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Morti Coronavirus in Europa, bollettini falsati: dati reali e paesi che hanno barato di più

«Ogni giorno tutti i Paesi d’Europa (e non solo) comunicano i bollettini ufficiali con contagi e decessi. Ma, in particolare sul numero di vittime, quanto sono davvero attendibili Italia, Spagna, Regno Unito, Francia, Svezia, Svizzera e Paesi Bassi?», comincia così il report su “Il Corriere della sera” di Milena Gabanelli e Simona Ravizza, che si sono chieste quanto siano reali i bollettini diffusi in queste ore che riferiscono il numero dei deceduti causati dal Coronavirus. Per la Germania e il Belgio non è concesso saperlo, perché non ancora comunicano i dati necessari per un’analisi di questo tipo. Stando alle statistiche ufficiali, oggi, è l’Italia il paese europeo più colpito dopo la Spagna. Parliamo di un numero decisamente elevato: oltre i 27mila morti. Le due giornaliste però ragionano in termini pratici e si chiedono quanto siano veritiere le cifre riportate dai vari paesi.

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Morti Coronavirus in Europa, bollettini falsati: dati reali e paesi che hanno barato di più

Prendiamo l’Italia, che è un punto di osservazione in questo caso, ma non l’unico: i dati sui decessi da Covid-19, che vengono comunicati dalla Protezione civile fanno riferimento solo ai pazienti con una diagnosi accertata tramite tampone. Dunque è inferiore rispetto alla realtà, un discorso che vale anche per gli altri paesi europei ovviamente. Ci sono, ed è inutile negarlo, i cosiddetti «morti sottostimati», ossia i pazienti che hanno contratto la malattia, ai quali però non è stato fatto il tampone, che sono deceduti per effetti collaterali del Covid-19. Persone colte da infarti, ictus, aneurismi, o altre patologie, non visitati in tempo a causa degli ospedali al collasso. «Una volta individuato questo numero», spiegano Gabanelli e Ravizza, «è possibile sapere anche quali sono i Paesi che hanno barato di più nella comunicazione e che hanno il tasso di mortalità in eccesso più alto per milione di abitanti». Le due giornaliste riportano, infatti, un’elaborazione dell’Istituto per gli studi di Politica internazionale (Ispi) sui morti registrati dai rispettivi Istituti di statistica nazionali. Uno studio che Dataroom vede in anteprima e che consente di mettere a confronto Paese per Paese il numero dei morti di quest’anno con quelli degli anni precedenti. La differenza dovrebbe corrispondere alle morti da Covid-19, ma rispetto ai dati comunicati durante i mesi dell’epidemia c’è una notevole differenza e sta tutta in quei «morti sottostimati» di cui parlavamo prima.

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Report de “Il Corriere della sera”, confronto con gli anni precedenti: i morti in eccesso

Dati alla mano e bollettini quotidiani sott’occhio: «La Spagna conta 68.056 decessi contro i 39.981 dello stesso periodo negli anni precedenti. È il Paese dove la crescita è maggiore: più 70%. I Paesi Bassi fanno registrare un più 50% (22.352 contro 14.895). Segue l’Italia con 78.757 decessi al 4 aprile contro 57.882. Gli ormai noti dati Istat ci dicono che a livello italiano l’aumento in media è del 36% (ben sappiamo, però, che la più colpita è la Lombardia con incrementi che arrivano a decuplicarsi nei comuni della Bergamasca). Anche il Regno Unito registra un più 36% (63.842 contro 46.877). Poi Svizzera più 25%, Francia e Svezia più 20%», si legge nel report. L’aumento dei decessi in gergo statistico viene definito «eccesso di mortalità».

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Coronavirus morti in Europa: conoscere il reale numero delle vittime è fondamentale per la fase 2

Tra lo scorso anno e quello corrente la forbice è parecchio ampia, proprio a causa del Coronavirus. Il confronto però fa emergere un numero: quello delle vittime non prese in considerazione dai bollettini Covid-19, ovvero la sottostima. In cima alla graduatoria in termini assoluti c’è il Regno Unito (meno 8.184), poi la Spagna (meno 7.326), quindi l’Italia (meno 5.547), i Paesi Bassi (meno 3.797), la Francia (meno 3.679), la Svizzera (meno 339) e la Svezia (298). Scrive il ricercatore dell’Ispi Matteo Villa: «Qui capiamo, ancora, cosa manca per un approccio più sistematico alla Fase 2: riuscire a tener traccia delle persone decedute è cruciale per poter comprendere come stia procedendo realmente l’epidemia in ciascun Paese».

Coronavirus Italia

Coronavirus morti: «Non è vero che l’Italia sottostima i decessi molto più degli altri Paesi europei»

Non si può pensare che tutti i decessi in sovrannumero siano morti da Covid-19, ma è senza dubbio una spia importante per capire il reale numero delle vittime, proprio per valutare l’andamento dell’epidemia e l’avvio della fase 2. Nell’articolo de ‘Il Corriere della sera’ le giornaliste, sulla scia dei dati riportati dall’Ispi, propongono così la classifica dei Paesi con i bollettini meno affidabili. «La sottostima maggiore è dei Paesi Bassi (104%), a ruota il Regno Unito (93%), la Francia (41%), l’Italia (36%), la Svezia e la Spagna (35%) e la Svizzera (34%)». Dunque? «Non è vero che l’Italia sottostima i decessi molto più degli altri Paesi europei. Anzi, è sorprendente constatare come siano più o meno tutti in linea tra il 30 e il 40%, tranne Paesi Bassi e Regno Unito che invece sono molto lontani dagli altri»», spiega Matteo Villa. In sostanza i dati comunicati dalla Prociv sono sottostimati del 49%. In altre parole su tre vittime ne manca una. leggi anche l’articolo —> Coronavirus, i numeri di oggi: -608 malati, zero decessi in quattro regioni

Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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