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Paragone (Italexit): “Global tax al 15% compromesso al ribasso, dimostra potere delle multinazionali”

Global Tax, alla fine vincono sempre i “padroni del vapore”. Non è certo la prima volta che Gianluigi Paragone parla dello strapotere delle multinazionali, che si comportano ormai come stati sovrani, e “forti” al punto di dettare legge in materia fiscale su quelli politicamente deboli. Come l’Italia, ad esempio. Il senatore fondatore di Italexit ne è certo e parlando con Radio Cusano Campus non utilizza mezzi termini. “La Global tax al 15% è un compromesso al ribasso che dimostra il potere delle multinazionali”, ha affermato ai microfoni della radio romana. (continua a leggere dopo la foto)

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Le multinazionali non vogliono pagare le tasse? Paragone (Italexit): “E allora se ne vadano dall’Italia, non possiamo avere paura dei ricatti di questi signori”

Parlando a “L’Italia s’è desta”, trasmissione condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, Paragone è intervenuto sull’importantissimo tema della Global tax, come al solito finito in un angolo del bailamme mediatico in quest’era di Covid. Se ne parla sì, ma quasi sottovoce. Se infatti l’opinione pubblica è distratta da le molte (troppe) disgrazie di quest’ultimo anno, persino un pezzo grosso come il commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni può permettersi di accostare sulle colonne de La Stampa “il topolino partorito dalla montangna” – la global tax  – agli accordi commerciali del dopoguerra, senza essere seppellito da un coro di pernacchie.

Ma Paragone Italexit e con loro molti altri in uno schieramento trasversale, che trova però pochissimi proseliti a sinistra, sulla global tax al 15% hanno deciso di picchiare duro. “Non possono venderci come grande successo un’aliquota al 15% scollegato al profitto che fanno le multinazionali, questo è un compromesso al ribasso che dimostra ancora una volta il potere delle multinazionali che dicono: o accettate questo o noi ce ne andiamo nei paradisi fiscali. E allora se ne vadano dall’Italia, non possiamo avere paura dei ricatti di questi signori”.

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Paragone “picchia duro” sulle multinazionali, l’attacco sul suo Blog

“Prendi un gruppo di grandi evasori a norma di legge, aggiungici il loro enorme potere di ricatto e infine chiudi con un gruppo di governi frignanti e deboli cui non resta che accettare l’offerta di una transazione al ribasso ed esultare perché almeno raccattano qualcosa invece di niente. Miscelare il tutto, agitare e infine servire freddo. Eccolo il beverone estivo dal nome figo: la global tax”. Cosi Gianluigi Paragone, fondatore di Italexit, inaugura un duro articolo sul suo blog per parlare della tassa del 15% “imposta” dalle multinazionali (sì, dovrebbe essere vicersa, appunto…).

“Ora io non so cosa il governo italiano ci verrà a raccontare in Parlamento –  incalza il senatore del gruppo misto – ma fin da ora dico che se la proposta è questa allora esigo una tassa italiana con aliquota unica al 15% per chi produce in Italia almeno all’80 per cento, certificato”. Poi fa l’esempio, che vale per migliaia di altre, di una piccola media azienda italiana virtuosa e “mazziata” dal fisco.

“E vi garantisco che di gente così c’è n’è: l’altro giorno ho conosciuto una realtà che produce nelle Marche ed è leader mondiale, la Triride”, racconta Paragone. “Fanno dispositivi per carrozzine per disabili: fiscalità di vantaggio zero, rotture dalle gare al ribasso mille. Non capisco il motivo per cui si debbano premiare le multinazionali per paura che non paghino le tasse e invece agli imprenditori italiani debbano arrivare cartelle esattoriali per una mora, bollette stratosferiche, mazzate sui denti dalle banche, affitti e altro ancora”.

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