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Passaporto sanitario, Boccia stronca le polemiche: “E’ contro la Costituzione”

La questione del passaporto sanitario sta dividendo le Regioni da alcuni giorni. In prima linea, a richiederlo, sono Sicilia e Sardegna, che vorrebbero permettere di oltrepassare i confini solamente a coloro che possono dimostrare di non essere veicolo di coronavirus. La polemica, però, è stata stroncata dal ministro degli Affari regionali Francesco Boccia: “Rileggete l’articolo 120 della Costituzione”.

>>Leggi anche: Fase 2, Lombardia e Piemonte potrebbero essere costrette a tenere i confini chiusi anche dopo il 3 giugno

Fase 2 Boccia

Passaporto sanitario, Boccia stronca le polemiche

“Passaporto sanitario? Rileggete l’articolo 120 della Costituzione: una Regione non può adottare provvedimenti che ostacolino la libera circolazione delle persone“, ha sottolineato durante l’audizione in Commissione federalismo fiscale della Camera. “Se gli scienziati dicono che non ci sono passaporti sanitari, non ci sono”, ha aggiunto. Alcuni governatori, infatti, stanno spingendo molto su questa proposta. Tra loro, in particolare, Christian Solinas, il presidente della Sardegna, e Nello Musumeci, presidente della Sicilia.

Il patentino sanitario verrebbe richiesto soprattutto per quanto riguarda i turisti lombardi che vogliono sbarcare sulle isole. La cosa non è affatto piaciuta al sindaco di Milano Giuseppe Sala, che infatti ha commentato: “Quando deciderò dove andare per un weekend o per una vacanza, me ne ricorderò”. In ogni caso, la fattibilità del progetto appare improbabile se non impossibile per svariate ragioni, prima tra tutte l’incostituzionalità sollevata appunto dal ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia.

passaporto sanitario

Boccia: “Nel muoversi dovrà esserci buonsenso”

“Nei prossimi giorni, con l’ultimo click che riporterà il Paese a muoversi ci dovrà essere anche quello del buonsenso. Se tutte le Regioni ripartono, ripartono senza distinzioni sul profilo dei cittadini di ogniRegione. La distinzione tra cittadini di una città rispetto all’altra non è prevista, se siamo sani ci muoviamo. Diverso è prevedere una fase di quarantena, ma non siamo in quella condizione. E anche in quel caso ci vuole un accordo tra le parti”, ha dichiarato il ministro per gli Affari regionali.

Riguardo ai possibili provvedimenti finanziari per sostenere l’economia delle zone più colpite dal coronavirus, durante la Commissione Federalismo fiscale, Boccia ha aggiunto: “Le province lombarde di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e quella di Piacenza in Emilia Romagna hanno vissuto un’ecatombe. Il resto del Paese un dramma. Non paragonerei quelle province al resto d’Italia”. >>Tutte le notizie di UrbanPost

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