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Italia a rischio quarta ondata, Crisanti fa chiarezza: ecco quando calerà l’efficacia dei vaccini

Quarta ondata in Italia, ci siamo dentro? Gli ultimi dati epidemiologici certificano che la curva è in risalita, ma per adesso il nostro paese è lontano dai numeri che del resto dell’Europa. Alcuni studi dicono che dopo sei mesi la protezione del vaccino contro l’infezione da Covid si riduce. Per questo motivo il professor Andrea Crisanti, ordinario di microbiologia all’Universita di Padova, in questi giorni sottolinea l’importanza della terza dose. La maggior parte degli Italiani infatti si è immunizzata tra aprile e agosto del 2022: con l’arrivo dell’inverno non si possono correre rischi.

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Italia a rischio quarta ondata, Crisanti fa chiarezza: quando cala l’efficacia dei vaccini

Il microbiologo Andrea Crisanti ha spiegato che «la dinamica della quarta ondata dipende da due fattori: il numero di persone vaccinate e la durata del vaccino. La combinazione di questi 2 elementi determina quante persone sono protette. In Italia abbiamo fatto la maggior parte delle vaccinazioni tra aprile e fine luglio, usufruiamo di una protezione ancora molto elevata, visto che la protezione rimane elevata per 6 mesi». Il problema è che dopo sei mesi «la protezione contro l’infezione scende dal 95% al 40%», ha detto l’esperto. Invece, l’efficacia contro «la sintomatologia e contro la probabilità di ammalarsi in modo grave», scende dal 90% al 65%. Per questa ragione ha chiarito Crisanti, «tra 2-3 mesi avremo la maggior parte delle persone vaccinate tra aprile e luglio ancora protette dal rischio di ospedalizzazione, ma potranno contagiarsi e trasmettere il virus. Bisogna concentrarsi sulle terze dosi, a questo punto». Il microbiologo ha sottolineato: «I non vaccinati sono relativamente pochi, costringersi alla vaccinazione cambierebbe poco. Lo sforzo per farli vaccinare sarebbe elevato, come il prezzo politico che si rischia di pagare. Non ne vale la pena».

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Il generale Figliuolo: «Nonostante l’aumento dei contagi in tutta Europa, l’Italia è tra le nazioni messe meglio e credo che il prossimo Natale sarà un buon Natale»

Le somministrazioni da noi però procedono a rilento: solo il 30% degli oltre 5,7 milioni di italiani che ne avrebbero diritto ha ricevuto la terza dose. L’obiettivo del governo è quello di accelerare soprattutto in vista delle feste, evitando un lockdown. Il generale Figliuolo ha assicurato che si farà tutto il possibile: «Nonostante l’aumento dei contagi in tutta Europa, l’Italia è tra le nazioni messe meglio e credo che il prossimo Natale sarà un buon Natale». A destare particolare preoccupazione due studi, di cui uno del consorzio Kaiser Permanente e di Pfizer, pubblicato su ‘The Lancet’ a inizio ottobre. Il timore però è che novembre e dicembre possa esserci un aumento (fisiologico) di persone a rischio infezione. Leggi anche l’articolo —> Natale 2021 al riparo dal Covid, Matteo Bassetti svela: “Vacanze salve, ma ecco sa dobbiamo fare”

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