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Meteo, Giuliacci svela quando finisce il caldo: svolta a Ferragosto dopo il picco dell’afa

03/08/2026 15:19

Respirare a pieni polmoni, senza l’opprimente cappa dell’afa estiva, non è più un miraggio. Secondo le previsioni e gli aggiornamenti del colonnello Mario Giuliacci, la tregua dal super caldo ha finalmente una data di scadenza piuttosto precisa.

Tra il 7 e il 10 agosto, infatti, una vivace perturbazione atlantica si affaccerà sul Paese, portando temporali e un salutare respiro d’aria fresca soprattutto al Nord. Il fronte si estenderà poi tra l’11 e il 12 agosto anche alle regioni centrali.

Caldo record in Italia: quando arriva la tregua dall’afa secondo le previsioni di Mario Giuliacci

La svolta a ridosso di Ferragosto

Ma il vero cambio di scenario è atteso più avanti. Tra il 10 e il 15 agosto i rovesci, anche intensi, faranno capolino quasi quotidianamente al Centro-Nord.

Le temperature massime scenderanno sotto i 32 °C al Nord e sotto i 35 °C al Centro, mentre al Sud insisteranno valori leggermente più alti.

Il colpo di grazia all’estate estrema è previsto verso il 15 agosto, quando l’anticiclone africano dovrebbe finalmente abbandonare l’Italia.

Prima però il picco: le città più roventi

Attenzione, però: prima della tregua ci sono ancora giorni impegnativi da attraversare. Secondo le elaborazioni del modello ECMWF, il Nord Italia sta vivendo una fase di caldo intenso destinata a toccare il massimo nei primi giorni di agosto.

Milano e Bologna registreranno punte comprese tra i 37 e i 38 °C tra il 4 e il 6 agosto, mentre Torino arriverà a 37 °C il 7 agosto.

Temperature elevate anche a Trieste e Udine, dove le massime si manterranno tra i 35 e i 37 °C. Si tratterà comunque degli ultimi giorni della fase più acuta: con l’arrivo delle correnti atlantiche nel weekend i valori sono destinati a rientrare gradualmente verso le medie del periodo.

Leggi anche: Caldo estremo, quando finisce l’ondata e quando arriva il vero picco

Perché l’afa è così insopportabile

C’è una ragione scientifica precisa dietro la sensazione di caldo soffocante di questi giorni, e non riguarda soltanto l’anticiclone che agisce come una pressa intrappolando il vapore nei primi 200-500 metri dell’atmosfera.

Entra in gioco una legge fisica elementare: più l’aria è calda, più vapore acqueo riesce a trattenere.

Qualche numero rende bene l’idea. A 0 °C l’aria può contenere appena cinque grammi di vapore per metro cubo (superata quella soglia si formano nebbia o nuvole). A 20 °C la capacità sale a circa 17 grammi. A 30 °C si arriva a ben 30 grammi per metro cubo.

Ecco perché, a parità di umidità relativa — al 60%, per esempio — l’aria a 30 °C custodisce una quantità di vapore enormemente superiore rispetto alle temperature più basse, trasformando le giornate in un vero e proprio bagno di vapore.

Un contesto climatico estremo

Lo scenario in cui ci muoviamo, del resto, è tutt’altro che ordinario. Negli Stati Uniti il mese di luglio 2026 è ufficialmente entrato nella storia come il più caldo di sempre.

New York ha superato i primati registrati dal 2012, mentre Salt Lake City ha toccato il valore più alto in oltre un secolo e mezzo di osservazioni. Dietro questi eventi ci sono le cosiddette “cupole di calore”, blocchi di alta pressione che hanno già provocato decine di vittime e disagi enormi. La costa occidentale si prepara intanto a un nuovo fine settimana rovente, con picchi fino a 49 °C tra California e Arizona.

E in Italia?

Anche il nostro Paese si colloca su livelli elevati. Luglio 2026 risulta al sesto posto tra i mesi di luglio più caldi dal 2000 in poi, preceduto soltanto da quelli del 2003, 2022 e 2023.

A spingere così in alto l’asticella termica sono stati tre fattori combinati: la persistenza straordinaria dell’anticiclone africano, un numero record di giornate sopra i 35 °C e picchi sfiorati o toccati vicini ai 40 °C in numerose regioni.

Se le proiezioni verranno confermate, dunque, la seconda metà di agosto potrebbe restituire finalmente condizioni più vicine alla normalità stagionale. Resta però la raccomandazione, per i prossimi giorni, di prestare la massima attenzione alle ore centrali e alle categorie più fragili.

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