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Processo Maradona, il cardiologo Iglesias: “Morì per morte improvvisa, cuore normale”

18/09/2026 09:16

Nuovo colpo di scena nel processo sulla morte di Diego Armando Maradona. Il cardiologo Ricardo Iglesias ha dichiarato in tribunale che il campione argentino sarebbe morto per una “morte improvvisa” e che il suo cuore era “completamente normale”, senza patologie rilevabili.

Il processo sulla morte di Diego Armando Maradona, la testimonianza del cardiologo Ricardo Iglesias

La testimonianza in aula

Iglesias ha spiegato che si è trattato di una morte improvvisa, sottolineando come gli eventi acuti improvvisi siano inattesi e come non vi fossero segnali che facessero presagire un esito del genere. Il cardiologo ha così contestato le precedenti perizie, secondo cui Maradona soffriva di cardiomiopatia dilatativa, aveva il cuore ingrossato e presentava coaguli compatibili con un’agonia durata fino a 12 ore.

Un dissenso rispetto alla commissione medica del 2021

Il dettaglio che rende particolarmente significativa questa testimonianza è che lo stesso Iglesias faceva parte della commissione medica che nel 2021 aveva giudicato “inadeguata, carente e imprudente” la condotta dei sanitari oggi imputati per la morte del “Pibe de Oro”. Il cardiologo aveva però firmato quel rapporto in dissenso rispetto alle conclusioni della maggioranza.

“Nessuna patologia rilevata in 17 visite mediche”

Iglesias ha ricordato come Maradona fosse stato sottoposto a due ecocardiogrammi nell’ultimo anno di vita, avesse superato tre interventi chirurgici e fosse stato visitato da ben 17 medici, senza che in nessuna di queste occasioni fossero state rilevate patologie cardiache rilevanti.

I sintomi dei giorni precedenti non erano allarmanti

Secondo il cardiologo, i sintomi riferiti da Maradona nei giorni precedenti al decesso, tra cui gonfiore, tachicardia e stanchezza, non indicavano di per sé un rischio cardiaco elevato, rafforzando la sua tesi secondo cui l’esito fatale non fosse in alcun modo prevedibile sulla base del quadro clinico disponibile.

Il processo e gli imputati

Il procedimento vede alla sbarra sette operatori sanitari accusati per la morte dell’ex fuoriclasse argentino, avvenuta il 25 novembre 2020 durante le cure domiciliari a cui era sottoposto. Tra gli imputati figurano il neurochirurgo Leopoldo Luque e la psichiatra Agustina Cosachov, oltre ad altri cinque professionisti sanitari coinvolti nell’assistenza al campione nei giorni precedenti al decesso.

Fonte: Dagospia, con dati Ansa

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