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Alex Zanardi lotta per la vita, la sua famiglia per la giustizia

Alex Zanardi è ancora in terapia semi-intensiva ma in lieve miglioramento, questo è quanto ci giunge dagli ultimi aggiornamenti sul suo quadro clinico. Dopo il gravissimo incidente avvenuto lo scorso 19 giugno in occasione di una gara di beneficenza, l’atleta è stato sottoposto immediatamente ad una maxillo-facciale. In seguito hanno indotto il coma farmacologico per un mese. Ad oggi la famiglia tiene il massimo riserbo sulle condizioni di salute di Alex. Persino il figlio Niccolò, rispetto ai mesi scorsi, ha smesso di aggiornare il profilo instagram con rivelazioni riguardanti il padre, per evitare speculazioni invasive.

>> Alex Zanardi come sta? Reagisce agli stimoli

alex zanardi

Alex Zanardi: la storia di un eroe

Il pilota Alex Zanardi non ha bisogno di presentazioni. Come tutti sappiamo, ha già lottato contro la morte e ha vinto la grande gara con la vita, reinventando una nuova carriera. Il 15 settembre 2001, durante una gara di Champ Car in Germania, il pilota perde il controllo della vettura e un tragico schianto gli costa l’amputazione degli arti inferiori. Zanardi, che correva con la Formula 1 dal 1991, si riavvicina al mondo delle corse con il paraciclismo. «È possibile che se il fulmine m’è arrivato tra capo e collo una volta mi colpisca nuovamente, ma rimanere a casa per evitare e scongiurare quest’ipotesi significherebbe smettere di vivere, quindi no, io la vita me la prendo…» dichiara l’uomo durante una conferenza. In seguito all’incidente diviene protagonista di tutte le grandi manifestazioni per disabili, i quali riconoscono in lui un vero e proprio punto di riferimento.

alex zanardi

La forza di Alex: la famiglia

Alex incontra Daniela già giovanissimo e la sposa nel 1996, all’apice della sua carriera. Solo due anni dopo nasce il primo e unico figlio, Niccolò. Daniela e Niccolò sono sempre stati la forza di Alex, soprattutto ora che la macchina della giustizia è in corso. Il consulente della Procura della Repubblica di Siena e il consulente di difesa dell’autista del tir, unico indagato, sembrano trovarsi in accordo sull’accaduto. Sembra che l’handbike viaggiava oltre i limiti di velocità, 50Km l’ora, a differenza del tir. Quest’ultimo viaggiava a una velocità di 30km l’ora. «Zanardi quando vide il camion in direzione opposta avrebbe tentato di girare verso destra per allontanarsi dalla parte centrale della carreggiata ma il suo veicolo sarebbe andato in sovrasterzo, ribaltandosi» questa la dichiarazione dei consulenti delle controparti ma la famiglia non è d’accordo.

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