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Che cos’è il Priapismo, cause e trattamento: un nuovo sintomo del Covid?

In queste ore si è tornato a parlare di Priapismo dopo che uno studio, pubblicato dall’American Journal of Emergency Medicine, ha elencato come altra possibile grave conseguenza del Coronavirus per gli uomini un’erezione dalla lunga durata. L’effetto sarebbe stato riscontrato in due pazienti over 60 ricoverati in terapia intensiva perché risultati positivi al Covid. Ma cos’è il Priapismo? Quali sono i sintomi e le cause? Facciamo chiarezza.

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Che cos’è il Priapismo, cause e trattamento: un nuovo sintomo del Covid?

Il Priapismo è un’erezione prolungata e dolorosa del pene non associata allo stimolo sessuale. Può durare da alcune ore a diversi giorni. Come spiega il sito “Top Doctors” esistono due tipi di priapismo: quello arterioso, detto anche ischemico o a basso flusso (è la tipologia più comune e si verifica quando il sangue non viene restituito correttamente dal pene al resto del corpo); e quello venoso o ad alto flusso, che accade quando c’è una rottura in un’arteria o qualche lesione interna al pene e vi arriva un elevato flusso di sangue. Quali sono le cause? Il priapismo può insorgere a seguito di una grave malattia o per delle lesioni traumatiche del midollo spinale o dei centri nervosi. Come pure per una leucemia o infiammazioni dell’uretra. Tra le altre cause l’abuso di alcol e droghe e l’uso di farmaci antidepressivi. Il priapismo è una rara condizione in cui il pene resta involontariamente in erezione per un periodo di tempo superiore alle 4 ore. Più comune nei ragazzi fra i 5 e i 10 anni e negli adulti fra i 20 e i 50 anni, in genere è associato a dolore e non a eccitamento.

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Come si cura? La parola alla scienza

Come si cura? Sul sito “Humanitas” vengono date alcune preziose informazioni a riguardo: “In genere il trattamento del priapismo ischemico prevede il drenaggio del sangue dal pene abbinato all’iniezione di farmaci direttamente nel pene. Qualora questi rimedi non risultassero efficaci può essere necessario un intervento chirurgico per favorire il deflusso del sangue. Il priapismo non ischemico, invece, si risolve spesso senza bisogno di trattamento. Per favorire la fine dell’erezione è possibile applicare del ghiaccio e un po’ di pressione a livello del perineo”. Ed è quanto hanno fatto i medici ad uno dei pazienti Covid, colpito dal priapismo. “Sono stati posizionati impacchi di ghiaccio, ma l’erezione è persistita per le ore seguenti“, si legge nella pubblicazione medica. La stessa problematica ha interessato un paziente francese di 62 anni. Per porvi rimedio lo staff sanitario ha seguito la stessa procedura. Leggi anche l’articolo —> Nuovo piano vaccini Covid in Italia: come funziona, a chi tocca e quando

 

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