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Rivolta in Kazakistan, decine di morti e migliaia di feriti nella notte: arrivano le truppe russe

La rivolta del carburante in Kazakistan diventa ogni giorno più drammatica: la scorsa notte, a causa di una guerriglia urbana, decine di manifestanti e agenti della polizia sono morti durante le repressioni. Le autorità del Paese ora hanno annunciato l’avvio di una “operazione antiterrorismo contro i saccheggiatori e i rivoltosi condotta in modo congiunto da forze di sicurezza ed esercito”. Intanto, Mosca ha inviato delle truppe per tentare di fermare le proteste, ma la situazione è a dir poco tragica.

Rivolta del carburante in Kazakistan, nella notte decine di morti

In Kazakistan continuano le violenti proteste scoppiate in seguito all’aumento dei prezzi del carburante. Secondo un bilancio ritenuto preciso riportato dal comando di Polizia di Almaty a Ria Novosti, sono almeno 13 i poliziotti uccisi nella città epicentro delle manifestazioni. Due di questi pare siano stati anche decapitati. Stando a quanto riferito dalle forze dell’ordine, poi, decine di manifestanti sono stati uccisi mentre cercavano di assaltare alcuni edifici delle forze dell’ordine e della politica. Più di mille persone, inoltre, negli ultimi due giorni sono rimaste ferite. Di queste, almeno 400 sarebbero ricoverate in ospedale, e altre 62 sarebbero in terapia intensiva.

Per tentare di fermare le proteste è intervenuta Mosca inviando decine di mezzi blindati e truppe. I militari sono già arrivati nella piazza di Almaty. Nonostante questo, le sparatorie sono continuate tutta la notte, proseguendo anche in mattinata. “Le truppe sono arrivate in piazza e hanno iniziato a ripulirla dai rivoltosi”, ha riferito un cronista dell’agenzia russo Tass. “E’ in corso un’intensa sparatoria”, ha aggiunto poi. Chiaramente, i disordini stanno causando ingenti danni in tutta la città. A sottolinearlo sono in particolare le autorità del Paese, che hanno annunciato l’avvio di una “operazione antiterrorismo contro i saccheggiatori e i rivoltosi condotta in modo congiunto da forze di sicurezza ed esercito”.

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Kazakistan, il Csto pronto a inviare delle truppe

L’Organizzazione del trattato per la sicurezza collettiva (Csto), composta da sei ex repubbliche sovietiche guidate da Mosca, ritiene che i disordini in corso in Kazakistan siano “in parte dovuti a un intervento dall’estero”, si legge in un comunicato pubblicato sul sito del Cremlino.

Presto verranno inviate “forze di peacekeeping” da parte della Csto per “un periodo limitato di tempo con l’obiettivo di stabilizzare e normalizzare la situazione nel Paese” a fronte delle “minacce alla sicurezza nazionale e alla sovranità del Kazakistan” causate “in parte da interventi dell’estero”. Oltre a questo, però, non sono stati forniti ulteriori dettagli dell’operazione. Intanto, tutti i servizi internet risultano bloccati o limitati nel territorio. >> Tutte le notizie di UrbanPost

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