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Recovery Plan, Fassina (Leu): “Starei più attento ad utilizzare aggettivi come epocale e storico”

Recovery Plan, “starei più attento ad utilizzare aggettivi come epocale e storico. E’ un provvedimento con grandi potenzialità, ma siamo in un contesto di crollo del pil da guerra mondiale. Sarebbe stato meglio dare più tempo al Parlamento per discutere il Pnrr, potevamo consegnarlo all’Europa anche con una settimana di ritardo”. Stefano Fassina, deputato di Leu, è intervenuto ai microfoni di Cusano Italia Tv per commentare la presentazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza da parte del premier Mario Draghi alla Camera.

Recovery Plan, Fassina (Leu): “Starei più attento a dire epocale e storico, al Parlamento serviva più tempo”

Sul Recovery Plan Stefano Fassina ha un’opinione prima da di tutto da economista. “Bisogna essere un po’ più attenti all’uso degli aggettivi. ‘Epocale’ e ‘storico’ sono due aggettivi da utilizzare con cautela. E’ senza dubbio un provvedimento importante, che ha grandi potenzialità, ma c’è un contesto in cui collocarlo che è ad esempio quello del crollo del Pil da guerra mondiale, quindi anche la dimensione degli interventi va commisurata alla dimensione del problema”.

“Il fatto che siano interventi mai visti prima – afferma Fassina – deriva dal fatto che siamo di fronte ad una situazione mai vissuta in tempi di pace. Dunque sono interventi importanti, ma vanno giustamente dimensionati. Il punto che abbiamo sottolineato in aula riguarda il coinvolgimento del Parlamento. C’è una parte della maggioranza che sosteneva il governo Conte e parlava di uomo solo al comando, oggi noi abbiamo discusso la versione finale del Pnrr che ci è arrivata domenica”.

“E’ rimasto poco tempo è vero”, osserva Fassina. “Ma se si fosse dato più tempo al Parlamento e si fosse presentato in Europa una settimana dopo sarebbe stato meglio. Le riforme le fa il Parlamento e siccome le misure delle riforme diventano anche condizioni per avere i finanziamenti, c’è bisogno che il Parlamento venga coinvolto in anticipo. Non intendo arretrare su questo punto, il Parlamento deve essere centrale e su questo ci misureremo”. E in questo, giusto osservarlo, la sinistra che rappresenta Fassina ha lo stesso punto di vista della destra di Giorgia Meloni.

“Riaperture? Si è scelto di continuare a dare priorità alla salute”

Fassina ha parlato anche delle riaperture, iniziate progressivamente da ieri, 26 aprile 2021. “Dall’inizio della pandemia evito di improvvisarmi virologo ed epidemiologo, ho sempre cercato di approfondire e comprendere le ragioni delle proposte che venivano dal governo”, ha affermato Fassina. “Mi pare che la scelta fatta con l’ultimo decreto covid abbia bilanciato interessi diversi, assumendosi qualche rischio”.

“Si è scelto – ha proseguito il deputato di Leu – di continuare a dare priorità alla salute, all’esigenza di non richiudere rispetto ad aperture precoci come successo in Sardegna. Nello stesso tempo però ha tenuto conto della situazione drammatica di tanti lavoratori, autonomi, professionisti e imprese. Ha tenuto un equilibrio che va superato in direzione delle aperture, attraverso due condizioni: intensificare la campagna vaccinale e dare indennizzi. Su quest’ultimo punto gli interventi non sono stati adeguati. Le perdite di fatturato possono significare cose molto diverse, con la stessa perdita puoi avere costi più alti o costi più contenuti. In questa fase dobbiamo preoccuparci di salvare più imprese possibili, perché dobbiamo ricostruire e non si ricostruisce sulle macerie”.

Gianni Sperti

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