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Pagamento POS: come funziona, quando è obbligatorio e come sceglierlo

A partire dal primo luglio 2020, la riforma fiscale ha previsto e confermato per il prossimo triennio l’obbligatorietà del pagamento POS. Garantire il pagamento col bancomat serve a cercare di eliminare il fenomeno dell’evasione fiscale e allo stesso modo, mettere l’Italia al passo con gli altri Stati del Mondo che hanno delle percentuali di pagamenti digitali molto più alte del Belpaese. Il pagamento POS può essere fatto facilmente grazie a nuovi dispositivi elettronici in commercio che hanno dei prezzi molto convenienti e riescono a garantire dei servizi ottimali. Vediamo come funziona il POS e quale tipologia scegliere. Prima di iniziare, inoltre è bene anche essere informati su quali sono gli obblighi relativi alla diffusione dei terminali POS.

Obbligo POS professionisti e commercianti: la normativa

Con la legge 157 del 2019 e confermata poi nell’ambito della riforma fiscale 2021, il legislatore ha deciso di rendere obbligatorio il POS. L’obbligo POS professionisti, è stato accolto con dei pareri discordanti da coloro che svolgono determinate attività. Per tali motivi, e anche per sostenere chi doveva adeguarsi comprando un POS mobile o un POS portatile, è stato previsto un bonus pari al 30% recuperabile come credito di imposta da tali professionisti. Grazie a questo credito è possibile comprare tutte le tipologie di POS ed ottenere un ritorno economico pari al 30% anche relativo alle commissioni sostenute. Quindi prima di capire come usare il POS e come garantire ai propri clienti il pagamento bancomat, è bene fare un excursus su quali sono i differenti modelli di POS che esistono in commercio.

Terminali POS, le diverse tipologie in commercio

Dal diktat sul POS obbligatorio, sono state messe in commercio diverse tipologie di POS tra cui è possibile scegliere. Innanzitutto, vi è il POS classico, ovvero quello che veniva già utilizzato da qualche anno per le classiche carte di credito o di debito, ben al di là dei pagamenti contactless. Questo POS è connesso al dispositivo telefonico o alla linea internet e permette di accettare pagamenti con carta di debito e di credito. Ma adesso, oltre ai POS di tipo tradizionale, quelli più diffusi sono i cosiddetti POS mobili. 

Il POS mobile detto anche mPOS, è portatile. Si tratta di un dispositivo elettronico che permette il pagamento digitale ed è grande più o meno come una scatola di gomme. Il POS portatile fornisce delle funzioni completamente nuove. È un POS WiFi che non deve essere connesso tramite fili: utilizzare un POS wireless significa quindi, anche per un’attività commerciale, garantire il pagamento a distanza per il servizio ai tavoli o quello a domicilio. Tale POS è conveniente rispetto a quello tradizionale perché nella maggior parte dei casi ha dei prezzi molto bassi. Anche le commissioni sono convenienti!

Come usare il POS portatile

Usare il POS portatile significa installarlo e guidarlo attraverso un’applicazione per dispositivi mobili come un’app scaricabile per iOS o per Android. Si scrive l’importo, si legge la carta – con o senza PIN a seconda del tipo di carta fornita dal cliente – e si accetta poi semplicemente il pagamento. Se si tratta di un pagamento contactless, la carta deve solo essere appoggiata sul dispositivo fino a quando non risulterà l’ok alla transazione. Se invece si tratta di una cifra più alta di 25 euro, allora la carta va inserita all’interno della fessura e si inserisce il PIN. Nel caso del pagamento con carta di credito sarà necessario che il cliente ponga una firma sul dispositivo digitale. La cosa importante, però, è sempre cercare dei terminali POS di buona qualità approfittando anche del credito d’imposta garantito dallo Stato attraverso il bonus POS 2020.

I costi del POS WiFi

Il pagamento con POS comporta dei costi più o meno alti a seconda del tipo di prodotto scelto. Acquistare o noleggiare un POS tradizionale, in genere richiede di sostenere più spese, come quella per il noleggio o l’acquisto del dispositivo, unita all’esborso per un canone mensile. Inoltre poi vi sono le commissioni che variano in virtù della carta presentata dal vostro cliente. I POS mobili hanno dei costi invece, molto più bassi dei modelli tradizionali. Ad esempio, i POS mobili più diffusi come quelli di SumUp che permettono di utilizzare il POS senza fili all’interno di un’attività professionale, imprenditoriale o commerciale e non hanno alcun costo di canone mensile. L’unico costo è quello per l’acquisto del dispositivo e poi si paga la commissione su ogni transazione eseguita. La commissione è sempre pari all’1,95%!

Il costo è solo sul transato! Anche in questo caso la spesa viene “rimborsata” dal credito di imposta pari al 30% previsto dal bonus 2020 della riforma fiscale. Un’altra caratteristica dei POS mobili è il fatto che non fanno differenze di commissioni tra carte diverse. Quindi cercare di capire quali sono i costi finali per il suo utilizzo sarà molto facile e pagherete solo effettivamente su ciò che avete guadagnato. Insomma, i vantaggi sono chiari e innumerevoli. Cosa aspettate a scegliere il vostro mPOS?

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