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Pesaro, quattro giovanissimi indagati per aver fabbricato e testato molotov

22/09/2026 08:44

Quattro giovanissimi sono indagati per aver fabbricato e testato bombe molotov a Pesaro. Nei loro confronti la Procura ha emesso provvedimenti di perquisizione e sequestro, eseguiti anche a Rimini e Bologna, dove risiedono due dei ragazzi coinvolti.

Pesaro, quattro giovanissimi indagati per aver fabbricato e testato bombe molotov in un capannone abbandonato

“Soggetti riconducibili ad ambienti antagonisti”

Secondo i carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando provinciale di Pesaro e Urbino, si tratterebbe di soggetti riconducibili ad ambienti antagonisti. I quattro sono stati individuati dopo una costante attività di monitoraggio del territorio, oltre che dei siti d’area e dei profili social a loro collegati.

Gli ordigni testati in un capannone abbandonato

Dalle indagini è emerso che, intorno a febbraio 2026, i quattro avrebbero realizzato diverse bottiglie incendiarie, la cui potenzialità offensiva sarebbe stata successivamente testata a Pesaro all’interno di un capannone industriale in stato di abbandono, provocando diversi episodi di combustione ed esplosione.

Sequestrati dispositivi digitali e materiale cartaceo

I sequestri hanno riguardato anche tablet, computer e smartphone utilizzati dagli indagati, che saranno ora sottoposti ad analisi tecniche. È stato inoltre rinvenuto materiale cartaceo contenente, tra le altre cose, riferimenti relativi alla realizzazione e all’utilizzo di questo tipo di ordigni.

Il possibile legame con collettivi locali

Dagli accertamenti dei carabinieri è emerso che gli indagati sarebbero vicini a collettivi locali composti da studenti e da soggetti riconducibili ad ambienti antagonisti. Sono ora in corso ulteriori approfondimenti per stabilire se la condotta descritta possa essere ricondotta a un semplice atto preparatorio, finalizzato ad accreditarsi all’interno di quell’ambiente, oppure se rappresentasse l’indice della preparazione di azioni dimostrative nell’ambito di una strategia più ampia.

Fonte: Fanpage.it, articolo di Maria Neve Iervolino

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