Il calcio italiano piange la scomparsa di Giuseppe “Pippo” Marchioro, ex calciatore e allenatore, morto all’età di 90 anni nella sua amata Cesena, città in cui viveva ormai da diversi anni e dove si è tolto le maggiori soddisfazioni della sua lunga carriera in panchina.

Il miracolo Cesena della stagione 1975/76
Nato e cresciuto a Milano, Marchioro legò per sempre il proprio nome alla città romagnola, guidata al suo esordio in Serie A a uno storico sesto posto in campionato nella stagione 1975/76, con la conseguente qualificazione in Coppa Uefa. Un’impresa straordinaria per una squadra che, all’epoca, non rappresentava nemmeno una città capoluogo di provincia.
Il gol nella finale di Coppa Italia da giocatore
Prima di dedicarsi all’attività di allenatore, Marchioro era cresciuto nelle giovanili del Milan, senza però mai esordire con la prima squadra rossonera. Aveva quindi giocato a lungo tra Serie B e Serie C, con l’esperienza più significativa vissuta con la maglia del Catanzaro, squadra con cui raggiunse a sorpresa la finale di Coppa Italia nel 1966, segnando anche il gol nella sfida poi persa 2-1 contro la Fiorentina dopo i tempi supplementari.
La specializzazione nelle promozioni
Anche nel passaggio dal campo alla panchina, Marchioro ha continuato a distinguersi come tecnico capace di regalare grandi imprese alle squadre di provincia. Nel 1975 arrivò la sua prima promozione in Serie A, alla guida del Como, seguita proprio dalla chiamata di Cesena, la sua prima vera esperienza tra i grandi.
Dopo aver conquistato la storica qualificazione in Coppa Uefa, scelse però di non guidare i bianconeri nella competizione europea, accettando la chiamata del Milan, esperienza che si concluse con un esonero al termine del girone d’andata. Marchioro tornò poi più volte a Cesena, nel 1977, nel 1983 e nel 1996, mantenendo sempre un legame speciale con la piazza romagnola.
Le altre grandi imprese in carriera
Nel corso degli anni Marchioro fece ritorno anche al Como, riportando i lariani dalla Serie C1 alla Serie A con una doppia promozione consecutiva tra il 1979 e il 1980. La stessa impresa fu ripetuta con la Reggiana, presa in Serie C1 nel 1988 e capace, sotto la sua guida, di salvarsi al primo anno in Serie A nel 1994, grazie anche a una storica vittoria a San Siro per 0-1 contro il Milan campione d’Italia allenato da Fabio Capello.
Da ricordare anche l’esperienza alla guida del Barletta, portato dalla Serie C1 alla Serie B nel 1987, ulteriore tassello di una carriera costruita interamente sulla capacità di valorizzare realtà calcistiche di provincia, spesso considerate outsider.
Un allenatore capace di scrivere la storia dei “piccoli” club
Con la scomparsa di Pippo Marchioro, il calcio italiano perde una delle figure più rappresentative di quella generazione di allenatori capaci di trasformare squadre di provincia in vere e proprie sorprese del campionato, lasciando un’eredità sportiva fatta di promozioni storiche e imprese che ancora oggi vengono ricordate con affetto dai tifosi delle piazze che ha allenato.
Fonte: Sky Sport