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Cos’è la «no fly zone» e come funziona: perché è considerata «un atto di guerra»

La chiusura dello spazio aereo dell’Ucraina “nelle circostanze attuali sarebbe considerato come l’ingresso in guerra della Nato e quindi un rischio di una terza guerra mondiale”, ha detto il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. C’è “un coordinamento con i Paesi membri che possono prevedere consegne o donazioni di materiale legato all’aeronautica, ma dobbiamo considerare che i soldati ucraini devono avere attrezzature”, ha aggiunto Michel. Ma cos’è la «No Fly zone»? Quali conseguenze potrebbe avere? L’ex Presidente degli Stati Uniti Barack Obama si rifiutò di imporla in Siria proprio per scansare un confronto diretto con la Russia. Venne invece applicata in Libia dall’ONU nel marzo del 2011. Precedentemente era stata utilizzata nella Prima Guerra del Golfo nel 1991 e in quella in Bosnia del 1993.

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Cos’è la «no fly zone» e come funziona: perché è considerata «un atto di guerra»

Dall’inizio della Guerra tra Russia e Ucraina, il presidente Zelensky non ha smesso mai di chiedere alla Nato e agli Stati Uniti di imporre una «no-fly zone», vale a dire un divieto di sorvolare lo spazio aereo del suo Paese. «Vi chiediamo ogni giorno una no fly zone, se non ce la date, almeno forniteci aerei per proteggerci. Se non ci date neanche questi, rimane una sola soluzione. Anche voi volete che ci uccidano lentamente». Questo l’accorato appello di Zelensky ai leader occidentali attraverso un video. La «no fly zone» è una misura che servirebbe ad impedire agli aerei russi di volare nei cieli ucraini fermandone la minaccia. Un provvedimento che possono dichiarare organizzazioni internazionali come Nato, Onu e istituzioni europee oppure i singoli governi. Dopo il bombardamento della centrale nucleare di Zaporizhzhia, la Nato ha cominciato a prendere sul serio in considerazione l’idea, ma alla fine ha deciso di non applicarla.

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«Il Patto Atlantico è al fianco dell’Ucraina, ma non vuole essere parte del conflitto in corso»

Difatti la «no fly zone» è considerata una mossa offensiva, non difensiva, che comporterebbe in sostanza l’entrata in guerra contro la Russia. «Il Patto Atlantico è al fianco dell’Ucraina, ma non vuole essere parte del conflitto in corso. Non manderà il suo esercito e non manderà aerei nello spazio dell’Ucraina», le parole con cui segretario generale Stoltenberg ha chiarito la posizione della Nato. Se quest’ultima imponesse una no fly zone sarebbe obbligata a pattugliare i cieli sopra Kiev, attaccando le difese anti-aeree russe in territorio ucraino. Per questa ragione il presidente Vladimir Putin la ritiene «un atto di guerra» e ritiene che qualunque Paese imponesse una no-fly zone «parteciperebbe di fatto al conflitto armato». Leggi anche l’articolo —> Russia-Ucraina, «No fly zone» per Putin è atto di guerra: tensione massima

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