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Renzi e la verità sul Mattarella bis: «Con Letta tutto cambiato dopo un caffè…»

«È la sconfitta di alcuni politici, non della politica. Apprezzo il salutare ripensamento di alcuni colleghi. Pensi a Salvini che nel 2015 twittava “Mattarella non è il mio Presidente” e ora si intesta la rielezione. Oppure ai Cinque Stelle che volevano l’impeachment del Presidente e adesso esultano come allo stadio. Il Parlamento di sovranisti e populisti elegge il Presidente scelto da noi nel 2015: hanno perso loro, noi brindiamo». Comincia così l’intervista uscita su «Il Corriere della Sera» di Maria Teresa Meli al leader di Italia Viva Matteo Renzi, chiamato a commentare la nomina del 13esimo presidente della Repubblica. Il Mattarella bis non era la prima opzione: «Meglio costringere Mattarella al bis che rimpiangere per sette anni le soluzioni strampalate last minute di qualche presunto leader», ha spiegato l’ex sindaco di Firenze.

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Renzi Mattarella bis

Renzi, la verità sul Mattarella bis: «Con Letta tutto cambiato dopo un caffè»

«Salvini ha scambiato la ricerca del presidente della Repubblica con la ricerca del super ospite a Sanremo: cercava il nome a effetto. Quando un pomeriggio il leader della Lega è sparito tre ore per andare a casa di Cassese, ho sperato che almeno gli tornasse utile la lezione di diritto che il professore avrà provato a dargli. Anche perché per me Cassese è in assoluto il migliore. E invece nulla, Salvini si è mosso senza logica. Una volta voleva l’accordo con Letta, poi con Conte, poi con Meloni, poi con noi. Alla fine è riuscito nel risultato di scontentare tutti, a cominciare dai suoi», ha dichiarato al «Corriere della Sera» Renzi, commentando l’atteggiamento del leader del Carroccio. Sul centrodestra andato in frantumi, l’ex premier ha asserito: «Sì, non c’è più, ha detto Meloni. E non è che i Cinque Stelle siano messi meglio. Saranno mesi di cantieri all’interno dei vari schieramenti politici. Ma è prematuro immaginare che cosa accadrà. La conferma di Mattarella e di Draghi portano stabilità al Paese e questo paradossalmente consentirà l’evoluzione del quadro partitico».

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«In tanti pensavano che avrei votato Casellati pur di diventare Presidente del Senato»

Ne uscirà indebolito il governo da quest’elezione di Mattarella? Cosa accadrà? «Spero che Draghi riprenda il timone del governo con più forza. Che non significa ignorare il Parlamento ma sfidare la politica in positivo. Draghi non è indebolito. Ma il suo governo oggi può fare di più e meglio: sbloccare le infrastrutture, semplificare le regole della dad a scuola, mettere a terra i progetti del Pnrr, combattere in Europa la battaglia sul debito. Tutte cose che il premier farà, ne sono certo. E noi saremo al suo fianco. La legislatura durerà fino al 2023: mai avuto dubbi a tal proposito anche se Conte ha sognato di interromperla prima». A proposito della sintonia ritrovata con il leader del Pd Letta, Renzi ha dichiarato: «Sui temi di fondo siamo sempre dalla stessa parte. Enrico si è tranquillizzato quando ha capito che non avrei mai fatto asse sulla Casellati. In tanti pensavano che avrei votato Casellati pur di diventare Presidente del Senato. Ma io mi chiamo Matteo Renzi: combatto contro tutti per le mie idee, non per un tornaconto personale. Quando davanti a un caffè ho chiarito a Letta che non avrei mai accettato lo scambio di poltrone è cambiato il clima. E abbiamo lavorato meglio». Leggi anche l’articolo —> M5s, scontro tra Di Maio e Conte: “In gioco sentenza di espulsione”, il retroscena

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