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Quota 102, Opzione donna e Ape sociale: cosa prevede la riforma delle pensioni

Pensioni oggi – L’obiettivo di Mario Draghi è il ritorno alla riforma Fornero. La discussione però è rimandata a gennaio prossimo. Al momento il presidente del Consiglio, dopo lo strappo con i sindacati, avrebbe risolto la questione con un compromesso: Quota 102. La soluzione è stata presentata, ieri, nel corso della Cabina di Regia e, salvo novità dell’ultimo minuto, finirà nella legge di bilancio, la quale dovrebbe essere varata nel primo pomeriggio. Si potrà andare in pensione a 64 anni con almeno 38 di contributi. Previsto anche un fondo per accompagnare i lavoratori che finirebbero per essere penalizzati dai nuovi requisiti. Tale “scivolo” pare abbia rappresentato per la Lega un buon compromesso. Scansato dunque il rischio “barricate”. 

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Quota 102, Opzione donna e Ape sociale: cosa prevede la riforma delle pensioni 2022

Dopo la rottura con i sindacati il presidente del Consiglio Mario Draghi ha teso una mano a Cgil, Cisl e Uil, trovando un accordo all’interno della sua maggioranza. Il punto di equilibrio si chiama Quota 102 e consentirà agli Italiani di andare in pensione a 64 anni d’età e con 38 di contributi. Una scelta, che ha convinto anche la Lega, spinta ad accettare soprattutto dai 500 milioni che serviranno per i lavoratori delle Piccole e medie imprese penalizzati dai nuovi requisiti. Con Quota 102 saranno circa 50mila le persone che potranno andare in pensione. Una simulazione pubblicata ieri dal Messaggero spiegava che coloro che hanno una retribuzione lorda di 30mila euro con 1650 euro di netto mensile perdono tra i 40 e i 160 euro rispetto all’assegno pensionistico pieno che avrebbero incassato a seconda della lunghezza dell’anticipo. Chi prende 50mila euro annui perde invece tra i 100 e i 210 euro a seconda dell’anticipo.

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Il graduale ritorno alla Legge Fornero e l’addio al sistema del quote: come si andrà in pensione nel 2022

Soddisfazione anche dal Partito Democratico, che ha piantato la “bianderina” sull’Ape Sociale: il governo Draghi ha annunciato, infatti, la proroga di un anno con l’allargamento delle attività gravose. Saranno aggiunte ben 9 categorie. L’Ape sociale servirà a coloro che raggiungono i 63 anni (nati nel 1959 o prima) con meno di 38 anni di contributi, ma almeno 30 se si è disoccupati e si è esaurita la Naspi da almeno tre mesi o 36 se si chiede il sussidio per aver svolto un’attività faticosa. Dal 2017 la certificazione di mansione difficoltosa è stata impiegata da 20mila persone, a fronte delle 127mila che hanno usato la sola Ape sociale. Sul piatto anche Opzione Donna, che prevede la pensione anticipata a 58 anni d’età e 35 di versamenti con una variabile: se si tratta di lavoratrice autonoma servono 59 anni. Leggi anche l’articolo —> Pensioni, retroscena sull’incontro Salvini-Draghi: “Cercano di umiliarlo con la legge Fornero”

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