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Riapertura discoteche, la Lega vuole una data: “Solo in Italia la gente è ancora chiusa in casa”

Discoteche aperte, discoteche chiuse: da oltre un anno il mondo della notte subisce le misure più restrittive anti covid. Quello della notte ormai è un settore praticamente dimenticato, e che non sembra dover rientrare nel programma delle riaperture. “Abbiamo avuto l’ennesima dimostrazione che alla politica non interessa niente delle nostre imprese, delle nostre famiglie e dei nostri lavoratori. Per loro siamo trasparenti, siamo un comparto economico che non ritengono nemmeno degno di una discussione”, ha dichiarato infatti Gianni Indino, presidente del Silb-Fipe Emilia Romagna una volta presa conoscenza dell’ennesimo slittamento. Ed è proprio per questo che oggi la Lega chiederà, ancora una volta, al Consiglio dei ministri di decidere una data per la riapertura delle discoteche.

discoteche chiuse

Riapertura discoteche, la Lega chiede una data

Da quando è scoppiata la pandemia, i locali da ballo e più in generale i giovani sono stati usati da capro espiatorio per nascondere una serie di politiche e di decisioni completamente errate. Oggi, però, l’altra faccia della medaglia della chiusura costante delle discoteche sono i pericolosi assembramenti in strada, in zone non in grado di gestire le folle, in casa. Proprio per questo la Lega di Matteo Salvini chiederà, di nuovo, una data ufficiale per l’apertura in sicurezza delle discoteche. “Preferisco un divertimento sano e controllato ai rave party abusivi in cui ci si devasta di droghe e alcol”, ha dichiarato infatti l’ex ministro dell’Interno. “Non lasciamoci rinchiudere in casa dalla paura. In tutta Europa le discoteche hanno riaperto, sono chiuse solo in Italia, forse a qualcuno in Italia è utile tenere la gente rinchiusa in casa”.

Il dibattito, però, è del tutto aperto. Molti esperti, così come tanti politici hanno ribadito il loro parere contrario. Mentre il Comitato tecnico scientifico ha già dato il via libera alla riapertura dei locali da ballo. Anche il ministro del Turismo Massimo Garavaglia sta lottando per far ripartire il mondo della notte, insistendo sulla necessità di permetterla in sicurezza. Le preoccupazioni a riguardo, tuttavia, sono ancora alte. In particolare se si analizza quanto sta succedendo all’estero, dove i contagi stanno tornado a salire.

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discoteche covid sardegna

Riapertura discoteche, Garavaglia: “E’ necessaria per fronteggiare il fenomeno delle aggregazioni incontrollate”

Da una parte, quindi, c’è chi come il ministro del Turismo Garavaglia sostiene la necessità di decidere una data per la riapertura delle discoteche così da riuscire a “frondeggiare il fenomeno negativo e pericoloso delle aggregazioni incontrollate e occulte che avverrebbero nei locali o in luoghi non idonei e privi di controlli, come case private, spiagge o altro”. Ovviamente, il tutto deve essere fatto in sicurezza, magari con l’imposizione di presentare il green pass. Dall’altra, però, c’è chi esprime ancora molte perplessità. Un esempio è il virologo Fabrizio Pregliasco, il quale si è detto d’accordo con l’ipotesi di far slittare ulteriormente la data. E questo nonostante la “sofferenza di quelle strutture, che però rappresentano l’esempio di facilitazione della diffusione del virus nel momento in cui è fatta come la conosciamo e come ci piace”.

Infine, secondo Massimo Galli, il responsabile del reparto di Malattie infettive dell’Ospedale Sacco di Milano, “se il governo e le autorità locali sono in grado di garantire l’apertura e fare in modo che questa avvenga con le dovute precauzioni, facendo applicare le regole come si deve, allora il punto può essere superato”. Insomma, le posizioni sono molto distinte e per questo non si può dare per scontato che il Consiglio dei ministri arrivi a una decisione in tempi brevi. >> Tutte le notizie di UrbanPost

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