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La pandemia ha colpito anche giochi e scommesse: il danno erariale per lo Stato supera i 7 miliardi

Tra i tanti settori colpiti duramente dalla pandemia da Covid-19 c’è anche quello delle scommesse. E qui, considerata l’esistenza del Monopolio, a pagare il conto più salato è lo Stato. A mettere nero su bianco le cifre della crisi è stata proprio l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, qualche giorno fa, nel suo “Libro Blu 2020” sui giochi.

A diminuire prima di tutto è stata la spesa per le scommesse e i giochi: la flessione è di quelle pesanti, meno 33,2%, che corrisponde a 12,9 miliardi in meno. Le vincite nel 2020 hanno toccato i 75,3 miliardi, facendo segnare una contrazione del 17,2%. Con questi numeri per l’erario la perdita è stata di 7,24 miliardi, una flessione del settore del 36,2% rispetto all’anno precedente.

Era inevitabile, con gli italiani chiusi in casa dal primo lockdown di marzo 2020 e poi nuovamente “ristretti” in autunno. E poi con l’aggravarsi progressivo della situazione economica, con molti precari e atipici rimasti senza lavoro. Eppure, il gioco e le scommesse hanno ceduto meno di altri settori più penalizzati dalle restrizioni e dalle chiusure, segno di uno storico attaccamento degli italiani alla cultura della scommessa. Siamo lontani dai cali del 60% fatti registrare dai settori della ristorazione o addirittura al 90% dell’intrattenimento. Eppure il rischio che molti concessionari non riescano a recuperare il “colpo” subito è ancora forte.

L’allarme è arrivato a inizio 2021 dal direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Marcello Minenna, che ha evidenziato i rischi di chiusura delle attività economiche. Si tratta principalmente di “piccole imprese familiari di gestione di una agenzia di scommesse o esercizi pubblici a cui viene meno il contributo della raccolta di gioco attraverso apparecchi, necessario alla copertura di quota parte dei costi di gestione, quali le utenze, dell’esercizio stesso”, aveva detto conversando con “Uno Mattina” su Rai1.

Il primo lockdown aveva visto la chiusura delle sale fisiche per ben tre mesi, il lockdown-light d’autunno, per altri tre. Ma giochi e scommesse, soprattutto grazie all’online, hanno potuto limitare i danni. A subire i danni maggiori sono stati infatti apparecchi slot e Vlt delle sale fisiche, che secondo un’altra ricerca di settore nel 2020 avrebbero subito un crollo del 54% rispetto all’anno precedente. Molti italiani, piuttosto che non giocare, si sono comunque rivolti ai diversi casino online legali in Italia, che permettono anche di giocare alle slot. Lotterie e Bingo avrebbero invece limitato le perdite al 25%, anche qui agevolate dalla possibilità di giocare online.

Il dato più importante è proprio questo. La chiusura dei punti di gioco e scommessa “retail” ha spostato lo spesa sull’online. A parte le categorie più diffidenti e quelle più anziane meno avvezze all’utilizzo del web, sono stati davvero tanti gli italiani nella prima parte del 2020 a scommettere online. Il risultato, secondo Agipronews, è stata una crescita del gioco online del 39%, pari a 2,5 miliardi di spesa.

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