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Marco Vannini pm indagini sotto accusa, Associazione magistrati denuncia: «Linciaggio mediatico»

Omicidio Marco Vannini: i Ciontoli di nuovo a processo, come stabilito dalla Cassazione. L’avvocato della famiglia Vannini, Celestino Gnazi, ha parlato con Le Iene in merito ai possibili scenari che potrebbero nascere durante il processo d’Appello bis disposto dai giudici della Suprema Corte i quali hanno annullato la sentenza di secondo grado che aveva condannato a 5 anni di reclusione Antonio Ciontoli, e a 3 anni i suoi familiari per omicidio colposo.

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Avvocato famiglia Marco Vannini

Ciontoli di nuovo a processo: i possibili scenari che si prospettano

Si ripartirà dunque dalla sentenza di primo grado, che aveva condannato a 14 anni per omicidio volontario Antonio Ciontoli e a 3, per omicidio colposo, la moglie e i figli. Con l’Appello bis “Antonio Ciontoli sotto la pena di 5 anni di reclusione non può andare. Quindi si partirà da 5 anni a salire anche nell’ipotesi dell’omicidio colposo, perché si dovrà valutare se si applicherà o meno l’aggravante e in quel caso si aumenterebbe di un terzo”, così l’avvocato Gnazi a Le Iene“Nell’ipotesi in cui verrà riconosciuto l’omicidio volontario probabilmente la pena sarà quella di 14 anni come stabilito in primo grado. Possiamo dire che oggi le porte si sono riaperte, questo è un grande risultato. Oggi è possibile parlare di omicidio volontario per tutti i componenti della famiglia Ciontoli”. Resta da capire, una volta lette le motivazioni della sentenza della Cassazione, se vi sarà spazio per una integrazione probatoria che potrebbe aggiungere al processo nuovi elementi e/o prove.

Pm caso Vannini sotto accusa, Anm: “Linciaggio mediatico”

Il ministro della Giustizia Bonafede, ipotizzando una sua possibile negligenza, ha disposto una azione disciplinare nei confronti della pm titolare della inchiesta sul caso Vannini, Alessandra D’Amore, affinché si accerti se la stessa abbia agito in maniera irreprensibile nello svolgimento delle indagini preliminari. Una notizia, questa, che ha suscitato molto clamore e di cui Le Iene hanno parlato. “Nei giorni scorsi la nostra collega Alessandra D’Amore è stata fatta oggetto di una campagna mediatica che ha assunto i contorni di un vero e proprio linciaggio. Nel corso della trasmissione televisiva “Le Iene”, nella serata del 13 febbraio, è stata data pubblica lettura di atti riservati del procedimento disciplinare che la riguarda, atti dei quali i conduttori del programma sono entrati in possesso con modalità ancora da chiarire”, così in una nota la giunta distrettuale di Roma e del Lazio della Anm (Associazione Nazionale Magistrati), ripresa da Adnkronos, in merito alla vicenda che riguarda la pm D’Amore. “La collega è stata indicata – prosegue la nota – come responsabile dei provvisori esiti, sgraditi, della relativa vicenda giudiziaria, imputati a sue non meglio precisate asserite negligenze. A ciò è seguita una forte ed indebita esposizione mediatica della nostra collega, che ha subito insistenti appostamenti e pedinamenti dalla troupe televisiva della trasmissione”.

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