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Recovery Plan, Mentana e la lettera ai leader politici: «Unica questione i soldi dell’armatore»

Ancora una volta il direttore del Tg di La7 Enrico Mentana ha scelto di affidare ai social il suo pensiero. Il noto giornalista ha pubblicato sulla sua pagina ufficiale una lettera aperta indirizzata ai leader politici: «Cari Vito Crimi, Nicola Zingaretti, Matteo Renzi, Roberto Speranza, Emma Bonino, Carlo Calenda, Matteo Salvini, Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni», ha esordito il 65enne milanese. «Mi rivolgo a voi perché siete i leader delle forze politiche rappresentate in parlamento (e i primi quattro di quelle che sorreggono il governo). Da cittadino, prima ancora che da giornalista con responsabilità editoriali vorrei trasmettervi il mio profondo sconcerto e la mia preoccupazione per quello che non sta accadendo», ha proseguito l’autore tv.

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Mentana

Recovery Plan, Mentana e la lettera ai leader politici: «Unica questione i soldi dell’armatore»

«Mi spiego. Sono sei mesi, da quando si è esaurita la prima ondata della pandemia, che sento parlare di “Progettare il Rilancio”. Era proprio quello il titolo dei famosi Stati Generali del governo. Mi illudevo, come tanti altri, che la situazione di drammatica gravità attraversata dal Paese rendesse necessario un confronto sul futuro. Col coinvolgimento di tutte le forze politiche, sociali e culturali, con una presa di coscienza collettiva del bivio epocale che avevamo e abbiamo davanti: assecondare il declino del paese con una logica conservativa da dopo terremoto (ricostruiamo tutto com’era prima, accontentando tutti, e pazienza se eravamo già prima pieni di ritardi e storture) o dare una visione, una prospettiva e un futuro all’Italia», ha scritto Mentana.

Mentana

«Lo scontro delle idee sarebbe stato appassionante. Ho scritto “sarebbe stato” perché quel dibattito non è mai cominciato…»

«Da come l’ho messa, è evidente la mia preferenza, per quel poco che conta: ma in ogni caso il confronto, lo scontro delle idee sarebbe stato appassionante, e necessario anche a voi forze politiche per proiettare verso l’avvenire programmi che sembrano spesso avere come traguardo più lontano le prossime elezioni. Ho scritto “sarebbe stato” perché quel dibattito non è mai cominciato. Non ve ne è traccia negli atti di governo, nei resoconti parlamentari, nei documenti di partito. Nulla di nulla. Si sta esclusivamente discutendo, e solo nel governo, di quale struttura dare alla cabina di regia del Recovery Plan e di come suddividere le aree di gestione dei progetti da mandare a Bruxelles», ha continuato su Facebook il giornalista.

Enrico Mentana

Recovery Plan, Mentana si sfoga sui social: «È tutto buio…»

«Ma la sostanza, al di là della “governance”, dove è finita? Quali sono i progetti? Discussi dove? Con quale ratio? Con quale composizione (a parte quella algebrica che, ci scommetterei, porterà a una somma complessiva di spesa pari a 209 miliardi)? Quei soldi sono per oltre metà debiti di tutti noi, come tutti quelli già spesi in questi mesi terribili. E tutti noi abbiamo quindi pieno diritto di conoscere la genesi, la motivazione e il vantaggio di ciascuna scelta. Invece è tutto buio: lo è perfino all’interno dell’esecutivo e della sua maggioranza, senza che nessuno o quasi lo faccia neppure notare, e senza che le stesse forze di opposizione mostrino di dolersene al di là del minimo sindacale di qualche dichiarazione o tweet», ha dichiarato Mentana.

Mentana

«Abbiamo già mezzo anno di ritardo, non sprechiamo altro tempo», l’appello di Mentana ai politici italiani

«Le priorità e le urgenze, nella vostra gerarchia di questi giorni, sembrano altre: la battaglia sul Mes o quella contro la modifica dei decreti sicurezza. Questo è incomprensibile, e soprattutto è autolesionistico. Quello che noi chiamiamo Piano di risanamento, nascondendoci dietro la locuzione inglese Recovery Plan, si chiama nella realtà Next Generation Eu: prossima generazione, non prossimo voto, prossima resa dei conti, prossima spartizione. C’è un dovere, nei confronti dell’opinione pubblica e soprattutto della sua parte più giovane d’età, la più penalizzata, ancora una volta, dalla crisi Covid. Il dovere di discutere apertamente del piano da cui dipenderà il futuro di tutti. Non sarà un caso che lo chiedano allo stesso modo Confindustria e Cgil, che hanno voce potente, e nella società tanti altri che invece non possono essere sentiti. Abbiamo già mezzo anno di ritardo, non sprechiamo altro tempo: se dobbiamo far approdare la nave Italia dobbiamo prima decidere il porto, quindi la rotta, e poi l’equipaggio. Qui pare che l’unica questione siano i soldi dell’armatore…», ha concluso sulla sua pagina Facebook Enrico Mentana. Leggi anche l’articolo —> Mattarella nero sul Mes, indiscrezione di “Dagospia”: «Un nuovo governo guidato da lei…»

Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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