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Obbligo vaccinale per i docenti, i giuristi lo chiedono a Draghi con una lettera

E’ possibile che venga imposto l’obbligo vaccinale a docenti e personale ATA? Tra il personale scolastico sono ancora oltre 221 mila coloro che non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino anti-Covid. Pari al 15,15% del totale, secondo il report settimanale del Commissariato all’emergenza, online sul sito del governo. Non sembra però che al Governo ci sia la volontà di spingere verso l’estensione dell’obbligo ai docenti. A chiedere man forte sono una serie di giuristi e professori universitari, con una lettera rivolta a Mario Draghi.

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Il parere del ministro Patrizio Bianchi

Meno di due settimane fa, il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi rispondeva fermamente che no, non c’è nessuna intenzione di introdurre l’obbligo vaccinale per il personale scolastico. “Non abbiamo in mente di farlo, però c’è un fortissimo appello alla solidarietà collettiva. Facciamo un appello perché tutti possano vaccinarsi”, diceva Bianchi intervenendo al festival Repubblica delle Idee a Bologna.

Obbligo vaccinale docenti, Rezza: “L’ultima ratio”

Che l’estensione dell’obbligo sia l’ultima ratio, lo afferma anche Gianni Rezza, direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute. “E’ chiaro che va fatto capire che un vaccino è un diritto oltre che un dovere. Gli insegnanti è importante che si vaccinino così come tante categorie esposte, come anche le commesse del supermercato“. Insomma, “dobbiamo fare un appello alla responsabilità”.

Della stessa idea il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri. “Vi è una differenza – spiega a Timeline su Skytg24 – tra il personale sanitario che opera ad esempio in oncoematologia con piccoli pazienti non vaccinabili sotto i 12 anni e i rischi che un medico un infermiere può determinare in quel reparto in caso che non sia vaccinato, rispetto a un docente. Il numero dei docenti non vaccinati in questo momento è intorno al 15%. È vero che il numero assoluto sembra molto grande. Ma sono 200mila e prevalentemente distribuiti in alcune Regioni specifiche”.

Velocizzare le vaccinazioni per i docenti con corsie preferenziali

Per velocizzare e incentivare le vaccinazioni tra gli insegnanti, il Commissario straordinario Francesco Figliuolo ha auspicato l’istituzione di corsie preferenziali per i docenti negli hub vaccinali. Si dice d’accordo la sottosegretaria all’istruzione Barbara Floridia, senatrice M5S. “Accolgo con favore l’indicazione alle Regioni del Commissario Francesco Figliuolo, che ha chiesto corsie preferenziali per i docenti negli hub vaccinali. Una richiesta che assume rilevanza soprattutto per quelle regioni la cui percentuale di professori vaccinati risulta particolarmente bassa, come la Sicilia e le province autonome di Trento e di Bolzano”.

Nessuna intenzione, quindi, di introdurre l’obbligo per docenti e personale ATA. “In ogni caso a livello nazionale la percentuale di docenti vaccinati è molto alta, e supera ampiamente la quota del 70% – ha detto la sottosegretaria Floridia -. Dobbiamo accelerare ulteriormente con le vaccinazioni, ma la riapertura in presenza a settembre non è in alcun modo a rischio, ovviamente mantenendo le misure di sicurezza soprattutto per gli studenti sotto i 12 anni per i quali ancora non esiste il vaccino. Invito tutti i docenti italiani, soprattutto quelli dei territori in cui la percentuale di professori vaccinati è particolarmente bassa, a procedere con la vaccinazione”.

A favore dell’obbligo vaccinale per i docenti

Non è d’accordo il presidente dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali Enrico Coscioni, secondo cui l’obbligo per alcune categorie oltre a quella dei sanitari va esteso “al mondo della scuola e del pubblico impiego, in particolare quando si hanno rapporti obbligati con il pubblico“. Chiedono una legge che imponga al personale scolastico di vaccinarsi contro il Covid-19 anche una ventina di professori universitari, giuristi e avvocati. Tra di loro Giovanni Maria Flick, Presidente Emerito della Corte Costituzionale, Pietro Ichino, Professore Emerito di Diritto del Lavoro Università Statale di Milano, ma anche Carlo Cottarelli, dirigente dell’Osservatorio sui Conti Pubblici della Cattolica di Milano.

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La lettera dei professori e giuristi

“Desideriamo esprimerle la nostra profonda preoccupazione per il fatto che a tutt’oggi non sappiamo se e come si intenda garantire un inizio del prossimo anno scolastico in presenza per tutti gli studenti italiani – è la premessa del pool di giuristi e professori -. Noi riteniamo che per sventare il rischio di un altro anno funestato dal confinamento a casa di bambini e ragazzi, sia indispensabile una legge che condizioni all’avvenuta vaccinazione l’ammissione al lavoro del personale scolastico e la frequenza delle lezioni agli studenti, con la sola eccezione di coloro per i quali ci siano controindicazioni mediche“. E concludono: “Sappiamo delle resistenze verso questo tipo di provvedimento, tuttavia confidiamo che Lei saprà richiamare il governo e il parlamento alla necessità di assumersi questa responsabilità verso il paese e verso l’istituzione scolastica, che è così fondamentale per il futuro dell’Italia e in particolare dei suoi giovani cittadini”.

In ogni caso, secondo alcuni, i tempi sono ormai stretti per mettere in campo una legge sull’obbligo vaccinale per il personale scolastico. Discutere e approvare la leggere e iniziare e completare i cicli vaccinali, infatti, richiederebbe tempi che andrebbero oltre i due mesi che ci separano dal primo suono della campanella. >> Scuola, assunzione di 112mila docenti, sindacati dubbiosi: “Rischio cattedre scoperte”

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