News dal mercato | UrbanPost https://urbanpost.it/news-dal-mercato/ Wed, 14 Oct 2026 09:45:59 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1.3 https://media.urbanpost.it/wp-content/uploads/2017/01/cropped-urbanpost_icon-1-32x32.png News dal mercato | UrbanPost https://urbanpost.it/news-dal-mercato/ 32 32 Tabacchi, nuovi aumenti dal 14 ottobre: cambiano i prezzi di 28 prodotti di 13 marche. Ecco quali costano di più (sigarette escluse) https://urbanpost.it/tabacchi-nuovi-aumenti-dal-14-ottobre-quali-costano-di-piu/ Wed, 14 Oct 2026 09:45:59 +0000 https://urbanpost.it/?p=787070 Nuovi rincari per i prodotti del tabacco in Italia. Da oggi, mercoledì 14 ottobre, entrano in vigore i listini aggiornati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) che interessano 28 prodotti di 13 marche: sigari, tabacchi trinciati e prodotti da inalazione senza combustione. Le sigarette tradizionali, in questo aggiornamento, non sono coinvolte. Altre notizie nella… Leggi tutto »Tabacchi, nuovi aumenti dal 14 ottobre: cambiano i prezzi di 28 prodotti di 13 marche. Ecco quali costano di più (sigarette escluse)

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Nuovi rincari per i prodotti del tabacco in Italia. Da oggi, mercoledì 14 ottobre, entrano in vigore i listini aggiornati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) che interessano 28 prodotti di 13 marche: sigari, tabacchi trinciati e prodotti da inalazione senza combustione. Le sigarette tradizionali, in questo aggiornamento, non sono coinvolte. Altre notizie nella sezione tabacchi.

Il banco di una tabaccheria: dal 14 ottobre 2026 aumentano i prezzi di 28 prodotti tra sigari, trinciati e prodotti da inalazione senza combustione

Dove si vedono i nuovi prezzi

Le modifiche sono state comunicate dall’ADM, che ha pubblicato sul proprio portale le determine con le nuove tariffe di vendita al dettaglio. Gli aggiornamenti sono già operativi nelle tabaccherie e negli esercizi autorizzati su tutto il territorio nazionale.

Sigari: i nuovi prezzi

Tra i sigari coinvolti compaiono alcune varietà di Toscano. Il nuovo listino indica un prezzo di 14,99985 euro, quindi circa 15 euro, per il Verticale Toscano Extravecchio e di 30 euro per gli Attimi Toscano Extra Stagionato.

Trinciati: Pueblo, Golden Blend’s e Manila

Più articolato l’elenco dei tabacchi trinciati, usati prevalentemente per preparare sigarette artigianali. Manila e Golden Blend’s Virginia arrivano entrambi a 10,90 euro, mentre Pueblo Classic, Pueblo Burley Blend, Pueblo Blue e Pueblo Pink sono venduti a 8,20 euro. Le confezioni Pueblo Classic 70 e Pueblo Blue 70 raggiungono invece 18,80 euro. Lo stesso prezzo di 8,20 euro è applicato a Golden Blend’s Virginia 30 e Golden Blend’s Virginia GT, mentre Ign Il Gusto Nostrano si attesta a 8 euro.

Prodotti da inalazione senza combustione

L’adeguamento riguarda anche numerosi prodotti da inalazione senza combustione e categorie assimilate: per ciascuno dei prodotti interessati il nuovo listino indica un prezzo di 4 euro. Tra le referenze figurano Bronze Tobacco, Blue Tobacco, Bright Yellow Tobacco, Velvet Copper Tobacco, Warm Amber Tobacco, Flora Pink Tobacco, Bold Magenta Tobacco e Polar Green Tobacco, oltre a Gold, Red e Silver Tobacco e alle varianti Isenzia Forrest Purple Crush, Summer Red Crush, Ice Blue Crush e Sunset Coral Crush.

Sigarette escluse, ma nel 2027 arrivano nuovi rincari

L’assenza delle sigarette dall’ultimo aggiornamento non significa che i loro prezzi resteranno invariati. Nel corso del 2026 diversi marchi hanno già subito aumenti, con un rincaro medio stimato intorno ai 15 centesimi a pacchetto. Per il 2027, secondo le stime della relazione tecnica collegata alla legge di Bilancio 2026, è previsto un aumento medio di circa 25 centesimi a pacchetto: una previsione generale, non uniforme per tutte le marche.

Quanto pesa sulla spesa annua

Un rincaro di 25 centesimi a pacchetto comporterebbe una spesa aggiuntiva di circa 91 euro l’anno per chi acquista un pacchetto al giorno.

Come si formano i prezzi

Il prezzo di vendita al pubblico viene formalizzato dall’ADM sulla base dei valori proposti dai produttori o dagli importatori. Concorrono accise, Iva, remunerazione dei rivenditori e quota destinata al fornitore. L’Iva sui tabacchi lavorati è pari al 22% del prezzo al netto dell’imposta stessa, mentre l’aggio del rivenditore è il 10% del prezzo di vendita al pubblico.

Dove consultare i listini

I prezzi ufficiali sono pubblicati sul portale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, dove le determine e le tabelle relative ai tabacchi lavorati sono organizzate per categoria merceologica.

Fonte: Associated Medias, con dati dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli

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Bollette della luce, da ottobre +37,3% per i clienti vulnerabili in Maggior Tutela: chi pagherà di più e la guerra degli sconti tra le utility https://urbanpost.it/bollette-luce-ottobre-2026-aumento-37-3-vulnerabili-maggior-tutela/ Mon, 12 Oct 2026 16:20:58 +0000 https://urbanpost.it/?p=787002 L’autunno si apre con una nuova fiammata dei costi energetici. L’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera) ha comunicato che dal 1° ottobre 2026 la bolletta elettrica dei circa 3 milioni di clienti vulnerabili ancora serviti in regime di Maggior Tutela aumenterà del 37,3% rispetto al trimestre precedente. Altre notizie nella sezione bollette.… Leggi tutto »Bollette della luce, da ottobre +37,3% per i clienti vulnerabili in Maggior Tutela: chi pagherà di più e la guerra degli sconti tra le utility

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L’autunno si apre con una nuova fiammata dei costi energetici. L’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera) ha comunicato che dal 1° ottobre 2026 la bolletta elettrica dei circa 3 milioni di clienti vulnerabili ancora serviti in regime di Maggior Tutela aumenterà del 37,3% rispetto al trimestre precedente. Altre notizie nella sezione bollette.

Un contatore della luce: dal 1° ottobre 2026 la bolletta elettrica dei clienti vulnerabili in Maggior Tutela aumenta del 37,3% rispetto al trimestre precedente

Chi è interessato dall’aumento

Il rincaro riguarda esclusivamente i clienti vulnerabili serviti in Maggior Tutela, il servizio riservato ai vulnerabili dal luglio 2024. Non si tratta di un aumento uguale per tutte le utenze domestiche: chi ha un contratto sul mercato libero non subisce automaticamente la variazione. Essere vulnerabili, da sola, non significa però avere la fornitura nel servizio tutelato, perché un cliente vulnerabile può aver sottoscritto un’offerta del mercato libero. In bolletta deve essere indicato il servizio di appartenenza.

Perché sale il prezzo

Secondo Arera, il rialzo è legato soprattutto all’aumento dei costi di approvvigionamento dell’energia elettrica, alla crescita dei prezzi all’ingrosso e all’instabilità geopolitica internazionale, che continua a spingere il prezzo del gas, al quale i valori dell’elettricità restano strettamente legati. Per chi è nel Servizio a tutele graduali o ha un contratto libero indicizzato, l’esposizione segue il Pun, la cui media è passata da 132,5 euro per megawattora di giugno a 207,5 euro di settembre.

I numeri: 43,43 centesimi al kWh

Dal 1° ottobre il prezzo di riferimento dell’energia elettrica per i clienti vulnerabili serviti in Maggior Tutela sale a 43,43 centesimi di euro per kWh, tasse comprese. Il confronto è con il trimestre precedente: su base annua, per il cliente tipo, la spesa stimata passa da circa 609 euro del 2025 a circa 665 euro del 2026, con un aumento del 9,3%.

Anche il gas sale per i vulnerabili

Aumenta anche il gas per gli utenti del Servizio di tutela della vulnerabilità: a settembre il rialzo è del 12,7%, a fronte del +6,9% registrato ad agosto rispetto a luglio. Le due percentuali, avvertono gli osservatori, non vanno sovrapposte perché riguardano platee e periodi di confronto diversi.

La risposta delle utility

Nelle stesse ore le grandi società energetiche hanno lanciato nuove offerte. Eni, con Plenitude, ha annunciato uno sconto del 30% sui corrispettivi di luce e gas delle nuove offerte, valido per chi aderisce entro il 24 ottobre, con un risparmio stimato di circa 100 euro l’anno per ciascuna fornitura e prezzo bloccato per due anni. Enel ricorda la propria offerta “Digital Luce”, attiva da aprile 2026, con la componente energia a 108 euro per megawattora. Anche A2A punta su offerte a prezzo fisso.

Cosa conviene fare

Il Salvagente osserva che la convenienza è altrove: sul portale di Arera compaiono almeno sei offerte più convenienti di quelle dei grandi operatori. Le associazioni dei consumatori invitano i clienti vulnerabili in Maggior Tutela a verificare con attenzione il proprio contratto e a valutare, anche presso gli sportelli, una diversa forma contrattuale adatta ai propri consumi, prima di cambiare fornitore, confrontando prezzo, durata del blocco e condizioni.

Le richieste dei consumatori

Le associazioni dei consumatori hanno accolto con preoccupazione i nuovi dati e chiedono al governo ulteriori interventi di sostegno per le famiglie.

Fonte: Rainews, Arera, Affaritaliani, Fanpage.it, Il Salvagente, Businesspeople, Edilizia.com, Cronaca Online

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Carburanti, Eni taglia ancora il prezzo del gasolio: il consigliato torna a 2,19 euro, il tetto resta a 2,25 https://urbanpost.it/carburanti-la-decisione-di-eni-sorprende-tutti/ Fri, 09 Oct 2026 13:07:57 +0000 https://urbanpost.it/?p=786892 Eni taglia ancora il prezzo del gasolio consigliato ai distributori della propria rete. Con una riduzione di 2 centesimi al litro, il listino scende da 2,21 a 2,19 euro, lo stesso livello del primo price cap comunicato il 25 settembre. Il tetto ufficiale al prezzo, come già segnalato dalla compagnia, rimane invece a 2,25 euro.… Leggi tutto »Carburanti, Eni taglia ancora il prezzo del gasolio: il consigliato torna a 2,19 euro, il tetto resta a 2,25

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Eni taglia ancora il prezzo del gasolio consigliato ai distributori della propria rete. Con una riduzione di 2 centesimi al litro, il listino scende da 2,21 a 2,19 euro, lo stesso livello del primo price cap comunicato il 25 settembre. Il tetto ufficiale al prezzo, come già segnalato dalla compagnia, rimane invece a 2,25 euro. Tutte le novità nella sezione carburanti.

Un distributore Eni: il prezzo consigliato del gasolio scende a 2,19 euro al litro, mentre il tetto resta a 2,25 euro

Il saliscendi del diesel negli ultimi giorni

Il gasolio Eni era stato fissato a 2,19 euro al litro dal 28 settembre, quando la compagnia aveva introdotto un tetto ai prezzi per contenere i rincari: quella soglia era collegata all’agevolazione fiscale sulle accise in vigore in quel momento. La situazione è cambiata il 6 ottobre con la fine dello sconto fiscale: in assenza di un nuovo intervento sulle accise, Eni ha portato il tetto del diesel a 2,25 euro. Il 7 ottobre il prezzo consigliato è stato ridotto a 2,21 euro, dopo il calo delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati. Oggi il nuovo taglio.

Differenza tra prezzo consigliato e tetto

Il ritorno a 2,19 euro non modifica il tetto ufficiale di 2,25: il primo è il livello del listino consigliato, il secondo il limite previsto per contenere eventuali picchi.

I prezzi medi di oggi

Secondo i dati rilevati dalla Staffetta Quotidiana, nella mattinata di venerdì 9 ottobre i prezzi medi self service sulla rete stradale nazionale sono pari a 2,035 euro al litro per la benzina (due millesimi in meno rispetto a ieri), 2,258 euro per il gasolio (meno tre millesimi), 0,768 euro al litro per il Gpl (invariato) e 1,916 euro al chilo per il metano (più due millesimi).

L’effetto sui concorrenti

Il taglio di Eni arriva nonostante il rialzo delle quotazioni internazionali del petrolio e, secondo la Staffetta, ha un effetto collaterale: per i concorrenti si fa sempre più difficile tenere il passo. Sommando la quotazione Cif Med del gasolio, l’accisa e l’Iva, questa mattina si ottiene un prezzo di 2,197 euro, appena sette millesimi sopra il prezzo consigliato da Eni.

Le altre compagnie

Dopo l’annuncio del price cap di Eni, a fine settembre, anche altre importanti compagnie come Ip, Q8 e Tamoil si erano adeguate con iniziative analoghe.

Fonte: Ansa, LaPresse, Gazzetta del Sud, Fortune Italia, Il Giorno, con dati della Staffetta Quotidiana

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Inflazione al 4,2%, i rincari maggiori sulla spesa: pomodori, zucchine e peperoni +15,4% in un mese https://urbanpost.it/spesa-occhio-ai-rincari-quali-alimenti-sono-aumentati-del-154/ Thu, 08 Oct 2026 05:36:40 +0000 https://urbanpost.it/?p=786821 A settembre l’inflazione sale al 4,2%, il dato più alto da tre anni, e il rincaro si vede anche nel carrello della spesa. A spingere i prezzi sono soprattutto l’energia e gli alimentari freschi: l’aumento più forte è quello degli ortaggi a frutto, in crescita del 15,4% rispetto ad agosto. Altre notizie nella sezione inflazione.… Leggi tutto »Inflazione al 4,2%, i rincari maggiori sulla spesa: pomodori, zucchine e peperoni +15,4% in un mese

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A settembre l’inflazione sale al 4,2%, il dato più alto da tre anni, e il rincaro si vede anche nel carrello della spesa. A spingere i prezzi sono soprattutto l’energia e gli alimentari freschi: l’aumento più forte è quello degli ortaggi a frutto, in crescita del 15,4% rispetto ad agosto. Altre notizie nella sezione inflazione.

Un banco di ortaggi al mercato: a settembre pomodori, zucchine e peperoni aumentano del 15,4% in un mese

Quali prodotti aumentano di più

L’aumento più alto, pari al 15,4% rispetto ad agosto, è degli ortaggi a frutto, cioè pomodori, zucchine, peperoni, melanzane, cetrioli e zucche. La causa, secondo il Corriere della Sera, è il clima caldo e secco, che ha ridotto la resa dei raccolti. Il dato è mensile e riguarda questa categoria specifica, non l’intero comparto alimentare.

Ortaggi, tuberi e legumi

Più in generale, i prezzi di ortaggi, tuberi, banane e legumi crescono dell’8,4% su base annua, contro il +4% di agosto. Anche la frutta torna in territorio positivo: dal -1,7% di agosto al +0,6%.

Il carrello della spesa

Il cosiddetto “carrello della spesa”, che comprende i beni alimentari, i prodotti per la cura della casa e quelli per l’igiene personale, sale all’1,7% su base annua, dallo 0,9% di agosto. I prodotti ad alta frequenza d’acquisto accelerano al 5,3%, dal 4,3%. Nel complesso i prezzi dei beni alimentari aumentano dell’1,8% su base annua, contro il +1% di agosto, trainati dai prodotti non lavorati, mentre quelli lavorati restano in lieve calo.

Il peso dell’energia

A spingere l’inflazione al 4,2%, contro il 3,3% di agosto, sono soprattutto i beni energetici, che passano da +17% a +22,3%. Il tasso più alto da settembre 2023, quando l’inflazione toccò il 5,3%. L’inflazione media acquisita per il 2026 sale al 3,1%.

Il rischio di ulteriori rincari

Secondo l’Ufficio studi di Confcommercio, c’è il rischio concreto che i rincari dei prodotti non lavorati si trasferiscano a breve sugli alimentari lavorati, riducendo il potere d’acquisto delle famiglie nell’ultima parte dell’anno. I dati definitivi sui prezzi di settembre saranno diffusi dall’Istat il 16 ottobre.

Fonte: Corriere della Sera, Italia a Tavola, QuiFinanza, Geagency, con dati preliminari Istat

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Carburanti, il gasolio sale a 2,261 euro e la benzina scende a 2,040: i nuovi prezzi medi in Italia https://urbanpost.it/gasolio-alle-stelle-il-pieno-costa-sempre-di-piu-i-nuovi-prezzi-in-italia/ Wed, 07 Oct 2026 13:24:01 +0000 https://urbanpost.it/?p=786809 Diminuisce il prezzo della benzina e sale quello del gasolio. Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), mercoledì 7 ottobre il prezzo medio self service sulla rete stradale nazionale è pari a 2,040 euro al litro per la benzina e a 2,261 euro… Leggi tutto »Carburanti, il gasolio sale a 2,261 euro e la benzina scende a 2,040: i nuovi prezzi medi in Italia

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Diminuisce il prezzo della benzina e sale quello del gasolio. Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), mercoledì 7 ottobre il prezzo medio self service sulla rete stradale nazionale è pari a 2,040 euro al litro per la benzina e a 2,261 euro al litro per il gasolio. Tutte le novità nella sezione carburanti.

Un distributore di carburante: oggi il gasolio sale a 2,261 euro al litro e la benzina scende a 2,040 euro

I prezzi medi sulla rete stradale

Sulla rete stradale nazionale il gasolio self sale a 2,261 euro al litro, contro i 2,244 euro di ieri, con un aumento di circa 1,7 centesimi. La benzina self scende a 2,040 euro al litro.

I prezzi in autostrada

Sulla rete autostradale il prezzo medio self è di 2,051 euro al litro per la benzina (2,054 ieri) e di 2,287 euro al litro per il gasolio (2,267 ieri).

Quanto costa un pieno

Con i prezzi medi di oggi, un pieno da 50 litri costa circa 102 euro per la benzina e circa 113 euro per il gasolio sulla rete stradale, secondo un calcolo sui prezzi medi. Il rincaro del gasolio rispetto a ieri vale circa 85 centesimi a pieno.

Dopo la fine dello sconto sulle accise

I nuovi prezzi arrivano dopo la scadenza, dal 6 ottobre, dello sconto di 6,1 centesimi al litro sulle accise del gasolio, rimasto senza la copertura del meccanismo delle accise mobili, non ancora entrato in funzione. Il gasolio, già più caro della benzina, resta quindi ben oltre i livelli precedenti all’escalation della guerra in Iran.

Il taglio di Eni

Segnali di sollievo arrivano però da alcuni marchi: secondo quanto riporta l’Ansa, il prezzo del gasolio Eni scende oggi di 4 centesimi, a 2,21 euro al litro.

Fonte: Ansa, con dati dell’Osservatorio prezzi carburanti del Mimit

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Carburanti, gasolio più caro da oggi: scaduto il taglio delle accise, quanto costa in più un pieno https://urbanpost.it/carburanti-gasolio-piu-caro-scaduto-taglio-accise-quanto-costa-pieno/ Tue, 06 Oct 2026 07:14:59 +0000 https://urbanpost.it/?p=786753 Da oggi, martedì 6 ottobre, il gasolio torna a costare di più. A mezzanotte è infatti scaduto l’ultimo sconto fiscale deciso dal governo e il meccanismo delle accise mobili non è entrato in funzione in tempo per compensarne la fine. Lo sconto sulle accise del gasolio, pari a 6,1 centesimi al litro Iva compresa, non… Leggi tutto »Carburanti, gasolio più caro da oggi: scaduto il taglio delle accise, quanto costa in più un pieno

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Da oggi, martedì 6 ottobre, il gasolio torna a costare di più. A mezzanotte è infatti scaduto l’ultimo sconto fiscale deciso dal governo e il meccanismo delle accise mobili non è entrato in funzione in tempo per compensarne la fine. Lo sconto sulle accise del gasolio, pari a 6,1 centesimi al litro Iva compresa, non è più in vigore. Le ultime notizie sono nella sezione carburanti.

Un distributore di carburante: da oggi il gasolio costa 6,1 centesimi in più dopo la scadenza del taglio delle accise

Quanto costa in più un pieno

Il rincaro sul gasolio è di 6,1 centesimi in più al litro. Su un pieno da 50 litri significa circa 3,05 euro in più rispetto a quanto si pagava fino al 5 ottobre. Secondo il Codacons, il conto sale a 5,45 euro se si considera l’impatto complessivo del taglio delle accise dall’inizio del mese.

Cosa cambia per le accise

Dal 26 settembre al 5 ottobre l’accisa sul gasolio era fissata a 622,90 euro per mille litri. Da oggi l’aliquota torna a 672,90 euro per mille litri, cioè al livello ordinario. Per la benzina, invece, la scadenza non comporta alcun rincaro, ma i prezzi seguono l’andamento del mercato.

Perché le accise mobili non sono ancora scattate

Il governo aveva annunciato di voler proseguire il sostegno dal 6 ottobre attraverso le accise mobili, il meccanismo che utilizza l’extragettito Iva prodotto dall’aumento del prezzo del petrolio per finanziare riduzioni temporanee delle accise. Ma non è stato ancora emanato un nuovo decreto che stabilisca l’entità dello sconto, e per ora non è possibile dire di quanto scenderebbe il prezzo. Il governo ha annunciato un tavolo tecnico per calmierare i prezzi.

I prezzi di oggi

Secondo i dati del Mimit aggiornati al 6 ottobre, il gasolio self in autostrada costa in media 2,267 euro al litro, mentre la media ottenuta dai prezzi regionali è di 2,248 euro al litro. Un pieno di gasolio per un’auto di medie dimensioni costa circa 83 euro, uno di benzina circa 75 euro.

I price cap delle compagnie

Restano in vigore i tetti ai prezzi introdotti dalle compagnie petrolifere. Eni ha fissato dal 28 settembre per 30 giorni un tetto di 2,19 euro al litro per il gasolio, ma con un’efficacia subordinata all’assetto fiscale in vigore. Q8 applica dal 1° ottobre e per 30 giorni un proprio price cap con un “approccio modulare”, con listini scesi in alcuni impianti intorno a 1,994 euro per la benzina e 2,194 euro per il gasolio.

I prezzi erano già scesi nell’ultima settimana

Nell’ultima settimana, secondo il Codacons, il prezzo medio del gasolio sulla rete ordinaria era diminuito di 13,3 centesimi al litro, con un risparmio di 6,65 euro su un pieno da 50 litri. Il taglio sul gasolio aveva inizialmente raggiunto i 17 centesimi al litro, per poi essere progressivamente ridimensionato. Rispetto al periodo precedente allo scoppio del conflitto in Iran, il gasolio costa ancora 52,1 centesimi in più al litro.

Fonte: Leggo.it, Virgilio, Today.it, La Sicilia, Moveo Telepass, Affari Italiani, con dati Mimit e Codacons

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Carburanti, anche Q8 mette un tetto ai prezzi: l’elenco aggiornato dei distributori https://urbanpost.it/carburanti-tetto-prezzi-elenco-distributori/ Tue, 29 Sep 2026 08:39:28 +0000 https://urbanpost.it/?p=786537 Il quadro dei price cap sui carburanti in Italia è ormai quasi completo. Dopo Eni e Ip, anche Q8 ha deciso di fissare un tetto al prezzo di benzina e diesel, aderendo all’appello lanciato dal governo alle compagnie energetiche. L’annuncio di Q8 “In un contesto caratterizzato da rilevanti crisi geopolitiche e da significative tensioni sui… Leggi tutto »Carburanti, anche Q8 mette un tetto ai prezzi: l’elenco aggiornato dei distributori

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Il quadro dei price cap sui carburanti in Italia è ormai quasi completo. Dopo Eni e Ip, anche Q8 ha deciso di fissare un tetto al prezzo di benzina e diesel, aderendo all’appello lanciato dal governo alle compagnie energetiche.

Carburanti, anche Q8 introduce il tetto ai prezzi dal 1° ottobre dopo Eni e Ip

L’annuncio di Q8

“In un contesto caratterizzato da rilevanti crisi geopolitiche e da significative tensioni sui prezzi dei carburanti”, si legge nella nota diffusa dall’azienda, Q8 Italia, “accogliendo l’invito del governo italiano, applicherà un price cap sulla benzina e sul gasolio, confermando il proprio impegno a sostegno dei consumatori”.

Quando entra in vigore

Il tetto avrà una durata di 30 giorni a partire dal 1° ottobre ed è volto, secondo l’azienda, a generare benefici tangibili per gli automobilisti. A differenza di Eni, che ha fissato cifre precise (1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 per il gasolio), Q8 non ha indicato un prezzo massimo nazionale: il tetto sarà applicato “con un approccio modulare, coerente con le diverse realtà che compongono il sistema di distribuzione dell’Azienda”.

Il sostegno a gestori e partner

Nella nota, Q8 Italia assicura che supporterà opportunamente gestori e partner per garantire la sostenibilità economica dell’intera filiera distributiva.

Le parole di Meloni

La premier Giorgia Meloni ha commentato: “Ringrazio il Kuwait e il gruppo che controlla gli impianti Q8 in Italia per aver accolto l’appello del Governo italiano rivolto alle società energetiche al fine di calmierare il prezzo dei carburanti. Dopo la scelta di Eni e Socar, oggi da Q8 arriva un altro importante segnale di attenzione alle famiglie italiane”.

Il commento di Tajani

Anche il vicepremier Antonio Tajani è intervenuto sulla vicenda, parlando di un “ennesimo risultato frutto della nostra azione politica e diplomatica” e auspicando un “effetto domino” a beneficio di famiglie e imprese.

L’elenco aggiornato: chi ha già il tetto

Con l’adesione di Q8 sale a tre il numero delle grandi compagnie che applicano un price cap sui carburanti in Italia:

  • Eni/Enilive: tetto già attivo dal 28 settembre, a 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio, per 30 giorni prorogabili fino a fine anno;
  • Ip (Socar): tetto progressivo sulla rete Italiana Petroli, senza una cifra nazionale definita, con possibile estensione alle stazioni Esso;
  • Q8: tetto dal 1° ottobre per 30 giorni, con approccio modulare e senza cifra fissa comunicata.

Primi effetti sui prezzi medi

Secondo i dati diffusi il 29 settembre dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, i primi effetti si vedono già sui listini: sulla rete autostradale la benzina self è scesa sotto quota 2,20 euro al litro, passando da 2,214 a 2,180 euro, mentre il diesel si attesta a 2,335 euro.

Le critiche di categoria

Non mancano le perplessità da parte delle associazioni di piccoli distributori indipendenti, che parlano di difficoltà a competere con i tetti imposti dai grandi gruppi. Assoutenti, dal canto suo, chiede che il price cap non resti limitato a 30 giorni, ma venga esteso fino alla fine dell’anno, viste le tensioni ancora in corso sui mercati petroliferi internazionali.

Fonte: AGI, Il Giornale, Il Fatto Quotidiano, Quotidiano Nazionale, Secolo d’Italia, Geagency, con dichiarazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni

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Sigarette, nuovi aumenti di prezzo nel 2027: quanto costeranno in più https://urbanpost.it/sigarette-aumenti-prezzo-2027-accise/ Tue, 29 Sep 2026 07:10:25 +0000 https://urbanpost.it/?p=786534 Dopo i rincari già scattati nel 2026, i fumatori dovranno fare i conti con un nuovo giro di vite a partire dal 2027. Gli aumenti sulle sigarette, previsti dalla Legge di Bilancio, proseguiranno infatti anche nel prossimo anno e nel 2028, secondo un calendario fiscale già definito. Come cambiano le accise L’accisa sui tabacchi lavorati,… Leggi tutto »Sigarette, nuovi aumenti di prezzo nel 2027: quanto costeranno in più

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Dopo i rincari già scattati nel 2026, i fumatori dovranno fare i conti con un nuovo giro di vite a partire dal 2027. Gli aumenti sulle sigarette, previsti dalla Legge di Bilancio, proseguiranno infatti anche nel prossimo anno e nel 2028, secondo un calendario fiscale già definito.

Sigarette, i nuovi aumenti di prezzo previsti dal 2027 con l'incremento delle accise

Come cambiano le accise

L’accisa sui tabacchi lavorati, partita da 29,50 euro per 1.000 sigarette nel 2025, è salita a 32 euro nel 2026 e salirà ulteriormente a 35,50 euro nel 2027, per poi arrivare a 38,50 euro nel 2028. Cambia anche l’accisa proporzionale calcolata sul prezzo di vendita: dal 49,23% del 2026 scenderà al 48,5% nel 2027 e al 48% dal 2028.

Quanto costerà un pacchetto

Secondo le stime, l’aumento medio a pacchetto sarà di circa 15 centesimi per il 2026, di circa 25 centesimi per il 2027 e di circa 40 centesimi a partire dal 2028. I pacchetti più diffusi sul mercato, quelli tra 5,30 e 5,50 euro, che rappresentano circa due terzi del totale, dovrebbero quindi arrivare a costare tra 5,70 e 5,90 euro entro il 2028.

Sigaretti e tabacco trinciato

Anche l’importo minimo dell’accisa sui sigaretti aumenta: dai 37 euro al chilogrammo convenzionale del 2025 è salito a 47 euro nel 2026 e salirà a 49 euro nel 2027, per arrivare a 51 euro dal 2028. Per il tabacco trinciato, utilizzato per arrotolare le sigarette, l’accisa minima passa da 148,50 a 161,50 euro nel 2026, a 165,50 euro nel 2027 e a 169,50 euro dal 2028.

Sigarette elettroniche

Rincari anche per le sigarette elettroniche: il coefficiente per i prodotti da inalazione senza combustione con nicotina, fissato al 18% nel 2026, salirà al 20% nel 2027 e al 22% dal 2028. Per i prodotti senza nicotina l’aumento seguirà una progressione simile, ma con percentuali inferiori.

Il gettito per lo Stato

Secondo le stime del governo, l’aumento dei prezzi al pubblico di sigarette e tabacco garantirà un maggiore gettito complessivo di circa 1,47 miliardi di euro nel triennio 2026-2028, di cui circa 466 milioni di euro nel solo 2027.

L’obiettivo della misura

Il duplice obiettivo della manovra resta quello di recuperare risorse per le casse dello Stato e, al tempo stesso, scoraggiare il consumo di tabacco, in linea con quanto già dichiarato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in occasione della presentazione della misura.

Fonte: Sky TG24, Il Sole 24 Ore, Assoutenti, Altroconsumo, con dati dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli

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Come ricostruire i risparmi dopo le ferie estive in 3 semplici mosse https://urbanpost.it/come-ricostruire-i-risparmi-dopo-le-ferie-estive-in-3-semplici-mosse/ Mon, 28 Sep 2026 13:08:34 +0000 https://urbanpost.it/?p=786512 Il rientro dalle vacanze è spesso il momento in cui il conto presenta con maggiore chiarezza l’effetto delle spese accumulate durante l’estate. Viaggi, giornate fuori casa e acquisti non abituali possono ridurre il margine disponibile, ma settembre offre anche l’occasione per rimettere ordine senza ricorrere a tagli drastici. L’obiettivo non è recuperare tutto in poche… Leggi tutto »Come ricostruire i risparmi dopo le ferie estive in 3 semplici mosse

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Il rientro dalle vacanze è spesso il momento in cui il conto presenta con maggiore chiarezza l’effetto delle spese accumulate durante l’estate. Viaggi, giornate fuori casa e acquisti non abituali possono ridurre il margine disponibile, ma settembre offre anche l’occasione per rimettere ordine senza ricorrere a tagli drastici. L’obiettivo non è recuperare tutto in poche settimane, bensì tornare a conoscere con precisione entrate, uscite e priorità, costruendo un percorso sostenibile per i mesi successivi. Un controllo semplice ma regolare permette anche di distinguere una spesa occasionale da un’abitudine che continua a sottrarre risorse ogni mese, evitando interventi impulsivi basati soltanto sulla sensazione di aver speso troppo.

Settembre e il bilancio dopo le vacanze

Il primo passo consiste nel fotografare la situazione reale. Prima di stabilire quanto risparmiare, conviene ricostruire le spese dell’ultimo periodo, distinguendo quelle eccezionali legate alle ferie da quelle che continueranno anche in autunno. In questa fase può essere utile gestire il budget mensile partendo dai movimenti effettivi e non da stime troppo ottimistiche. Un conto online può facilitare la consultazione delle operazioni e la loro organizzazione, ma le funzioni disponibili variano da servizio a servizio: ciò che conta è usare gli strumenti presenti per capire dove finisce il denaro e quali spese possono essere ridimensionate senza compromettere le necessità quotidiane.

Budgeting a base zero: dare una funzione a ogni euro

La seconda mossa è assegnare in anticipo una destinazione alle somme disponibili. Il cosiddetto budgeting a base zero non significa spendere tutto, ma decidere quale funzione debba avere ogni parte del reddito: spese fisse, consumi variabili, obiettivi futuri e quota da lasciare come riserva. Il metodo aiuta a evitare che il risparmio venga trattato come ciò che resta casualmente a fine mese. Non esiste però una percentuale valida per tutti. Affitto o mutuo, composizione del nucleo familiare, trasporti e altre esigenze incidono in modo diverso sul bilancio, quindi il piano deve essere costruito sui numeri reali della famiglia. Può essere utile partire dagli impegni non rinviabili e lasciare poi uno spazio definito per le spese discrezionali, così da sapere in anticipo quanto margine rimane senza trasformare il budget in una sequenza di divieti.

Strumenti digitali per ricostruire il margine

Una volta definito il piano, la tecnologia può rendere più semplice seguirlo. Alcuni servizi bancari permettono di classificare le uscite, creare obiettivi di risparmio o spostare automaticamente piccole somme verso spazi separati; in altri casi queste funzioni non sono disponibili o assumono forme diverse. Anche gli arrotondamenti automatici possono essere utili per chi preferisce accumulare importi ridotti con continuità, ma non sostituiscono una vera pianificazione. La parte più importante resta il controllo periodico: confrontare quanto previsto con quanto realmente speso consente di correggere il budget prima che gli scostamenti diventino difficili da recuperare. Una verifica settimanale o a intervalli regolari può essere più utile di un controllo occasionale a fine mese, perché permette di intervenire quando c’è ancora tempo per riequilibrare le spese successive.

Fondo di emergenza senza tagli estremi

La terza mossa è ricostruire gradualmente una riserva per gli imprevisti. Dopo un’estate più costosa del previsto può essere poco realistico pretendere di accantonare subito cifre elevate. Meglio individuare una somma compatibile con le entrate e renderne regolare l’accantonamento, rivedendola quando cambiano le condizioni del bilancio. Il fondo di emergenza dovrebbe restare distinto dalle somme destinate a spese già programmate, come assicurazioni, manutenzioni o viaggi futuri. In questo modo il risparmio torna a svolgere la sua funzione principale: creare margine per affrontare eventi inattesi senza dover rivoluzionare ogni volta le spese ordinarie. La continuità, più della velocità, è ciò che permette di ricostruire una riserva realmente compatibile con il proprio bilancio.

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Rogito, la sorpresa finale: quanto pesano davvero le spese notarili sul budget di chi compra casa https://urbanpost.it/rogito-la-sorpresa-finale-quanto-pesano-davvero-le-spese-notarili-sul-budget-di-chi-compra-casa/ Mon, 21 Sep 2026 13:14:56 +0000 https://urbanpost.it/?p=786292 I metri quadri sono importanti, il numero dei locali anche, poi si passa ai servizi, agli spazi esterni, alla zona di ubicazione, alla presenza dell’ascensore e del posto auto. Ma quando si inizia a cercare una casa da acquistare, in fin dei conti, la primissima cosa che si analizza è il prezzo dell’immobile. In seconda… Leggi tutto »Rogito, la sorpresa finale: quanto pesano davvero le spese notarili sul budget di chi compra casa

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I metri quadri sono importanti, il numero dei locali anche, poi si passa ai servizi, agli spazi esterni, alla zona di ubicazione, alla presenza dell’ascensore e del posto auto. Ma quando si inizia a cercare una casa da acquistare, in fin dei conti, la primissima cosa che si analizza è il prezzo dell’immobile.

In seconda analisi, si mette in conto la rata del mutuo, l’eventuale provvigione dell’agenzia e le spese necessarie per traslocare o ristrutturare, finendo per lasciare il costo del rogito come ultima ruota del carro della compravendita. In questi casi, all’acquirente può arrivare una spiacevole sorpresa, ovverosia quella che, in maniera impropria e troppo generica, viene chiamata spesa del notaio. Eppure, questa voce non riguarda il solo compenso del professionista.

 

female hand stamping document, working at office

Costo del rogito? Non spetta tutto al notaio

Quando si acquista casa, errore molto comune è ritenere che la totalità del pagamento del rogito vada al notaio. Invece, nel conto complessivo ci sono delle voci effettivamente destinate al notaio come compenso per l’attività svolta (dalla preparazione dell’atto fino alla stipula finale), mentre altre spese (tributi e oneri vari connessi al trasferimento dell’immobile) vengono sì riscosse dal professionista, ma solamente per versarle allo Stato per conto del futuro proprietario di casa.

La comprensione di questa prima distinzione permette di leggere correttamente un preventivo notarile e, soprattutto, di avere chiaro fin dall’inizio l’ammontare del budget necessario all’acquisto.

Le imposte, infatti, coprono una quota rilevante della somma richiesta dal notaio al momento dell’atto. In presenza dei requisiti per le agevolazioni sulla prima casa, a seconda della natura del venditore e del tipo di immobile, entrano in gioco l’imposta di registro oppure l’IVA, oltre alle imposte ipotecaria e catastale sempre presenti.

Quando l’acquisto avviene da un privato, il sistema fiscale applicabile è diverso rispetto a quello previsto per una compravendita soggetta a IVA, come può accadere acquistando da un’impresa costruttrice. A incidere è anche la distinzione tra prima e seconda casa poiché, nel primo caso, la normativa prevede che l’acquirente abbia diritto a delle agevolazioni che riducono la tassazione.

Confronto tra preventivi notarili: perché possono essere diversi?

A finire nel confusionario calderone delle spese notarili può esserci anche il confronto tra preventivi. Se due notai presentano importi differenti, infatti, non deve essere immediato ritenere che uno dei due applichi costi più elevati al pari delle prestazioni.

Prima di confrontare le cifre, pertanto, è fondamentale verificare che i preventivi comprendano le stesse voci e siano riferiti alla stessa operazione. Questo perché, in base al valore dell’immobile, al regime fiscale applicabile, alla presenza di un mutuo, alla complessità della pratica ed alle spese accessorie legate alla stipula, il totale può variare sensibilmente. Inoltre, se l’acquirente ha necessità di richiedere un finanziamento, bisogna aggiungere il costo dell’atto relativo al mutuo, con tutti gli adempimenti collegati.

Dal preventivo alla firma: conoscere prima i costi

Arrivare al rogito senza avere una stima precisa delle somme da sostenere, può ostacolare, o quantomeno rendere più difficile, l’iter dell’intero acquisto di una casa, prima o seconda che sia. Per questo è opportuno imparare a comprendere come quella cifra sia stata costruita, chiedendo al notaio un preventivo scritto e piuttosto dettagliato, nel quale siano distinguibili il compenso professionale, le imposte spettanti all’erario e le altre spese previste per la conclusione della pratica.

Nella fase preliminare, il portale NotaioFacile, attivo dal 2012, si posiziona come un efficace strumento di confronto e risparmio, dal momento in cui è stato pensato per aiutare il cittadino a orientarsi tra le diverse componenti della spesa. Inoltre, esistono calcolatori online che permettono di farsi un’idea delle spese, fornendo all’utente una prima indicazione sulla base dei dati inseriti.

È importante ricordare, però, che questi strumenti digitali offrono una stima iniziale, che non sostituisce il preventivo che il professionista presenta solamente dopo aver esaminato la specifica situazione. Dall’analisi delle caratteristiche dell’immobile, delle condizioni dell’acquisto, del regime fiscale e di ogni altro elemento rilevante presenti nella pratica, si arriverà al calcolo della cifra definitiva del rogito.

Il rogito, pertanto, rappresenta l’ultimo tassello – ma non il meno importante – di un percorso che dovrebbe essere economicamente pianificato molto prima, così da arrivare alla stipula con un quadro delle spese il più chiaro possibile.

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