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Sul governo Draghi il M5S si sta lacerando e i ritardi peggiorano la situazione

Continuano i dissidi interni del Movimento 5 Stelle: i pentastellati daranno la fiducia al governo Draghi? O meglio: riusciranno a non spaccarsi definitivamente di fronte a questa domanda? Ieri doveva iniziare la votazione sulla piattaforma Rousseau, mancando però una squadra ufficiale di ministri Beppe Grillo ha chiesto a tutti gli iscritti di pazientare ancora un po’. Allungando così, di fatto, anche i tempi di creazione del nuovo esecutivo, visto che ancora non c’è l’ufficializzazione del sostegno da parte del Movimento 5 Stelle. Probabilmente, alla fine dei conti, l’appoggio arriverà. Ma la vera domanda è: come ne uscirà il Movimento?

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crisi governo m5s

Movimento 5 Stelle Draghi, è ora della scissione?

Mario Draghi è “più grillino di quanto immaginavamo”, ha detto qualche pentastellato una volta concluso il colloquio con il nuovo Premier incaricato. Una consultazione di oltre un’ora, nel quale il Movimento 5 Stelle ha chiesto a Draghi di istituire un ministero per la Transizione ecologica, unendo gli attuali dicasteri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico. L’ex presidente della Bce non si è davvero espresso a riguardo, ma ha preso in esame la domanda. Tuttavia, visti i dissidi interni che continuano a essere piuttosto pesanti, pare di capire che i pentastellati non abbiano ricevuto tutte le rassicurazioni che si aspettavano. Non è una caso che la votazione sulla piattaforma Rousseau, infatti, sia slittata. “Sentiamo cosa dice”, ha dichiarato Beppe Grillo, “sembra che ci sia, seguiamo un po’ questa persona. Aspetterei un attimo a fare delle domande a cui voi dovrete dare delle risposte. Poi sarete voi a decidere”.
Così anche Vito Crimi, che ieri ha scritto sul Blog delle Stelle: “Il voto sul governo previsto dalle ore 13:00 di oggi è temporaneamente sospeso. I nuovi orari di inizio e termine votazione saranno successivamente comunicati”. Una scelta, questa, che non è piaciuta affatto ai 119mila attivisti pronti a esprimersi. Solo ieri sera, intervistato da Di Martedì, Crimi ha aggiunto: “Non andremo al governo a tutti i costi. Ci stiamo confrontando. Alcune garanzie le abbiamo chieste, ottenendo rassicurazioni sul Mes, sulla scuola, sulla continuità con il governo Conte. Dire sì o no a Draghi sarebbe troppo povero. Quando avremo qualcosa su cui votare scriveremo nei quesiti “vogliamo stare in un governo che ha queste caratteristiche? Dobbiamo mettere ai voti un programma. Aspettiamo che Draghi veda le parti sociali e tiri le conclusioni”.
La possibilità che vinca il sì, però, non la esclude: “Se vinceranno i sì a Draghi? Gli iscritti ci hanno sempre chiesto di capitalizzare quel 32% di voti nelle urne e non lasciare il governo nelle mani sbagliate. Ancora una volta ci diranno ‘non perdete questa occasione, non lasciate ad altri la possibilità di cambiare le carte del Recovery che avete scritto voi”. Della serie: mettiamo le mani avanti. 
movimento 5 stelle draghi

Crippa: “E’ un errore dire no a prescindere”

Certo è che la base ora è furiosa. Questa mossa sul governo Draghi potrebbe costare caro al Movimento 5 Stelle. “Boicottiamo il voto sullo Statuto. Vogliamo votare su Rousseau per dire no a un governo assembrato”, scrive un attivista. “Ormai non ci credi neanche più tu. Ciao Beppe, hai tradito un sogno“, pubblica un iscritto. “Rimandano la votazione. Mai più seduti allo stesso tavolo con due Mattei e mai con l’ex cavaliere. Lezzi e compagni resistete!”, commenta un altro. Il riferimento ovviamente è a Barbara Lezzi, l’ex ministro pentastellato che ieri ha partecipato al V-Day organizzato proprio per esprimere il no al governo Draghi. L’incontro non è stato particolarmente moderato: sono volati duri pareri da parte di portavoce, attivisti, consiglieri locali.
“Imbarazzante, i vertici che abbiamo sono la negazione dei nostri principi e quindi dobbiamo fare qualcosa”, hanno detto. “Siamo a un bivio, teniamoci in contatto”: parole che sembrano essere l’inizio di una vera e propria scissione. Anche se Crimi continua a semplificare dicendo: “Non c’è una scissione in atto, ci sono persone che la pensano in modo diverso”. D’altronde, avrebbe potuto dire qualcosa di differente?

Non tutti all’interno del Movimento 5 Stelle, però, la pensano così riguardo al governo Draghi e all’atteggiamento che la parte frondista sta assumendo: “Sono molto schietto. Ieri le uscite dell’amico Di Battista sono veramente, secondo me, molto premature. Andare a dire no a prescindere rispetto a quelli che sono stati i nostri temi credo sia un errore che sta facendo nell’anteporre la propria persona a quelli che in realtà sono i percorsi del temi del M5S”, ha detto Davide Crippa ai microfoni di Agorà. “Tutti i temi posti dal movimento sono nel programma: non vedo il motivo per dire no a questo governo”, ha aggiunto poi. >> Tutte le notizie di UrbanPost

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Written by Chiara Caraboni

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