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Reddito di cittadinanza, le novità: taglio degli assegni e offerte di lavoro

Il Governo Draghi ha illustrato la riforma del reddito di cittadinanza alla cabina di regia questa mattina, 28 ottobre 2021. Le modifiche del reddito di cittadinanza comportano innanzitutto un taglio degli assegni per certe categorie di beneficiari. Inoltre ci saranno regole più severe, specialmente per quanto riguarda le offerte di lavoro. Lega, Italia Viva e PD hanno già approvato una stretta sul contributo, ancora dubbioso il M5S.

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Reddito di cittadinanza taglio assegni: per chi

L’anno prossimo alcune categorie di riceventi non percepiranno l’intera somma del reddito di cittadinanza. Per ora è incerto l’importo del taglio. Comunque il meccanismo utilizzato sarà lo stesso previsto per la NASpI: dopo un certo numero di mensilità l’assegno verrà tagliato di una certa percentuale. Le mensilità dovrebbero essere quattro o sei. Non si sanno ancora le cifre ma non dovrebbe comunque essere più alta di quanto previsto per i disoccupati, quindi dovrebbe attestarsi intorno al meno 3% ogni mese. Alcuni però potranno continuare a percepire il reddito senza alcun taglio dell’assegno. Stiamo parlando coloro che non si trovano nella condizione di poter lavorare ossia disabili, minori e anziani.

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Reddito di cittadinanza: cambiano le regole per le offerte di lavoro

Oggi il reddito di cittadinanza decade al rifiuto della terza offerta di lavoro congrua, ma solo per i beneficiari che percepiscono l’assegno da meno di 18 mesi. Ora, è difficile in realtà definire l’offerta congrua: non è chiaro se i Centri per l’Impiego abbiano una procedura chiara per tracciarla.

Superati i 18 mesi, in caso di rinnovo dell’assegno, il reddito di cittadinanza si perde anche solo rifiutando una sola offerta di lavoro congrua. In questo caso si considerano tutte le offerte di lavoro che provengono da ogni parte d’Italia, oppure da un massimo di 250 chilometri per i nuclei in cui ci sono componenti minori o disabili. Con la riforma dell’RdC non si possono rifiutare più di due offerte nei primi 18 mesi. La differenza è che al secondo rifiuto, non si può più richiedere il contributo.>>Tutte le notizie

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