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“Per colpa tua siamo tutti in quarantena”: studente disabile bullizzato dai compagni di classe

Studente disabile bullizzato a Firenze. All’istituto alberghiero fiorentino “Buontalenti”, una classe è finita in quarantena preventiva poiché uno degli studenti era risultato positivo al tampone. Niente di nuovo in questo scenario, se non fosse che la classe si è rivoltata contro lo studente disabile, incolpandolo di aver contratto il Covid. La preside si dice sconvolta e dispiaciuta. “E’ un vero e proprio episodio di bullismo”, ha detto Maria Francesca Cellai a La Repubblica.

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Studente disabile Firenze: incolpato dalla classe

All’istituto alberghiero “Buontalenti”, uno studente di una classe prima è risultato positivo al tampone. Di conseguenza, l’intera classe ha ricevuto la notizia di dover continuare le attività in didattica a distanza. Una volta che la classe ha scoperto chi era lo studente positivo al Covid, però, la chat di gruppo su Whatsapp si è riempita di insulti e rimproveri al ragazzo. Il ragazzo, pacato ed educato nonostante le parolacce e gli attacchi, ha cercato di spiegare che sarebbe potuto capitare a tutti. Incolpato di aver messo a rischio la salute di tutta la classe e dei rispettivi familiari, lo studente si è sentito mortificato. Ora ha timore di tornare in classe, quando tornerà negativo.

La Preside: si tratta di bullismo

A La Repubblica, la dirigente scolastica Maria Francesca cellai ha dichiarato che questi episodi non devono essere sminuiti e considerati come delle innocenti ragazzate. La scuola interverrà al più presto, punendo chi si è scagliato senza ragioni sul ragazzo, e premiando i pochi studenti (tre) che hanno preso le sue difese. Dopo aver indetto un consiglio di classe straordinario, la preside ha deciso che, come punizione, gli studenti salteranno per un po’ le lezioni di cucina. “Faccio un appello alle famiglie affinché non sottovalutino la cosa, controllino i cellulari dei figli e imparino a guardarli con uno sguardo oggettivo senza giustificarli sempre. Coinvolgeremo gli psicologi della scuola che parleranno con i ragazzi e spiegheranno loro che le paure per questa nuova malattia vanno elaborate e non buttate addosso al primo che capita. Poi i docenti affronteranno un percorso di educazione civica in cui si parlerà del rispetto per l’altro”, ha detto la preside al quotidiano romano. >> Tutte le news di UrbanPost

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