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Milano 32enne scambiata per straniera prova a ‘difendersi’: «Parli troppo, non ci scusiamo»

Milano, 32enne scambiata per straniera prova a difendersi. L’ennesimo episodio di razzismo proviene dal capoluogo meneghino: città dai mille colori e dalle molteplici culture, è stata teatro della spiacevole situazione che ha coinvolto Maria Anna Campadello, 32enne di origine peruviana, adottata ad appena due anni da una famiglia italiana e trasferita a Padova. A raccontare la storia della 32enne scambiata per straniera è Fanpage.it. Una vita ricca di esperienze, quella di Maria, trascorsa tra Parigi, Londra, New York, Miami, non senza sgradevoli episodi legati al colore della pelle. L’ultimo solo qualche giorno fa.

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milano 32enne scambiata per straniera

Milano 32enne scambiata per straniera: offesa dai carabinieri

“Sono scesa dal treno in Stazione Centrale – ha raccontato la ragazza raggiunta da Fanpagee due carabinieri e quattro militari, mentre facevano dei normali controlli, si sono avvicinati a me e mi hanno chiesto i documenti. Uno di loro senza nemmeno guardarlo, vedendo il colore della mia pelle, mi ha chiesto poi il permesso di soggiorno”. Cogliendo negli occhi della donna lo stupore, il militare ha guardato dunque i documenti rendendosi conto di aver sbagliato: “Solo allora – ha proseguito Mariaha deciso di guardare i miei documenti e si rende conto di essersi sbagliato. Nella sua gaffe è stato anche molto gentile, mi ha chiesto scusa e mi ha chiesto se mi fossi offesa”. Offesa dal pregiudizio, Maria ha risposto al carabiniere precisando sul sito: “Non bisogna mai partire dal presupposto che se una persona ha un colore della pelle diversa allora non possa essere italiana e che per essere legittimata a star qui debba avere un permesso di soggiorno”.

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“Quando una persona ti calpesta in questo modo ti umilia, umilia il tuo modo di essere cresciuta qui”

È stata proprio la risposta della 32enne a scatenare l’intervento dell’altro militare che, specificando di non essere tenuti a scusarsi, ha persino aggiunto che la ragazza stesse “anche parlando troppo”. “Se qualcuno mi offende – ha ribattuto a quel punto la ragazza – io sono tenuta a rispondere”. “Ti fanno sentire nel posto sbagliato. – ha detto sfogandosi su FanpageQuando una persona ti calpesta in questo modo ti umilia, umilia il tuo modo di essere cresciuta qui”. Dopo aver condiviso la vicenda sui propri social, Maria ha ricevuto dai followers sostegno ma anche commenti negativi: “Un ragazzo – ha riferito – mi scrive che i casi di razzismo sono altri e su questo non c’è dubbio. Ma non è che dobbiamo arrivare all’estremo e avere sempre casi come quello di Willie per parlare di razzismo. Io non voglio fare la vittima, ma quello che ho vissuto io è stato un mix di razzismo, maschilismo e abuso di potere”.

Non l’unico episodio per la ragazza: “Ero sempre a Milano – ha raccontato – ed ero con alcuni amici in macchina. Un’auto ci è venuta addosso. C’erano le forze dell’ordine, hanno chiesto i documenti e io avevo il passaporto. Non lo hanno nemmeno visto, ma mi hanno solo chiesto quanto mi sarei fermata in vacanza presupponendo che io quindi non fossi italiana”. “Molti – ha dunque concluso – credono di sapere tutto di te semplicemente guardandoti, ma non è così. Non è dal colore di una persona, che la si può definire”. >> Alex Zanardi lotta per la vita, la sua famiglia per la giustizia

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Written by Francesca Romano

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