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Roberta Ragusa, Logli e i figli scrivono a Quarto Grado: nuova battaglia giudiziaria in corso

Caso Roberta Ragusa: la nuova battaglia giudiziaria di Antonio Logli è iniziata. L’avvocato da lui incaricato è già al lavoro. Si tratta di Enrico di Martino, del Foro di Massa, specializzato in reati di omicidio, associazione a delinquere e traffico d stupefacenti. Secondo fonti attendibili di UrbanPost il legale, in accordo con la famiglia Logli e Sara Calzolaio, avrebbe nominato come consulente tecnico la criminologa Anna Vagli. Insieme stanno lavorando al ricorso in Corte Europea.

A Quarto Grado, nella puntata andata in onda venerdì 19 giugno 2020, si è dato voce allo sfogo di Daniele e Alessia, figli di Antonio Logli e Roberta Ragusa, fermi sostenitori del proprio padre. A loro avviso, infatti, l’uomo sarebbe stato accusato e condannato ingiustamente per un delitto – quello di Roberta Ragusa – che non avrebbe mai avuto luogo. Il corpo della donna, lo ricordiamo, non è mai stato ritrovato.

Roberta Ragusa, Logli e figli LETTERE

Antonio Logli: lettera a Quarto Grado dove annuncia un “colpo di scena”

Logli passa al contrattacco per dimostrare la sua innocenza. In carcere dalla sera del 10 luglio 2019, non fa che ripeterlo. L’ex elettricista della Geste lo disse anche nell’ultima intervista rilasciata al programma Mediaset prima di essere tradotto in carcere: “Sono innocente, non ho ucciso mia moglie. Non sono una persona violenta e non ho mai litigato con nessuno”.

“Sono completamente estraneo alla sparizione di Roberta, che manca ogni giorno sia a me che ai miei figli”; Antonio Logli lo ha scritto nero su bianco anche nella recente lettera indirizzata a Francesca Carollo di Quarto Grado. “È per questo motivo che ho deciso di rivolgermi alla Corte Europea dei diritti dell’uomo”. 

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ENRICO DI MARTINO AVVOCATO (FOTO QUARTO GRADO)

“Effettivamente nel processo a carico di Antonio Logli mi pare che ci sia stata” – così l’avvocato Di Martino, incaricato di redigere il succitato ricorso – “una discrasia e una differenza fra il peso che è stato dato alle testimonianze a sfavore di Logli e quello dato invece alle testimonianze a suo favore”. La Corte Europea dei diritti dell’uomo è un tribunale internazionale con sede a Strasburgo a cui si rivolge chi reputa di essere stato vittima di una violazione dei propri diritti da parte dello Stato. E Logli si considera appunto vittima di un errore giudiziario. Quali carte giocherà l’avvocato nel tentare di ribaltare la sentenza definitiva a 20 anni di reclusione inflitta al suo assistito?

Logli: “Smentisco di avere plagiato i miei figli”

L’approfondimento del programma Mediaset si è focalizzato sulla reazione di Alessia e Daniele Logli alle indiscrezioni giornalistiche di qualche settimana fa, secondo le quali entrambi sarebbero stati “manipolati” e “plagiati” dal padre, e per questo convinti della sua innocenza. Fatto, questo, smentito anche da Antonio Logli. “Ho letto considerazioni che ritengo particolarmente tendenziose – per usare un eufemismo – che coinvolgono non soltanto la mia persona, ma anche e soprattutto quella dei miei figli, in particolare Daniele. Voglio smentire categoricamente il fatto che mi viene imputato, di averli plagiati con i miei discorsi e comportamenti”.

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Le lettere di Daniele e Alessia Logli

Antonio Logli viene difeso con forza, anche dopo la condanna definitiva a 20 anni, da entrambi i figli. “Ho sopportato mordendomi la lingua sopportando l’accusa di essere stato plagiato […] Trovo queste accuse non solo immeritate, ma anche offensive nei confronti della mia intelligenza”. Ha scritto Daniele nella lettera inviata a Quarto Grado. Il ragazzo ha spiegato di avere maturato la convinzione che suo padre sia innocente non solo sulla scorta dello stretto legame tra loro, ma anche dei dati emersi dalle indagini. “Chi mi accusa (di essere stato plagiato ndr) sta mettendo in discussione il bene che ho sempre voluto a mia madre, e di questo si deve vergognare”.

Anche Alessia ha risposto alle critiche mosse a lei e a suo fratello. Ha rivelato che il rapporto affettivo con il padre ha preso vigore soprattutto dopo la scomparsa di Roberta, alla quale lei era molto legata, anche perché Antonio era spesso assente per via degli impegni di lavoro. E solo dopo la scomparsa della mamma, Alessia si è avvicinata affettivamente a suo padre “ed ho scoperto la persona meravigliosa che è. Non è stato facile da entrambe le parti convivere”. “Non mi ha mai educato e fatto crescere secondo il suo pensiero. Sia io che mio fratello abbiamo pensieri indipendenti l’uno dall’altro”. —> Leggi su UrbanPost tutto sul caso Roberta Ragusa

La lettera di Daniele Logli a Quarto Grado: 

 

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