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Quando finirà la guerra tra Russia e Ucraina? Cosa dicono i soldati di Putin fatti prigionieri

Quando finirà la Guerra Russia Ucraina? È la domanda che tanti si pongono e a cui ha cercato di dare una risposta nella sua lunga analisi uscita su «Il Corriere della Sera» Marco Imarisio. In un primo momento si pensava che non fosse nient’altro che un’indiscrezione: “Lo Stato maggiore di Kiev aveva fatto filtrare la voce che molti soldati russi fatti prigionieri avrebbero riferito di aver ricevuto dai loro superiori la notizia che la guerra sarebbe finita per il prossimo 9 maggio”, spiega il giornalista. In verità, però, quella data da cerchiare in rosso sul calendario ora sembra molto più che l’ennesima banderuola dello zar per dare corpo alla sua propaganda. Ad avvalorare questa tesi la notizia ufficiale del restringimento dell’operazione, «con l’intenzione dichiarata di concentrare lo sforzo bellico nel Donbass, come se ci fosse bisogno di un risultato immediato». Da qui la paura che possa sul serio accadere nelle prossime settimane qualcosa di molto importante.

Russia Ucraina

Quando finirà la guerra Russia-Ucraina? Cosa dicono i soldati di Putin fatti prigionieri

Il 9 maggio non è un giorno qualunque. È la data in cui i russi celebrano la ’Giornata della vittoria’ sulla Germania nazista durante la Seconda guerra mondiale. Ogni anno, fino al 2019 quando l’evento venne interrotto causa Covid, viene messa in piedi un’imponente parata militare sulla Piazza Rossa. “Si celebra la Festa della vittoria, diventata ancora più importante durante il ventennio di Vladimir Putin, che ha voluto fare del patriottismo l’idea nazionale che secondo lui mancava per tenere compatto un Paese ancora scosso dalla disgregazione dell’Urss e dalla crisi economica degli ultimi anni di Boris Eltsin”, scrive Marco Imarisio sul «Corriere della Sera». E potrebbe essere d’intralcio per lo zar l’idea di sedersi circondato da veterani durante la parata senza aver portato a casa un qualche risultato dalla guerra in Ucraina.

Guerra Russia Ucraina

Cosa significa il 9 maggio per lo zar

Un evento che ha grande risonanza nel Paese: «In ogni città marceranno a migliaia di discendenti dei vincitori contro il nazifascismo, che porteranno i ritratti dei padri e dei nonni, uniti dallo slogan scolpito all’ingresso del cimitero Piskariovskoye di Pietroburgo, all’epoca Leningrado, dove sono sepolte le vittime dell’assedio. ‘Nessuno è dimenticato, nulla è dimenticato’», riferisce sempre Imarisio. Per Putin l’obiettivo non è l’occupazione dell’Ucraina, ma la sua ‘denazificazione e demilitarizzazione’. Il 9 maggio prossimo potrebbe dunque essere, nella mente del leader del Cremlino, una nuova giornata di “trionfo del patriottismo”, come lui stesso chiamò la parata di otto anni fa. Lo fece dopo l’annessione della Crimea, quando evidenziò l’importanza di “essere fedeli alla madrepatria e di difendere i propri interessi”. Leggi anche l’articolo —> Russia-Ucraina, nuove atrocità: timore per l’«operazione speciale» del generale Dvornikov

 

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