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Pandemia finita? L’allarme di Cartabellotta: «La circolazione virale è ancora alta»

È finita la pandemia? Non ancora. A fotografare la situazione ospedaliera è il monitoraggio dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), aggiornato al 6 marzo. Dal report, diffuso da alcuni media italiani come «TgCom24» e l’«Agi», emerge che l’occupazione dei posti in terapia intensiva da parte di pazienti Covid è ferma al 6% ed è stabile al 14% quella dei reparti ordinari. Dati che sono stati commentati dal presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta, che ha illustrato qual è la realtà epidemiologica nel nostro Paese. In sostanza il Covid-19 non è “sparito”, anzi, la circolazione sarebbe ancora alta.

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Pandemia finita? L’allarme di Cartabellotta: «La circolazione virale è ancora alta»

I dati dell’Agenzia Nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) indicano che la pandemia “non è finita e in Italia la circolazione virale è ancora molto alta”, ha spiegato il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta. Con i numeri della pandemia “in netto miglioramento e la drammatica situazione in Ucraina che ha catalizzato l’attenzione pubblica, si rischia un grave calo di attenzione nei confronti del Covid, che è un problema tutt’altro che risolto”, ha rimarcato l’esperto.
Il virus “continua infatti a circolare in maniera molto elevata in Italia: nell’ultima settimana in alcune regioni non solo si è arrestata la diminuzione del numero dei nuovi casi, ma in qualche Regione (come ad esempio l’Umbria, ndr) si vede qualche lieve aumento. In questa fase infatti il dato nazionale è influenzato al ribasso dalle principali regioni del Nord come la Lombardia, dove la situazione è particolarmente favorevole”, ha aggiunto Cartabellotta.

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Bisogna mantenere un tasso di vaccinazione elevato in Italia

L’esperto ha ribadito che “in Italia da un lato i numeri sono ancora alti, circa 38.000 casi in media al giorno e un tasso di positività dei tamponi in crescita: molecolari al 17,4% e antigenici al 13,4% che sono valori molto elevati. Dall’altro lato la popolazione suscettibile è ancora molto numerosa: over 50 non vaccinati o che non hanno fatto la terza dose che rischiano forme di malattia più grave”.

È fondamentale quindi mantenere il tasso di vaccinazione elevato, come dimostra la situazione di Hong Kong: “Un paese che aveva puntato molto sulla strategia zero Covid e poco sulle vaccinazioni in questi giorni sta sperimentando un’impennata di casi mai vista prima. Lì il tasso di copertura vaccinale della popolazione si attesta intorno al 70%, i cicli vaccinali sono stati completati circa 6-7 mesi fa e sono state somministrate pochissime terze dosi. Con il declino delle coperture vaccinali, in presenza di una variante così contagiosa è evidente che la strategia zero Covid non è più perseguibile”. Leggi anche l’articolo —> Covid fuggito dal laboratorio? Palù parla di nuovi indizi: «Così l’ipotesi si rafforza…»

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