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Mutui, la stretta della Bce fa salire le rate del 3%

11/09/2026 11:09

Nuovo rialzo per le rate dei mutui variabili in Italia. La stretta della Bce, già scontata dal mercato, renderà mediamente più cara la prossima rata del 3%: un mutuo standard da 140mila euro a 20 anni su un immobile da 200mila euro passerà da 762 a 780 euro al mese.

La stretta della Bce sui tassi d’interesse fa salire le rate dei mutui italiani del 3%

Verso gli 800 euro entro dicembre

Le elaborazioni di MutuiOnline.it si spingono già oltre, indicando che la stessa rata potrebbe avvicinarsi agli 800 euro entro dicembre, quando l’istituto guidato da Christine Lagarde dovrebbe proseguire la propria lotta all’inflazione con un nuovo rialzo del costo del denaro.

Il paradosso dei mutui a tasso fisso

Per chi deve stipulare un nuovo mutuo, la scelta tra fisso e variabile diventa sempre più complessa. Al momento sul mercato sono presenti diverse offerte, tra promozioni e mutui green, con un tasso fisso inferiore al 3,5%. Un dato che appare quasi paradossale, considerando che gli indici Eurirs, punto di partenza per determinare il costo finale del prestito una volta sommato lo spread bancario, risultano più alti, con la scadenza a 20 anni al 3,59%.

Mutui sotto costo per conquistare clienti

Questo significa che molte banche, ragionando sulla singola operazione di mutuo, starebbero di fatto erogando finanziamenti sottocosto, a vantaggio del mercato e della domanda. Una divergenza che, secondo gli analisti, non potrà durare a lungo.

Il rischio di superare il 4% sui tassi fissi

Se le tensioni sulle materie prime dovessero proseguire, con conseguenti rialzi dei rendimenti obbligazionari e quindi degli indici Eurirs, nei prossimi mesi i mutui a tasso fisso potrebbero superare la soglia del 4%, mentre quelli variabili potrebbero spingersi oltre il 3,5%.

Un nuovo mondo rispetto al passato recente

Resta comunque un dato ormai acquisito: il contesto attuale poggia su basi profondamente diverse rispetto al recente passato, quando fino al 2021 si stipulavano mutui fissi a 30 anni sotto l’1%, con il paradosso di alcuni Paesi, come la Danimarca, in cui i tassi arrivavano persino in territorio negativo.

Le cause del nuovo contesto inflazionistico

La fase attuale, segnata da tensioni geopolitiche, riarmo e aumento dei costi energetici legati anche alla costruzione delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale, presenta secondo gli analisti tutte le caratteristiche per rivelarsi più inflazionistica, e quindi più onerosa in termini nominali, per chi dovrà sottoscrivere un nuovo mutuo nei prossimi mesi.

Fonte: Dagospia, estratto dell’articolo di Vito Lops per Il Sole 24 Ore

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