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Milano, file interminabili alla mensa dei poveri per un pasto caldo: «Immagini che entrano nel cuore»

Milano mensa dei poveri, file interminabili per ricevere un pasto caldo. È bastato un video postato su Twitter per ricordare gli italiani qualcosa che accade, nel silenzio generale, ogni giorno. Centinaia e centinaia di persone, una dietro l’altra, al freddo, con buste e sacchi per la spesa, sono state riprese davanti all’ingresso del “Pane quotidiano” a Milano. Tutti loro erano in fila per un pasto caldo e per il pacco dono per Natale ieri mattina 12 Dicembre 2020. Una scena che non può essere ignorata, la realizzatrice del video ha, infatti, scritto: «Poco fa, percorrendo Viale Tibaldi all’altezza del #PaneQuotidiano. Immagine che entra in testa e nel cuore e poi sta lì, in fissa». 

Milano mensa dei poveri

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Milano mensa dei poveri: file interminabili per ricevere un pasto caldo

Il video postato da Lidia Bianchi su Twitter (vai al post) non è passato inosservato. Pochi secondi che mettono in luce uno dei tanti problemi di un’Italia piegata dalla pandemia mondiale. Una triste realtà con cui gran parte del popoli italiano fa i conti tutti i giorni: la povertà. Nel filmato, realizzato a Milano lungo la via che conduce alla mensa dei poveri del “Pane Quotidiano”, mostra una fila interminabile di persone che, al freddo e in maniera composta rispettando tutte le regole possibili, attende per poter poi ricevere un pasto caldo. Questa volta riceveranno anche il pacco dono per Natale. La famosa mensa dei poveri di Milano resterà aperta anche nei giorni di festa. I volontari che si alternano nell’associazione a distribuire i pacchi alimentari sono oltre 200. In coda ci sono senza tetto ma anche disoccupati, soprattutto uomini, ma anche un 30 per cento di donne.

Una realtà indescrivibile

Luigi Rossi,  il vicepresidente di “Pane Quotidiano”, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Repubblica. Rossi ha descritto cosa accade ogni giorno davanti all’ingresso della storica mensa dei poveri di Milano: «In questi giorni viene tanta gente, tutti senza soldi, senza lavoro, senza cibo da mettere in tavola. Abbiamo messo nel pacco un litro di latte, quattro yogurt, un pacco di ravioli, del tonno, una lattina di aranciata, una scatola di Philadelphia e il pane, naturalmente, quello non manca mai». Poi ha aggiunto: «Quasi tutti sono rimasti senza reddito a causa dell’epidemia e non hanno ricevuto aiuti perché precari o assunti in nero». >> Altre News

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