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Morte di David Rossi, Zanettin: “Non abbiamo nessuna verità in tasca”

Continuano le indagini sulla morte di David Rossi. “Non so se nella enorme mole di atti e documenti a disposizione della commissione, ci sia anche il tabulato della Fastweb con la scritta ’38 secondi senza risposta’. Quello che so è che è stata affidata una perizia tecnica ai Ros sul traffico telefonico degli apparecchi di David Rossi. La telefonata della Santanchè è uno dei punti che costituiscono un mistero, ci sono contrasti di opinioni ed informazioni. La perizia dovrà dare risposte“, ha dichiarato Pierantonio Zanettin, presidente della commissione d’inchiesta su David Rossi durante la conferenza stampa nel corso della seconda missione senese dei deputati. Come ha sottolineato, quindi, al momento non ci sono “verità in tasca”, e tutto dipenderà dai Ris.

david rossi

Morte di David Rossi, disposte tre nuove perizie

Ancora non c’è una verità. E proprio per questo sono tre le perizie disposte: quella sul traffico telefonico, affidata ai Ros per risolvere il giallo della telefonata con la Santanchè, quei 38 secondi di silenzio dopo la morte di Rossi; quella sul materiale informatico in dotazione all’ex manager e una perizia medico legale affidata a un collegio di esperti. In totale, sono 50 i quesiti “non suggestivi” affiati alla Commissione di inchiesta ai reparti speciali dei Carabinieri, “in particolare abbiamo chiesto di simulare sia l’ipotesi del suicidio sia quella della defenestrazione”, e per farlo verrà utilizzato un manichino. “Non abbiamo sposato nessuna delle due ipotesi“, ha sottolineato Zanettin, puntando il dito su come siano state svolte le indagini dal 2013 a oggi.

Abbiamo avuto l’impressione che le due inchieste svolte in passato tendessero ad una soluzione precostituita, che è quella del suicidio. Inoltre a me ha sorpreso anche da avvocato che il primo procedimento sia stato rubricato come istigazione al suicidio però non ho visto un unico atto investigativo indirizzato a scoprire chi fosse l’istigatore”, ha aggiunto inoltre. “La commissione non ha nessuna verità in tasca, è pronta a qualsiasi conclusione. Certo, bisogna partire dalla volontà di ricercare la verità. Tutte le inchieste svolte in passato, soprattutto la prima è partita dall’ipotesi precostituita del suicidio. La seconda inchiesta, fatta con maggiore impegno e solerzia, è servita per colmare le lacune della prima. A me ha sorpreso, anche da avvocato, che la prima inchiesta sia stata rubricata come istigazione al suicidio.

Ma non ho visto nesun atto investigativo per individuare l’istigatore. Sarà questo uno degli argomenti anche delle prossime audizioni, non solo dei tre pm. Già alle 22 della stessa sera della morte di David Rossi tutti erano convinti che si trattasse di suicidio”, ha detto poi rispetto alle perizie.

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david rossi

Zanettin: “La soluzione dei Ris è quella che sposerò, non andrò a cercare verità diverse”

Il presidente è stato chiaro anche sull’audizione dei tre pm Nastasi, Natalini e Marini: “Il collegamento con le inchieste sul Monte dei Paschi e Antonveneta è lapallissiano, non solo per l’attività lavorativa di Rossi. Ma anche perché è morto sul luogo di lavoro, era stato perquisito pochi giorni prima, era stressato. Ma lasciateci fare il nostro lavoro, sono domande che faremo ai pubblici ministeri”. Rispetto al dissidio con il Csm sui magistrati come consulenti, poi, ha auspicato che “l’imbarazzo istituzionale venga superato, perché l’aiuto dei magistrati servirebbe alla commissione”.  Durante la conferenza stampa, poi, è stato confermato l’invio al Csm, alla procura generale in Cassazione e alla procura di Genova delle audizioni del colonnello Pasquale Aglieco, del carabiniere Nesticò, dei sovrintendenti Marini e Gigli. E così ha anche risposto al quesito sulle 61 foto e i due video spuntati grazie all’audizione dell’assistente di polizia Federica Romano.

“Tenderei a escludere il dolo, erano foto e video a disposizione della scientifica. Non erano agli atti e ora sono stati trasmessi alla Commissione. Ovviamente sono secretati”. Ieri sera, poi, è stato ascoltato il colonnello Rosario Mortillaro, oggi toccherà a Giuseppe Manichino. “Oggi non potremo trarre nessuna indicazione specifica, per i risultati della perizia dei Ris dovremmo aspettare 3 mesi ma è tutto work in progress. Abbiamo chiesto di simulare sia l’ipotesi del suicidio che della defenestrazione. E la simulazione è stata fatta sia dal terzo piano del Monte dei Paschi, dall’ufficio di David Rossi, sia dal quarto, dove però non c’è la barra. La soluzione dei Ris è quella che sposerò, non andrò a cercare verità diverse”. >> Tutte le notizie di UrbanPost

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