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Roberta Ragusa cadavere: nascosto nel tombino di casa? Antonio Logli inedita intercettazione

Roberta Ragusa, il corpo in un tombino della sua casa? Terribile ipotesi, questa, paventata dal settimanale Giallo che pubblica in esclusiva, nel numero di questa settimana, una intercettazione fatta ad Antonio Logli – marito della donna scomparsa condannato in via definita a 20 anni di reclusione per omicidio volontario e distruzione di cadavere – mentre parlava con l’allora amante segreta Sara Calzolaio.

Antonio Logli e Sara Calzolaio Foto settimanale Giallo

Antonio Logli e Sara Calzolaio Foto settimanale Giallo

Antonio Logli: inedita intercettazione pubblicata da Giallo

Questo il virgolettato oggetto del focus del settimanale diretto da Andrea Biavardi: “Venne (un carabiniere ndr) e disse: ‘C’avete i tombini di scarico dei gabinetti? Sì, glieli ho fatti vedere. Li aprì, guardò e disse:  ‘Cosa c’è dentro?’. C’è l’acqua! Dio Cristo, ma se vuoi guardà dentro, chiama la botte della Gea … vuotali piano piano, se pensi che ci possa essere. Perché da quello che ho capito, pensavano che io avessi messo mia moglie in un tombino. e invece no, ha levato i tappi, ha appurato che c’era l’acqua e li ha richiusi”. La frase pronunciata da Logli pubblicata fu intercettata in fase di indagini, subito dopo la scomparsa di Roberta Ragusa, avvenuta la notte a cavallo fra 13 e 14 gennaio 2012 a Gello di San Giuliano Terme. Il corpo della donna, nonostante lunghe e ripetute ricerche, non è stati mai trovato, ecco perché periodicamente si riaccende la speranza che i suoi resti possano essere rinvenuti.

Il tombino di casa Logli: il corpo di Roberta è stato nascosto lì?

Mentre parlava Logli sapeva di essere intercettato. Raccontò l’episodio a Sara come per lamentarsi della scarsa attenzione con cui vennero effettuate le ricerche, la superficialità con la quale i carabinieri cercarono in quel tombino di casa sua. Verrebbe da pensarlo, si legge su Giallo. “Un modo per depistare le indagini spacciandosi per un marito innocente e preoccupato per le sorti della moglie” scomparsa. Giallo dunque pone un interrogativo: perché Antonio Logli si soffermò proprio sul particolare del tombino che da casa sua conduce alle fogne? Davvero, come disse il marito di Roberta Ragusa, in quel tombino furono fatte ricerche superficiali, mai andate oltre un fugace sguardo? Dai boschi vicino casa al cimitero di Orzignano, dall’inceneritore del Comune di Gello al forno crematorio del cimitero, il cadavere di Roberta Ragusa fu cercato in diversi luoghi ma senza esito. E adesso si aggiunge questa sinistra ipotesi “tanto suggestiva quanto sconvolgente”, scrive Giallo, del tombino. E se il cadavere di Roberta fosse stato davvero nascosto lì? Maria Ragusa, cugina di Roberta, intervistata da Giallo ha detto al riguardo: “Gli investigatori si sono dati molto da fare, ma purtroppo il suo corpo è stato nascosto bene […] Spero però che si possa fare ancora qualcosa”. Leggi anche —> Roberta Ragusa ricerche online: voleva il divorzio da tempo, inedite rivelazioni a Quarto Grado

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