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Il flop delle Primule di Arcuri: Figliuolo le cancella e rimborsa l’unico donatore

Le Primule sono ufficialmente sfiorite. Il Generale Figliuolo ha dichiarato eliminata la raccolta fondi creata dall’ex commissario per l’emergenza Domenico Arcuri per finanziare i padiglioni Primula per la somministrazione del vaccino anti covid. D’altronde, già il Premier Mario Draghi era intervenuto cancellandoli perché ritenuti troppo costosi e soprattutto inutili. Quindi la scelta non stupisce più di tanto.

primula covid

Primula covid, il Generale Figliuolo dichiara finita la stagione

L’ex commissario Domenico Arcuri aveva messo in piedi una campagna per riuscire a finanziare i padiglioni Primula dove somministrare il vaccino anti covid. Il tutto, però, può essere definito un vero e proprio flop. Ogni Primula, infatti, avrebbe avuto un costo di 409 mila euro. E il progetto “Adotta una Primula” era stato creato appunto per convincere gli italiani ad aiutare nella loro costruzione. Nello specifico, grazie alle donazioni, le persone avrebbero ricevuto una “nota di ringraziamento” da parte del Commissario in persona. Questo, però, solo a fronte di una donazione di almeno 400 euro. Nessun ringraziamento, quindi, per quelle inferiori. Nel caso in cui qualcuno invece avesse deciso di coprire completamente le spese di un intero padiglione, in cambio avrebbe ricevuto una targa con il proprio nome esposta all’interno delle strutture.

Come dicevamo, però, la raccolta fondi è stata un vero e proprio fallimento. Secondo Il Tempo, da gennaio 2021, infatti, è arrivato un unico bonifico dall’importo di 50 euro. E per questo non si può puntare il dito contro gli italiani e la loro solidarietà, espressa ampiamente durante l’emergenza covid e in tutte le raccolte fondi che si sono rivelate molto significative. Piuttosto, la colpa la si può cercare direttamente nell’organizzazione della campagna per finanziare i padiglioni Primula per la vaccinazione anti covid.

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vaccini figliuolo

Com’è cambiata la campagna vaccinale anti covid: dalla Primula all’aumento delle dosi

Così, appena preso il potere, il generale Figliuolo ha deciso di cancellare la raccolta fondi e, addirittura, di rimborsare la quota all’unico donatore che c’era stato. Allo stesso modo è cambiato tutto il piano vaccinale. Invece che creare degli spazi appositi, sono state utilizzate palestre, centri congressi, aeroporti, hotspot fuori dalle stazioni ferroviarie, negli auditorium. Insomma tutti quei luoghi che, a causa dell’emergenza covid e delle restrizioni, sono rimasti a lungo liberi e bloccati. Una scelta molto più funzionale e meno costosa. Grazie a un maggiore quantitativo di dosi di vaccino, poi, è stato possibile dare una significativa accelerata alla campagna vaccinale. Secondo la classifica redatta dall’Agenzia nazionale per i servizi regionali, infatti, ora l’Italia si posiziona al settimo posto nell’Unione europea per numero di vaccinazioni effettuate. Tra i Paesi più grandi, viene superata solamente da Spagna e Ungheria.

Con l’obiettivo di oltre 500 mila dosi giornaliere, poi, i tempi dovrebbero stringersi ancora di più. E’ chiaro, però, che non è semplice: per ora il record è fermo al 23 aprile, quando ne sono state somministrate 392mila. Più in generale, ancora non si è riusciti a superare le 400mila. Tuttavia, obiettivi importanti possono favorire risultati all’altezza, e insieme alle ulteriori dosi in arrivo possono diventare sempre più realistici. >> Tutte le notizie di UrbanPost

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