Vai al contenuto

Spara e uccide il ladro a Baldissero d’Alba: “Ho sbagliato, temo il carcere”

21/09/2026 10:32

Forti rumori, quattro o cinque sagome nel buio e poi una decina di spari, due dei quali fatali. Roberto Mollo, camionista di 35 anni residente a Baldissero d’Alba, ha raccontato nei dettagli al Corriere della Sera la notte tra sabato 19 e domenica 20 settembre, quando ha sparato a un ladro che stava tentando di introdursi nella sua abitazione.

Baldissero d’Alba, nel Cuneese, dove un uomo ha sparato nel cortile di casa uccidendo un intruso

“Ho sbagliato, non dovevo sparare”

Mollo si è detto distrutto e in preda al panico, ammettendo di aver sbagliato e di temere ora di finire in carcere per quanto accaduto.

La ricostruzione della notte

Secondo il racconto dello stesso Mollo, l’uomo aveva trascorso la serata insieme ad amici, rientrando poco dopo l’una verso la propria casa, una cascina ristrutturata vicina all’abitazione di famiglia. Il trentacinquenne racconta di essersi svegliato dopo aver sentito forti rumori provenire dal cortile, con la sensazione che stessero cercando di sfondare la porta. Spaventato, sarebbe uscito sul balcone del primo piano, sparando una decina di colpi nel buio: due di questi hanno raggiunto Gjovalin Lazri, 36 anni, di origine albanese e residente a Torino, morto poco dopo nel cortile davanti a casa.

L’arma regolarmente denunciata

La pistola utilizzata, una Beretta calibro 9, risultava regolarmente denunciata da Mollo, titolare di porto d’armi per la propria passione per il tiro al piattello. L’arma, insieme alla cascina, si trova ora sotto sequestro, mentre oggi, lunedì 21 settembre, sono previste l’autopsia sulla vittima e la consulenza balistica sulla traiettoria dei proiettili.

Le indagini della Procura di Asti

A dirigere le indagini è la procuratrice aggiunta di Asti, Laura Deodato. Mollo risulta indagato per omicidio volontario, atto dovuto secondo la prassi in casi come questo.

La difesa: “Non è un pistolero”

L’avvocato di Mollo, Pier Mario Morra, ha raccontato al Corriere della Sera che il proprio assistito sarebbe distrutto e non andrebbe descritto come una persona violenta, ma come qualcuno che avrebbe agito spinto dalla paura.

Il paese si divide

Diversi compaesani hanno descritto Mollo come un lavoratore serio, dedito ad alcune passioni, tra cui la cura degli animali che teneva nella stalla della cascina. Un vicino di casa, raccontando di essere stato a sua volta derubato mentre si trovava a messa, ha espresso pubblicamente solidarietà nei confronti di Mollo.

Chi era la vittima

Gjovalin Lazri gestiva un bar a Torino insieme alla compagna, con cui aveva anche un figlio. La donna, assistita insieme al cognato dall’avvocata Roberta Sisimbro, che in passato aveva già seguito Lazri per altri episodi legati a furti, segue ora da vicino gli sviluppi dell’inchiesta.

La solidarietà del sindaco di Alba

Il sindaco di Alba ha espresso solidarietà al concittadino coinvolto nella vicenda, in un episodio che continua a dividere l’opinione pubblica locale tra chi comprende la reazione di Mollo e chi sottolinea la gravità dell’esito, con una persona morta.

Presunzione di innocenza

La vicenda resta al vaglio della magistratura, e Roberto Mollo deve considerarsi innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva.

Fonte: Sky TG24, con ricostruzione del Corriere della Sera

Continua a leggere su UrbanPost