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‘Ndrangheta e droga a Roma, operazione “Coffee Bean”: San Basilio come Scampia

‘Ndrangheta e droga a Roma. Lo storico quartiere di San Basilio a Roma trasformato in una Scampia. Il paragone con la piazza dello spaccio tristemente nota a Napoli per gli affari della Camorra è nelle carte dell’inchiesta “Coffee Bean” con cui la Direzione distrettuale antimafia di Roma ha smantellato un’organizzazione criminale dedita allo spaccio di droga nella capitale, in stretto collegamento con la ‘Ndrangheta calabrese. L’indagine è culminata nell’operazione di questa mattina, quando i Carabinieri del comando provinciale di Roma hanno arrestato 21 persone, alcune delle quali residenti stabilmente nel quartiere di San Basilio.

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'Ndrangheta e droga a Roma

Operazione “Coffee Bean”, i dettagli

Da quanto si legge nella nota diffusa alla stampa dalla Dda, le indagini hanno preso il via nel 2016 dall’arresto nella flagranza del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, eseguito il 18 marzo 2016, nei confronti del titolare del bar “Coffee Bean” nel quartiere Talenti, da cui il nome dell’operazione odierna. A quell’arresto ne seguirono altri 12, ma gli inquirenti hanno proseguito ad indagare per arrivare ai vertici del traffico di stupefacenti. Hanno dunque individuato tre sodalizi criminali dediti al traffico, alla detenzione e allo spaccio di sostanze stupefacenti del tipo hashish, cocaina e marijuana. Il gruppo operava in una delle più importanti piazze di spaccio del quartiere romano di San Basilio (via Sirolo, via Mondolfo, via Pievebovigliana e via Corinaldo).

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A capo di uno di questi sodalizi secondo gli inquirenti ci sarebbero due degli arrestati oggi, i fratelli Alfredo e Francesco “Ciccio” Marando. Un cognome che non è passato inosservato: i due sono figli di Rosario Marando, già noto alla giustizia, e soprattutto nipoti di Pasquale Marando, originario di Platì ma per anni residente a Volpiano in Piemonte, capo dell’omonima cosca fino alla morte per lupara bianca. Marando è considerato uno dei più potenti trafficanti di droga della storia della ‘Ndrangheta. Da quanto emerso nell’inchiesta “Coffee Bean”, i due fratelli arrestati oggi erano in grado di movimentare significative quantità di droga, rifornendo non soltanto il gruppo ad essi direttamente facente capo, ma anche due altri operanti sul territorio di San Basilio.

'Ndrangheta e droga a Roma

‘Ndrangheta e droga a Roma: San Basilio come Scampia

Le indagini dei Carabinieri hanno dimostrato come sul territorio popolare di San Basilio il gruppo avesse instaurato un sistema simile a quello utilizzato dai trafficanti della Camorra a Scampia. Pusher coordinati in vario modo e sempre presenti sulla “piazza”, vedette a controllare il territorio per avvisare tempestivamente in caso di presenze sospette e di interventi delle forze dell’ordine. Al centro dei traffici, proprio come alle “Vele” di Scampia, un un popoloso complesso immobiliare diventato una vera e propria enclave: i militari dell’Arma hanno documentato una costante e remunerativa attività di stoccaggio, gestione e spaccio di sostanze stupefacenti. >> Tutte le notizie dall’Italia

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