente: sulle condotte del medico di famiglia di Rosà, dove il cantante abitava, del Pronto soccorso di Cittadella e Padova, dove sono stati già inviati degli ispettori. Quando Merlo è andato in ospedale le sue condizioni erano ormai troppo gravi.

Michele Merlo morte

Il padre: «Bastava un emocromo per salvarlo»

«Hanno ucciso mio figlio, voglio tutta la verità. Bastava un emocromo per salvarlo», ha dichiarato Domenico Merlo al «Resto del Carlino». «Mi aspettavo che la Procura di Bologna andasse avanti, che i Nas accertassero eventuali responsabilità di quei sanitari che hanno visitato Michele. Oggi mi si dice che una volta arrivato all’ospedale di Vergato tutto era già compromesso. Bene, allora perché un dirigente medico del decimo piano del Maggiore, davanti al sottoscritto e a tutti i miei parenti, chiese scusa a nome suo e di tutta la categoria? Di cosa si scusò se non è venne sbagliato niente? Io e la mia famiglia non cerchiamo vendette, nemmeno soldi, ma la verità sì. Se qualcuno ha sbagliato dovrà pagare e noi andremo fino in fondo», ha aggiunto il genitore del giovane scomparso. Quello che chiedono mamma e papà è soltanto giustizia: «È stato rimbalzato da un posto all’altro quando bastava un emocromo per capirne il problema. È tutto un sistema sanitario che è sbagliato, questo va condannato». Leggi anche l’articolo —> Lina Wertmüller, le cause della morte: di cosa soffriva la regista

 

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