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Riforma delle pensioni, le ipotesi sul tavolo: come si sta pensando di ridurre l’assegno

Si torna a parlare della riforma delle pensioni, di uscita anticipata e della riforma del sistema previdenziale. Il governo è al lavoro per evitare il ritorno alla legge Fornero: il premier Draghi sa di dover trovare un punto di incontro con i sindacati. Impresa tutt’altro che facile: l’ex numero uno della Bce è consapevole che la sola via di fuga è arrivare ad un equilibrio tra le risorse messe a disposizione delle casse dello stato e le richieste dei sindacati. Non si parla più soltanto di una possibile estensione di Quota 41 e di riconoscere a più soggetti il ricorso all’Ape Sociale, ma anche della cosiddetta «pensione a due tempi». A chiarire di che si tratta «Qui Finanza».

riforma pensioni 2022

Riforma delle pensioni 2022, le ipotesi sul tavolo: come si sta pensando di ridurre l’assegno

Il sistema su cui si basa la pensione a due tempi prevede un tipo di erogazione diversa dell’assegno a seconda del momento in cui una persona decide di fissare l’uscita dal lavoro. Esso riconoscerebbe l’assegno previdenziale al raggiungimento di un’età anagrafica di 64 anni e 20 anni di contributi versati regolarmente allo stato. In quest’ultimo caso, come spiega «Qui Finanza» “verrà liquidata subito la pensione contributiva (pari cioè ai contributi versati) che sarà integrata poi da quella previdenziale (che comprende cioè tutte le tutele Inps e previdenziali spettanti al lavoratore)”. In caso di anticipo, l’importo varierà appunto in «due tempi» diversi.

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Nessuna conferma, l’esecutivo al lavoro per evitare il ritorno alla legge Fornero

“La pensione a due tempi necessita di un tipo di compromesso, sia da parte dell’ente erogatore sia da parte del contribuente. L’ammissione a tale tipo di trattamento comporta infatti una decurtazione sull’assegno pensionistico spettante. Più si attende per la pensione, maggiori saranno i contributi versati e quindi più alto l’importo erogato dall’Inps. Al contrario, il pensionato dovrà tenere conto che riceverà un minore importo per tutti gli anni che lo separano dalla pensione di vecchiaia”, chiarisce sempre «Qui Finanza». L’altra strada potrebbe essere quella dell’assegno decrescente. Ad ogni modo tutte le ipotesi sono sul tavolo del governo Draghi. Nulla è confermato. Leggi anche l’articolo —> Bonus bollette 2022, a chi spetta e come richiederlo: cosa vuol dire che è retroattivo

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