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Romeo, 17enne ucciso a Formia dopo una rissa: analisi dei filmati per rintracciare altri coinvolti

Romeo Bondanese, il 17enne ucciso a Formia. E’ nelle telecamere del Mc Donald’s di via Vitruvio e in quelle sull’intera strada che si cercano i volti degli altri ragazzini che ieri sera, intorno alle 19:30, hanno partecipato alla rissa in cui ha perso la vita Romeo Bondanese, morto all’ospedale “Dono Svizzero” dove era arrivato in condizioni disperate. Accoltellato all’inguine, il 17enne di Formia, calciatore in una squadra locale, avrebbe discusso per futili motivi con un 16enne della provincia di Caserta, rintracciato poco dopo e sottoposto a fermo di indiziato di delitto.

Romeo Bondanese ucciso a Formia

Proprio lui, secondo gli investigatori, avrebbe impugnato la lama non ancora trovata: la stessa che avrebbe ferito anche un amico della vittima, sottoposto a un lungo intervento chirurgico per suturare una profonda lesione a una coscia e tuttora ricoverato con 60 giorni di prognosi. Il minorenne casertano, ferito anche lui a una mano, è stato poi accompagnato in un centro di accoglienza per minori.

Romeo Bondanese ucciso a Formia, il Questore di Latina: “Fatto gravissimo ma diverso dal caso Willy”

“Gli effetti della rissa costata la vita Willy sono gli stessi di questa nella quale ieri è morto un 17enne a Formia. E’ la dinamica ad essere diversa, così come il dolo, la volontà di uccidere, che in questo caso credo manchi”. A parlare all’Adnkronos è il Questore di Latina, Michele Maria Spina. La rissa tra minorenni finita nel tardo pomeriggio di ieri con la morte di un minorenne di Formia, davanti a un fast food, riporta inevitabilmente a quanto accaduto a Colleferro. Anche allora fu la violenza a uccidere. Willy Monteiro Duarte morì massacrato di botte sotto agli occhi di decine di ragazzini in piazza. Romeo Bondanese ha perso la vita una volta arrivato in ospedale, stroncato da una emorragia.

“Quanto accaduto a Formia è gravissimo ma è diverso dal caso di Colleferro –  dice il Questore Spina – dove l’accusa per i responsabili è di aver attuato una violenza dolosa sul corpo della vittima, anche quando era a terra, con la volontà o l’accettazione della possibilità che morisse. In questo
caso – spiega il Questore di Latina – il ragazzo è morto perché si è recisa l’arteria femorale, i colpi erano stati inferti verso il basso e non credo che il fermato, sempre ammesso che sia stato lui, volesse uccidere”.

“Voleva ferire, e non è meno grave”, aggiunge Spina. “Vero è che attualmente è ristretto in una comunità per minorenni, ma non c’è accanimento né volontà espressa di uccidere. Il destino ha voluto che la coltellata andasse all’inguine anziché magari nel gluteo se la vittima fosse stata girata, e lo ha ucciso. Il dato comune è quello della violenza, perché il ragazzo minorenne ha impugnato un coltello e non ha esitato a colpire dei coetanei”. >> Le notizie di cronaca nera >> Seguici sul nostro canale Telegram

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