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I bar riaprono il 26 aprile, ma il governo si è dimenticato di inserirli nel decreto

Lunedì 26 aprile entra in vigore il nuovo decreto del governo Draghi che prevede il ripristino delle zone gialle, quindi anche le riaperture di alcune attività come i bar e i ristoranti. Secondo quanto emerso fino adesso, tra l’altro, la maggior parte dell’Italia dovrebbe riuscire ad allentare le misure anti contagio, entrando proprio nella fascia di rischio più bassa. Ma quali sono le nuove regole da rispettare? Il testo del dl sembra molto confuso, e soprattutto dimentica di alcuni settori che potranno riaprire le porte ai propri clienti. Per esempio, i bar non sono nemmeno citati. 

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Riaperture 26 aprile, il testo non cita i bar

Come sappiamo, in zona gialla i bar e i ristoranti possono tornare a effettuare il servizio al tavolo. Con il nuovo decreto che entrerà in vigore lunedì 26 aprile, però, questa concessione viene indirizzata esclusivamente ai locali che dispongono di spazi all’aperto, e negli orari dettati dal coprifuoco. Leggendo il testo, tuttavia, salta all’occhio l’assenza di direttive specifiche per quanto riguarda i bar. All’articolo 4, infatti, quello dedicato a questi settori, si parla esclusivamente di “servizi di ristorazione”. Niente sui bar. “‘Mamma, ho dimenticato i bar’. È quello che si potrebbe dire, parafrasando il titolo di un celebre film per ragazzi, riguardo all’ultimo provvedimento di Governo”, ha per tanto dichiarato ironicamente Paolo Bianchini, presidente di MIO Italia, Movimento Imprese Ospitalità.

“Nel decreto Riaperture, pubblicato in Gazzetta ufficiale, viene specificato (articolo 4, commi 1 e 2) cosa sarà consentito da lunedì alle attività dei servizi di ristorazione in zona gialla. Ma, attenzione: non si parla dei bar. Da nessuna parte. Così nasce spontanea una domanda: il 26 aprile, cappuccino e cornetto potranno essere consumati tranquillamente al banco e al tavolo, quindi al chiuso, oppure no?”, si è chiesto inoltre. Lo stesso vale, per esempio, per gli stabilimenti balneari. Molti stabilimenti italiani, infatti, dispongono anche della licenza accessoria di ristorazione. Potranno aprire, oppure dovranno aspettare delle specifiche in quanto imprese disposte sul suolo demaniale? Anche se mancano pochi giorni, ancora non sembra dato sapersi.

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Riaperture 26 aprile, Bianchini: “Cosa saranno mai 150mila bar?”

Chiedo per un amico. Anzi: per 360mila amici. Tanti sono gli addetti nei circa 150mila bar d’Italia. Il Governo, in un atto ufficiale, si è dimenticato di tutti loro: di un pezzo fondamentale del comparto dell’ospitalità a tavola”, ha sottolineato poi Bianchini. “Una singolare amnesia selettiva sulla quale gli esperti della mente umana, non i virologi (per fortuna nostra, in questo caso), dovrebbero investigare. Probabilmente, l’impegno profuso nel puntare i piedi sostenendo misure ideologiche nonché assurde, incomprensibili e antidemocratiche, come il coprifuoco alle 22, ha fatto trascurare, nella lucida mente di qualcuno, un aspetto sostanziale e di vitale importanza  per la vita dei piccoli imprenditori e l’economia del Paese”, ha inoltre aggiunto.

Ma in fondo, 150mila bar, 360mila persone e relative famiglie, cosa saranno mai? Vuoi mettere la soddisfazione di continuare a tenere gli italiani chiusi e impauriti nelle loro case? Per la cronaca, oggi siamo al 132esimo giorno di restrizioni”, ha detto in conclusione. >> Tutte le notizie di UrbanPost

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