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Evan Lo Piccolo torturato a morte, la madre chiede i domiciliari: il Gip rigetta la sua istanza

Morte Evan Lo Piccolo: la madre resta in carcere. Il Gip ha infatti rigettato la richiesta di arresti domiciliari formulata dalla difesa di Letizia Spatola, la 22enne in carcere accusata di omicidio e maltrattamenti ai danni del bimbo di 20 mesi deceduto il 17 agosto 2020.

MORTE EVAN LO PICCOLO NO DOMICILIARI MADRE RESTA IN CARCERE

La madre di Evan resta in carcere: respinta richiesta domiciliari

La donna nella richiesta dei domiciliari si era detta vittima a sua volta delle violenze del compagno Salvatore Blanco, autore delle violenze fisiche inflitta al piccolo Evan. Avrebbe detto di essere stata ridotta in schiavitù dall’uomo, e di avere appreso solo in carcere che suo figlio aveva fratture in tutto il corpo. Come infatti ha accertato l’esito della autopsia, la piccola vittima aveva anche alcune costole rotte, una frattura allo sterno oltre ad altre lesioni pregresse. Il suo un corpicino martoriato, con i segni indelebili del martirio inflittogli tra le mura domestiche.

Evan Lo Piccolo è stato ucciso da una polmonite cronica causata da traumi ripetuti. «Polmonite che, stando alla consulenza medico-legale, sarebbe stata causata dai traumi continui e ripetuti subiti dal bambino provocati, secondo l’accusa, dal compagno della madre, Salvatore Blanco, al momento in custodia cautelare nel carcere di Siracusa».

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A niente sono servite le segnalazioni fatte agli assistenti sociali da Jessica ed Elisa, rispettivamente zia e nonna paterne di Evan. Poche ore fa, quindi, dopo un’attesa di 20 giorni, il Giudice per le indagini preliminari ha rigettato la richiesta di revoca della custodia cautelare in carcere per la madre della vittima. La Procura ha ragione di credere che la donna fosse perfettamente consapevole di ciò che il figlio subisse. Lei, invece, si definisce vittima del compagno. Botte, sevizie di ogni sorta che potremmo definire torture. Anche perché a subirle era un bambino di 20 mesi impossibilitato a chiedere aiuto.

Un’intercettazione dello scorso luglio dimostra che la donna avrebbe riferito al suo avvocato di avere chiesto al pediatra di falsificare il certificato medico per timore che gli assistenti sociali potessero “crearle problemi”.

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Evan Lo Piccolo: la madre era consapevole delle torture subite dal figlio

La condotta di Letizia Spatola accertata finora dalla magistratura inquirente, quindi, porterebbe a confermare che la donna fosse perfettamente consapevole dell’orrore inflitto a suo figlio. Delle gravi lesioni sul suo corpicino e ferite infette non curate, delle violenze che il suo compagno gli infliggeva.

«Quella stessa madre che aveva portato via il figlio dal pronto soccorso con le ferite non curate. Quella stessa madre che aveva nascosto ai medici le reali cause delle fratture di Evan addebitandoli a cadute accidentali … Con il Collegio difensivo di cui faccio parte siamo soddisfatti del rigetto dell’istanza di revoca della custodia in carcere”.– dice la criminologa Anna Vagli, consulente tecnico degli zii paterni di Evan». Queste le parole della criminologa Anna Vagli, consulente tecnico degli zii paterni di Evan, Jessica Lo Piccolo e Maikol Lo Piccolo, rappresentati dall’avvocato Loredana Calabrese. Potrebbe interessarti anche —> Morte Evan Lo Piccolo autopsia sconvolgente: i segni di un martirio sul suo piccolo corpo

 

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