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Movimento delle sardine, Mattia Santori annuncia la pausa di riflessione. Chiuderanno i battenti?

Il Movimento delle Sardine è stato letteralmente oscurato dall’emergenza coronavirus. Ora ha bisogno di rimettere in ordine le idee, le proposte, i progetti. Per questo hanno fatto sapere che si prenderanno “una pausa di riflessione”, lontana dai salotti televisivi, da una politica che ha cercato di sfruttarli e da un sistema che credevano di poter cambiare in pochi mesi. Giovedì uscirà il manifesto del movimento, dopodiché le sardine temporaneamente si ritireranno. E all’orizzonte sembra esserci la parola fine.

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Movimento delle sardine, Mattia Santori: “Ci prenderemo una pausa di riflessione”

Sono stati in grado di condizionare le elezioni in Emilia Romagna, di parlare di fronte alle telecamere nazionali e di radunare migliaia e migliaia di cittadini. Con l’emergenza coronavirus, però, quello spirito di “innovazione, purezza e coinvolgimento” è stato messo in secondo piano per concentrare le energie del Paese su una crisi sanitaria senza precedenti. La voglia di cambiare il mondo è stata sostituita dalla “frustrazione”. “Sono conscio che qualcuno preferisce farmi le scarpe e screditare me e le persone che mi supportano”, scrive Mattia Santori agli attivisti. “Mi rendo conto che non posso scappare dalla mia responsabilità nei vostri confronti”.

Ora forse una pausa è necessaria, proprio per capire in che direzione andare. Il movimento delle sardine è nato in un batter d’occhio, e nello stesso tempo ha conquistato o infastidito tutti. Ha riempito le piazze d’Italia. Per questo ora serve un progetto ben studiato: bisogna decidere se diventare un partito oppure rimanere un gruppo di influenza e pressione mediatica. O chiudere i battenti. Secondo alcuni, circa il 60% delle sardine vorrebbe trasformarsi in una versa forza politica. Anche Santori lo ammette: “So di essere in minoranza. So che molti di voi non si sentono a proprio agio nella dimensione puramente etica e culturale della politica. Non vi bastano le piantine. Avete idee molto strutturate. Sapere un sacco di cose. Vi invidio per questo. Ma sento che più prendiamo la direzione politica, più finiamo per imitare gli altri”.

movimento delle sardine

Santori: “E’ necessario organizzarci, la struttura a cui abbiamo lavora è precoce”

Il leader delle sardine fa sapere inoltre che “il manifesto valoriale è pronto. Ma abbiamo capito che un manifesto politico oggi porterebbe a nuovi litigi, a tante incomprensioni e a una marea di chiacchiere sterili. Stessa cosa per la struttura. E’ necessario organizzarci, ma la struttura a cui abbiamo lavorato è oggettivamente precoce per un gruppo di persone che manco si fidano tra loro”. E’ ovvio: l’entusiasmo iniziale è scemato e ora bisogna fare i conti con la realtà, e con un sistema molto complesso che non perdona. Un esempio sono le foto con Benetton che per giorni hanno intasato il web. Con il lockdown, poi, tutto si è dovuto fermare: la loro ascesa, gli incontri in piazza, il primo raduno nazionale organizzato a Scampia.

La scissione sembra essere dietro l’angolo. Alle buone intenzioni si sono alternate quindi non solo le polemiche, ma anche le prime difficoltà organizzative tipiche di chi si è trovato in un vortice più grande del previsto. E pure “i dissidi interni, le litigate per i post e le paranoie complottiste” hanno influito nel percorso. O l’accusa rivolta proprio al loro leader di aver cercato più un successo personale che altro, forse per entrare a far parte di qualche partito. “Ho paura che tutto il lavoro fatto fin qui si traduca in un vantaggio per pochi e in una delusione per molti”, confessa Santori. “Sette mesi fa sorridevo, ora è tutto diverso. Non sarà la fine delle sardine. Al massimo uno spartiacque. Sicuramente un momento di confronto sincero, corretto e dovuto”. Quindi una pausa, che potrebbe durare molto a lungo. >>Tutte le notizie di UrbanPost

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