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Morte di Marco Pantani, la procura di Rimini ha aperto una terza inchiesta

Morte Marco Pantani, una terza inchiesta sulla morte del campione di ciclismo trovato senza vita in un residence a Rimini il 14 febbraio 2004, è stata aperta dalla procura della città romagnola. La notizia, riportata da alcuni giornali locali, è confermata dal nuovo legale della famiglia, l’avvocato Fiorenzo Alessi. (Continua a leggere dopo la foto)

morte marco pantani

Morte Marco Pantani, terza inchiesta aperta dopo l’audizione di Fabio Miradossa in Commissione Antimafia

La nuova inchiesta sarebbe stata riaperta anche in seguito ad alcune audizioni, tra cui quella di Fabio Miradossa. Ascoltato davanti alla Commissione Antimafia, il pusher che cedette droga a Marco disse che secondo lui il ‘Pirata’ era stato ucciso. “La procura di Rimini, dopo aver ricevuto la comunicazione per conoscenza dell’Antimafia ha ritenuto di iscrivere un nuovo procedimento a notizia di reato nonostante la comunicazione dell’Antimafia non fosse una notizia di reato”, ha spiegato all’Adnkronos l’avvocato Alessi.

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Quell’inchiesta de “Le Iene” di due anni fa ignorata dalla magistratura

“La procura per estrema chiarezza e trasparenza, opportunità e dovere ha ritenuto di aprire un nuovo procedimento contro ignoti per l’ipotesi di omicidio”, ha spiegato il legale. E’ bene sottolineare che le dichiarazioni di Miradossa non sono una novità. Già nel corso di un’intervista al programma televisivo “Le Iene”, andata in onda l’8 ottobre 2019, l’ex trafficante allora appena uscito dal carcere aveva parlato di Marco Pantani “ucciso”.

“Marco non è morto per questo (la cessione di droga, ndr), è stato ucciso“, aveva detto a “Le Iene” (qui il video dell’intervista completa) l’uomo che gli vendette la cocaina. “Marco – aveva dichiarato Miradossa – non è morto per cocaina. E’ stato ucciso. Magari chi l’ha ucciso non voleva farlo, ma è stato ucciso. Non so perché all’epoca giudici, polizia e carabinieri non siano andati a fondo. Hanno detto che Marco era in preda del delirio per gli stupefacenti, ma io sono convinto che, quando è stato ucciso, era lucido. Marco è stato al Touring, ha consumato lì e quando è ritornato allo Chalet (il Residence Le Rose, ndr) era lucido“.

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